Barletta si è risvegliata scossa e interrogativa dopo il grave episodio che ha visto protagonista il giornalista Adriano Antonucci, la cui automobile è stata completamente distrutta da un incendio divampato nella serata di ieri, giovedì 5 febbraio 2026, in via Sant’Antonio.
Un evento che, oltre alla dimensione materiale del danno, apre scenari di riflessione più ampi sulla sicurezza dei professionisti dell’informazione e sulla necessità di preservare il diritto-dovere di cronaca in un contesto sociale sempre più complesso.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo si sarebbe sviluppato intorno alle ore 21, quando la vettura, una Seat Arona di colore bianco, era parcheggiata sotto l’abitazione del giornalista. Testimonianze preliminari riferiscono di un possibile boato che avrebbe preceduto l’innesco delle fiamme, dettaglio che alimenta l’ipotesi investigativa di un’origine non accidentale.
Tuttavia, le cause dell’incendio restano al momento oggetto di verifiche tecniche e accertamenti approfonditi.
Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area, affiancati dagli agenti della Polizia, che hanno avviato i rilievi utili alla ricostruzione della dinamica.
Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento disponibile, dalle eventuali immagini di videosorveglianza alle testimonianze raccolte sul posto, per stabilire con precisione la natura dell’episodio e chiarire se possa configurarsi come atto doloso.
L’accaduto ha suscitato immediata apprensione non solo per la gravità del gesto in sé, ma anche per il possibile collegamento con l’attività professionale di Antonucci, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno e di Barlettaviva.
In una fase storica in cui il lavoro giornalistico rappresenta spesso un presidio fondamentale di trasparenza e controllo democratico, episodi di questo tipo rischiano di assumere una valenza simbolica che travalica il singolo caso.
Numerose sono state le attestazioni di solidarietà giunte nelle ore successive da esponenti politici, istituzioni locali, associazioni e rappresentanti del mondo civile. Un coro trasversale che ha espresso vicinanza al giornalista e condanna ferma verso qualsiasi forma di intimidazione o violenza, ribadendo l’importanza di tutelare chi svolge un ruolo essenziale nel racconto dei fatti e nella diffusione dell’informazione.
Le indagini proseguono senza sosta e, nelle prossime ore, potrebbero emergere elementi decisivi per comprendere la reale matrice dell’incendio.
Nel frattempo, resta forte l’eco di un episodio che ha scosso Barletta e che richiama con forza l’attenzione sull’importanza di difendere i valori della libertà di espressione e dell’informazione, pilastri imprescindibili di ogni società democratica.











