La notizia è di quelle che dovrebbero segnare una svolta: la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 500.000 euro per l’istituzione della sede del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) a Trani.
Un risultato atteso da anni, frutto di un emendamento – a firma del senatore Damiani – che mira a colmare un vuoto istituzionale inaccettabile per una provincia capoluogo. Eppure, all’entusiasmo per le risorse ottenute, fa da contraltare un silenzio preoccupante sulla logistica.
Il dibattito politico di fine gennaio ha scoperchiato il vero nodo della questione: manca la sede fisica. Mentre i fondi sono stati blindati a livello centrale, a livello locale l’Amministrazione non ha ancora ufficializzato dove questi uffici prenderanno vita.
Si rischia così il più classico dei cortocircuiti italiani: avere la copertura finanziaria per garantire un servizio essenziale – gestendo le migliaia di pratiche automobilistiche della BAT – ma non avere i muri dove erogarlo.
Nelle ultime settimane, il tema è diventato terreno di scontro all’interno del centrodestra e tra opposizione e maggioranza, con richiami e accuse reciproche sulle responsabilità dei ritardi. Ma al cittadino, all’avvocato o all’imprenditore che necessita di efficienza, la polemica politica interessa poco.
Ciò che emerge con forza, dopo il Consiglio del 26 gennaio, è l’urgenza di passare dalle parole ai fatti. La politica non può limitarsi a ottenere i fondi; deve avere la capacità gestionale di metterli a terra immediatamente.
Trani non può permettersi l’ennesima incompiuta. La presenza del PRA non è un vezzo, ma un presidio di legalità e funzionalità per un territorio che produce e si muove. L’Amministrazione comunale è ora chiamata a una prova di maturità: individuare l’immobile subito e senza rimpalli.
La trasparenza amministrativa si misura anche nella velocità con cui si trasformano le risorse in servizi. Ogni giorno perso nella ricerca della sede è un giorno di disservizio per la comunità. I soldi ci sono: ora servono le chiavi.









