Una città attonita, sospesa in un silenzio carico di sgomento, continua a piangere la scomparsa di Michele Saccotelli, 31 anni, vittima di un tragico incidente stradale avvenuto in via Barletta il 4 marzo scorso. Un dramma consumatosi in pochi istanti, che ha spezzato una giovane vita e lasciato dietro di sé un vuoto incolmabile, fatto di sogni interrotti e affetti devastati.
Il giovane era in sella alla sua motocicletta quando si è verificato l’impatto fatale. L’urto, violento e improvviso, non gli ha lasciato scampo. I soccorsi, giunti tempestivamente sul posto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, consegnando la scena a un dolore muto e irreparabile.
Ma è nel mondo digitale, divenuto ormai moderno sacrario della memoria e del lutto, che si consuma una delle testimonianze più toccanti di questa tragedia. A colpire profondamente è il messaggio affidato ai social dalla fidanzata, parole intrise di una tenerezza straziante, che trasformano il dolore in poesia e l’assenza in presenza eterna.
“Ciao Amore Mio, ora sei diventato un angelo, il Mio Angelo.
Stammi sempre vicino cuore mio come hai sempre fatto, perché solo tu sai quanto sono fragile dentro e tu sei e sarai sempre la mia luce il mio faro.
I tuoi occhioni sono i miei, aiutami a guardare il mondo. Ricordi dov’era il nostro posto preferito! Io sono rimasta lì. Amore Mio ora tocca a te dipingerei la mia anima di colori belli come te, io Ti Amo e ti Amerò Per Sempre mia Stella, ora brilla, brilla sempre più di tutti così io potrò anche vederti“.
Un commiato che trascende la semplice dichiarazione d’amore per assumere i contorni di una vera e propria elegia contemporanea. In queste righe si avverte la fragilità di chi resta, smarrito dinanzi all’improvvisa dissolvenza dell’altro, ma anche la volontà disperata di trattenere, attraverso il ricordo, ciò che la realtà ha sottratto.
Andria si stringe ora attorno alla famiglia e agli affetti del giovane, mentre il dolore privato si fa collettivo, attraversando le strade, le piazze e i cuori di un’intera comunità. E in mezzo al fragore della tragedia, restano quelle parole, sospese tra cielo e terra, a testimoniare che l’amore, anche di fronte alla fine, non conosce silenzio.







