Una mattinata apparentemente ordinaria si è improvvisamente incrinata sotto il peso di un gesto tanto inatteso quanto perturbante.
Questa mattina, mercoledì 1° aprile 2026, nel plesso Nervi, succursale dell’istituto superiore “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, il consueto fluire delle attività scolastiche è stato scosso da un episodio che, pur conclusosi senza conseguenze fisiche, lascia dietro di sé un retrogusto di inquietudine e riflessione.
Protagonista della vicenda un ragazzo di appena quattordici anni, studente del primo anno e affetto da una patologia certificata, la cui condizione richiede un costante accompagnamento educativo e relazionale.
Secondo le ricostruzioni, il giovane si sarebbe allontanato dall’aula durante la prima ora, probabilmente per una breve pausa. Al momento del rientro, tuttavia, invece di dirigersi verso la propria classe, ha tentato di accedere ad un’altra aula.
A questo punto, invitato con fermezza, ma senza asperità, da un collaboratore scolastico a tornare nel proprio ambiente didattico, il ragazzo ha reagito estraendo dalla tasca un coltellino richiudibile, lungo circa 13 centimetri, puntandolo contro l’operatore scolastico, in un atto che, pur non sfociando in violenza fisica, ha assunto contorni minacciosi.
La scena, carica di tensione, si è consumata in pochi istanti. La docente di sostegno, figura già inserita nel percorso educativo del ragazzo, è intervenuta con lucidità, riuscendo a ricondurre il giovane a uno stato di calma. A lei si sono affiancati altri insegnanti, tra cui un docente che aveva precedentemente instaurato un rapporto fiduciario con lo studente: un elemento non secondario, che si è rivelato decisivo.
Attraverso un dialogo misurato e una gestione empatica della crisi, il ragazzo è stato persuaso a consegnare spontaneamente l’arma, senza opporre resistenza. L’episodio, pur nella sua gravità potenziale, si è concluso senza degenerazioni. Nel frattempo, l’istituto ha provveduto ad allertare le forze dell’ordine: i carabinieri sono giunti sul posto e hanno proceduto al sequestro del coltellino. Il giovane è stato infine affidato ai genitori e riaccompagnato a casa.
Il collaboratore scolastico coinvolto ha dichiarato di non voler sporgere denuncia-querela. Le autorità stanno valutando l’eventuale procedibilità d’ufficio per minaccia aggravata dall’uso di un’arma.
Il dirigente scolastico, nel commentare l’episodio, ha sottolineato come simili eventi non rappresentino la quotidianità dell’istituto, pur evidenziando la complessità nella gestione di situazioni in cui la dimensione disciplinare si intreccia con condizioni patologiche. In tale prospettiva, la risposta educativa non può limitarsi alla sanzione, ma deve necessariamente articolarsi in percorsi di accompagnamento e supporto.
Le lezioni sono proseguite regolarmente, quasi a voler ristabilire, con discrezione, l’ordine infranto.









