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mercoledì, 15 Aprile 2026
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Maltempo, crolla il ponte sul Trigno: disperso un 53enne di Bisceglie. Si tratta di Domenico Racanati

Racanati, a bordo della sua Fiat Bravo, in direzione Ortona (CH), sarebbe stato al telefono con la moglie proprio mentre la tragedia si consumava

Il fragore dell’acqua che si gonfia oltre misura, il cedimento improvviso della struttura, poi il vuoto.

È una sequenza tragica, rapida e implacabile, quella che si è consumata sul fiume Trigno, al confine tra Molise e Abruzzo, dove il maltempo ha scritto una delle pagine più cupe di questi giorni flagellati da piogge torrenziali e dissesti diffusi.

A rendere ancora più drammatico il bilancio, la scomparsa di un uomo: il pescatore biscegliese 53enne Domenico Racanati.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava a bordo della propria autovettura nel momento in cui il ponte, già provato dalla violenza delle acque e presumibilmente indebolito da condizioni strutturali critiche, ha ceduto sotto la spinta impetuosa del fiume in piena. L’auto è stata inghiottita dalla corrente in pochi istanti, lasciando dietro di sé solo sgomento e interrogativi.

A rendere la vicenda ancor più straziante è un dettaglio emerso nelle ore successive: Racanati, a bordo della sua Fiat Bravo, in direzione Ortona (CH), sarebbe stato al telefono con la moglie proprio mentre la tragedia si consumava. Un frammento di quotidianità spezzato brutalmente, trasformato in testimonianza indiretta di un destino improvviso e crudele.

L’episodio si inserisce in un contesto meteorologico di eccezionale severità. L’intero Centro-Sud è stato investito da una perturbazione insistente, caratterizzata da precipitazioni abbondanti, raffiche di vento e un innalzamento repentino dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua. Il Trigno, già noto per la sua natura impetuosa, ha raggiunto livelli critici, erodendo gli argini e mettendo a dura prova infrastrutture e viabilità.

Le autorità stanno indagando su una possibile manomissione delle transenne che avrebbero dovuto impedire l’accesso al ponte, già segnalato come pericolante.

Qualora tale ipotesi trovasse conferma, si aprirebbe uno scenario di responsabilità gravissime, in cui l’imprudenza o l’azione dolosa di ignoti avrebbe contribuito a trasformare un rischio noto in tragedia concreta.

Intanto, le operazioni di ricerca proseguono senza sosta. Squadre di soccorso, vigili del fuoco e sommozzatori stanno battendo il tratto del fiume nella speranza, sempre più flebile con il passare delle ore, di ritrovare il disperso. Le condizioni restano difficili: la corrente è ancora sostenuta, le acque torbide e il fondale insidioso.

A Bisceglie, città natale di Racanati, si respira un clima di sospensione e dolore. La comunità si stringe attorno alla famiglia, mentre cresce l’angoscia per un epilogo che tutti temono ma nessuno osa pronunciare.

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