In un suggestivo connubio tra liturgia e cultura popolare, la chiesa parrocchiale di San Pio a Margherita di Savoia si è trasformata in teatro di un evento che ha diviso opinioni, acceso discussioni e catturato l’attenzione del web.
La protagonista? Per sempre sì, il brano trionfatore del 76° Festival di Sanremo, interpretato da Sal Da Vinci, che domenica mattina è risuonato tra le mura sacre della celebrazione eucaristica, cantato da circa duecento bambini dalla prima elementare alla terza media assieme alle loro famiglie, in una performance che ha travalicato i confini della semplice esecuzione artistica per assumere una connotazione di preghiera comunitaria e riflessione spirituale.
L’idea, audace e innovativa, è stata concepita da don Michele Schiavone, parroco della comunità ecclesiale locale, che ha voluto inserire il pezzo vincitore di Sanremo nel cuore della liturgia domenicale.
Guidati da lui, i più piccoli hanno intonato il brano dai banchi, mentre i ragazzi più grandi hanno animato l’altare con una coreografia studiata ad hoc, facendo rivivere tra le colonne e le navate il ritornello di una canzone che parla di promessa, fedeltà e amore eterno.
Secondo le parole dello stesso sacerdote, il gesto voleva essere non una mera esibizione, ma una riflessione profonda sull’uso delle parole: nel cammino quaresimale in corso, tema centrale era proprio la “fedeltà”, un concetto evangelico che, a suo avviso, trova sorprendenti connessioni con il testo della canzone vincitrice del Festival.
Durante l’omelia, don Schiavone ha richiamato la celebre affermazione di Sant’Agostino – “Chi canta prega due volte” – trasformando così un ritornello ormai familiare al grande pubblico in un inno di lode e contemplazione nel contesto liturgico.
La scena, resa pubblica attraverso i canali social della parrocchia, ha rapidamente superato le 100mila visualizzazioni, amplificando il dibattito oltre i confini locali e portandolo all’attenzione nazionale. Molti utenti hanno ammirato l’iniziativa, definendola un modo originale di rendere la chiesa un luogo vivo e accogliente, in grado di parlare al cuore delle nuove generazioni.
Tuttavia, non sono mancate le critiche. Alcuni commentatori e fedeli si sono detti perplessi, ritenendo l’introduzione di un brano pop contemporaneo, seppur intriso di significato, nella liturgia un’azione fuori luogo o poco rispettosa della sacralità tradizionale della Messa.
Secondo queste voci dissenzienti, la chiesa cattolica dovrebbe preservare rigidi confini tra celebrazione religiosa e cultura secolare, evitando sovrapposizioni che possano confondere fedeli e spettatori.
La controversia è maturata in un momento in cui Per sempre sì non è solo un semplice successo discografico: il brano, pubblicato il 25 febbraio 2026 e destinato a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026 dopo la vittoria a Sanremo, ha conquistato un’ampia fetta di pubblico grazie al suo messaggio di amore, promessa e speranza.
Margherita di Savoia, grazie a don Schiavone e ai suoi giovani coristi, ha sollevato interrogativi e suggestioni che vanno ben oltre il semplice dibattito locale, trasformando una canzone di Sanremo in occasione di riflessione su fede, vita e comunità.
Ecco il video divenuto virale in poche ore: https://www.instagram.com/reels/DVYWjPPCJVv/.









