Accogliendo la richiesta avanzata alla locale Amministrazione dal Comitato Regionale Puglia della FIPAV, la Federazione Italiana Pallavolo, sarà intitolata all’arbitra pugliese Federica De Luca e al figlio Andrea, vittime della violenza di genere, la tensostruttura di via Dei Mandorli a Barletta.
“Restituiamo alla città uno spazio importante” – ha dichiarato il Sindaco Cannito.
“La tensostruttura di via dei Mandorli torna a vivere e torna ai nostri ragazzi, allo sport, alle associazioni.
È qui che crescono relazioni, valori, senso di squadra. È qui che tanti giovani trovano un’alternativa sana e un punto di riferimento.
Grazie alla Nelly Volley per aver scelto di prendersi cura di questo impianto e di riempirlo di attività e futuro.
Lo sport e l’associazionismo sono una forza per la nostra comunità. Continueremo a sostenerli con convinzione”.
In una futura cerimonia, alla quale parteciperanno i genitori di Federica (Enzo De Luca e Rita Lanzon, favorevoli alla decisione), sarà apposta la targa commemorativa.
L’impianto, recentemente affidato con avviso pubblico all’Associazione Sportiva Dilettantistica Nelly Volley di Barletta, si candida così a rappresentare un patrimonio di tutta la comunità cittadina, un ulteriore punto di riferimento per la pratica sportiva multidisciplinare e un luogo simbolo dell’impegno civile.
L’ufficialità della denominazione è avvenuta nel corso della prima gara interna del campionato di serie C femminile della società affidataria, presenti il Sindaco Cosimo Cannito, gli Assessori Massimiliano Dileo (Sport) e Oronzo Cilli (Cultura), il Senatore Dario Damiani, il Consigliere regionale e Presidente del Consiglio comunale Marcello Lanotte.
Convergente il pensiero del Sindaco Cannito e dell’Assessore Di Leo: “L’Amministrazione – affermano – ha sollevato questa struttura comunale dall’abbandono indicendo una gara pubblica per la gestione e trasformandola, con le odierne premesse, in un centro di aggregazione sportiva che valga anche come caposaldo educativo a contrasto di ogni forma di sopraffazione.
Le generazioni più giovani devono sostenere con forza la cultura del rispetto, le regole della civile convivenza e i valori che lo sport insegna sul piano agonistico e sociale”.



















