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giovedì, 23 Luglio 2026
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Referendum Giustizia, trionfa il “NO”: l’Italia respinge la riforma con quasi il 54% dei voti. SI fermo al 46%

Nella Bat i dati hanno mostrano un'affluenza del 52,68%, con 162.691 votanti. Il NO è prevalso con il 56,88% dei consensi (91.717 voti), sul SI fermo al 43,12% (69.519 voti)

Il Referendum Costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla Riforma dell’Ordinamento Giudiziario si conclude con una vittoria del fronte del “NO”, che si attesta al 53,73% con 14.314.030 di voti, contro il 46,27% del “SI” con 12.325.464 di consensi.

Un risultato che assume un valore politico dirompente: la riforma, fortemente voluta dall’esecutivo, viene respinta dal corpo elettorale, determinando una battuta d’arresto nel progetto di revisione della giustizia italiana.

Sul piano della partecipazione, l’affluenza nazionale si colloca su livelli significativi, attestandosi al 58,93%, ben oltre le attese della vigilia.

Un dato che, pur non essendo determinante ai fini della validità (trattandosi di referendum costituzionale senza quorum), conferisce ulteriore legittimazione politica al risultato.

In Puglia, il responso appare ancor più marcato a favore del rigetto della riforma.

  • NO con il 57,14% e 934.519 voti.
  • SI con il 42,86% e 701.019 voti.

L’affluenza regionale si è attestata al 52,03% degli aventi diritto. Un dato in flessione rispetto al referendum costituzionale del 2020, ma comunque rilevante e superiore alla soglia psicologica della metà del corpo elettorale.

Nella Provincia di Barletta-Andria-Trani, i dati hanno mostrano un’affluenza del 52,68%, con 162.691 votanti.
Il NO è prevalso con il 56,88% dei consensi (91.717 voti), sul SI fermo al 43,12% (69.519 voti).

Questi i dati nelle 10 città della sesta provincia pugliese:

ANDRIASI (43,54%) NO (56,46%)
BARLETTASI (41,13%) NO (58,87%)
TRANISI (45,12%) NO (54,88%)
BISCEGLIESI (40,40%) NO (59,60%)
CANOSASI (43,13%) NO (56,87%)
TRINITAPOLISI (49,12%) NO (50,88%)
SAN FERDINANDOSI (48,82%) NO (51,18%)
MARGHERITASI (46,83%) NO (53,17%)
MINERVINOSI (43,13%) NO (56,87%)
SPINAZZOLASI (42,78%) NO (57,22%)

La riforma prevedeva, tra i punti cardine:

  • separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
  • sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura
  • istituzione di una Corte disciplinare autonoma

Misure che, secondo i sostenitori, avrebbero migliorato imparzialità e trasparenza, ma che i contrari hanno interpretato come un potenziale indebolimento dell’autonomia della magistratura.

Il responso referendario ha effetto immediato e inequivocabile:

  • La riforma NON entra in vigore
  • Resta pienamente vigente l’attuale assetto costituzionale della giustizia

Non essendo stato approvato il testo sottoposto a referendum, nessuna nuova legge verrà applicata, e non è prevista alcuna fase transitoria.

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