Un luogo nato per promuovere salute, socialità e benessere collettivo rischia oggi di diventare l’emblema di un malcostume diffuso: quello dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti negli spazi pubblici.
Nella Villa Comunale di Andria, e in particolare nell’area della Pineta dove sorge la cosiddetta “Palestra Verde”, la realtà quotidiana racconta una storia fatta di incuria, frustrazione e senso civico esercitato, paradossalmente, da chi dovrebbe limitarsi a usufruire degli spazi, non a renderli agibili.
Bottiglie di plastica accartocciate, cartacce, lattine, residui di snack e rifiuti di varia natura si accumulano tra i vialetti e sotto gli attrezzi ginnici comunali, trasformando un’oasi urbana in un panorama che oscilla tra trascuratezza e degrado.
È qui che, ogni giorno, numerosi ragazzi e appassionati di fitness all’aperto si ritrovano per allenarsi. Ma prima ancora di dedicarsi agli esercizi fisici, sono costretti a un rituale ormai abituale: raccogliere e smaltire ciò che altri hanno lasciato alle loro spalle.
Il fenomeno assume contorni quasi emblematici: giovani che, animati da spirito civico e rispetto per la cosa pubblica, si fanno carico spontaneamente di una funzione che dovrebbe spettare a un sistema di manutenzione ordinaria e a una coscienza collettiva più responsabile.
Armati di sacchi e guanti, ripuliscono l’area gratuitamente e senza clamore, mossi dalla semplice volontà di restituire dignità a uno spazio che sentono proprio.
Un gesto nobile, certo, ma anche sintomo di una lacuna strutturale. Perché se da un lato il volontariato spontaneo rappresenta una delle espressioni più alte del senso civico, dall’altro non può diventare la soluzione permanente a una problematica che richiederebbe interventi sistematici, controlli più stringenti e una sensibilizzazione diffusa.
La Pineta della villa comunale di Andria costituisce uno dei polmoni verdi più grandi della Puglia, un luogo di ristoro e aggregazione intergenerazionale. Tuttavia, la crescente presenza di rifiuti ne compromette non solo l’estetica ma anche la sicurezza e la fruibilità.
Gli attrezzi della palestra all’aperto, pensati per incentivare uno stile di vita sano e accessibile a tutti, risultano spesso circondati da sporcizia e detriti, con evidenti ripercussioni sull’esperienza degli utenti e sull’immagine complessiva dell’area verde.
La questione non riguarda soltanto il decoro urbano, ma anche il rispetto delle norme basilari di convivenza civile. L’abbandono dei rifiuti negli spazi pubblici rappresenta infatti un segnale di disattenzione verso il bene comune, un atto che finisce per gravare sulla collettività e sulle casse pubbliche, oltre che sulla dignità del luogo.
E mentre i ragazzi continuano a raccogliere rifiuti prima di sollevare pesi, resta un interrogativo sospeso: è giusto che il senso civico supplisca alle mancanze altrui? Oppure è giunto il momento che l’intera comunità, istituzioni e cittadini, si faccia carico, insieme, della tutela di ciò che appartiene a tutti?























