Una sequenza di eventi tanto repentina quanto inquietante ha scosso le strade di Bari, dove una banale disputa legata alla viabilità si è trasformata in un episodio di inaudita violenza.
Una giovane donna di 25 anni ha denunciato di essere stata inseguita e colpita più volte con un martello da un automobilista sessantenne, al culmine di un alterco nato mentre la ragazza viaggiava su un monopattino insieme al fidanzato in bicicletta.
L’episodio, avvenuto la sera di lunedì 11 febbraio 2026, lungo viale Unità d’Italia, ha innescato una profonda indignazione pubblica e riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla crescente aggressività nelle dinamiche urbane.
Secondo quanto ricostruito dalle testimonianze e dalle denunce presentate alle autorità, la vicenda avrebbe avuto origine da una disputa apparentemente banale: l’automobilista avrebbe iniziato a suonare ripetutamente il clacson, intimando alla giovane e al suo compagno di spostarsi per consentirgli di proseguire.
La ragazza, anziché reagire con ostilità, avrebbe invitato l’uomo a mantenere la calma. I due avrebbero quindi continuato il loro percorso, convinti di aver chiuso l’episodio. Tuttavia, la situazione è degenerata quando l’automobilista avrebbe deciso di inseguirli.
Giunti in una piazzetta poco distante, la giovane avrebbe notato l’auto dell’uomo parcheggiata. In pochi istanti la scena si sarebbe trasformata in un’aggressione violenta.
Stando al racconto della vittima, l’uomo sarebbe sceso dall’auto impugnando un martello e si sarebbe avvicinato con atteggiamento minaccioso. Senza apparente esitazione, avrebbe iniziato a colpirla prima alla nuca e poi alla testa.
Le ferite riportate hanno richiesto l’applicazione di punti di sutura, segno della brutalità dei colpi inflitti. Solo l’intervento del fidanzato della ragazza e di alcune persone presenti avrebbe consentito di interrompere l’aggressione, evitando conseguenze potenzialmente ancora più gravi.
Allertate dai presenti, le forze dell’ordine sono giunte sul posto per raccogliere le prime testimonianze e avviare le verifiche del caso. Tuttavia, al loro arrivo non sarebbe stato rinvenuto il martello utilizzato nell’aggressione.
La giovane ha formalizzato una denuncia ai carabinieri, assistita dall’associazione Gens Nova e dall’avvocato Antonio La Scala. Secondo quanto emerso, l’aggressore non sarebbe stato arrestato nell’immediatezza dei fatti, circostanza che ha alimentato ulteriori interrogativi sull’evoluzione della vicenda giudiziaria.
La 25enne ha descritto l’episodio come una reazione sproporzionata e incomprensibile, scaturita esclusivamente dalla richiesta dell’automobilista di poter passare. Alcune versioni parlano di urla e inviti insistenti a “spostarsi”, trasformatisi rapidamente in aggressività fisica.







