E’ accaduto ad Andria, nel primo pomeriggio di ieri, martedì 14 aprile 2026, dove si è consumato l’ennesimo episodio di violenza che, per modalità e contesto, segna un ulteriore, preoccupante salto di qualità nel panorama della criminalità locale.
Erano circa le ore 13:30, in una fascia oraria in cui il traffico cittadino è ancora intenso e le strade brulicano di vita quotidiana. Il teatro dell’aggressione è stato via Duca di Genova, nel pieno centro urbano, a pochi passi dall’ospedale “Bonomo”: un’arteria strategica, simbolo della normalità cittadina, trasformata improvvisamente in scenario di brutale violenza.
Secondo quanto ricostruito, un automobilista, mentre era fermo al semaforo, sarebbe stato circondato e aggredito da più individui.
I colpi, sferrati con inaudita violenza, lo avrebbero raggiunto ripetutamente, fino a lasciarlo stordito e privo di difese. Una scena tanto rapida quanto feroce, consumatasi sotto gli occhi attoniti di passanti e automobilisti.
L’immediato allarme lanciato da chi ha assistito alla scena ha consentito l’arrivo tempestivo dei soccorsi: sul posto sono intervenute un’ambulanza del 118, tre pattuglie della Polizia di Stato e una della Polizia Locale. Il ferito è stato preso in carico dai sanitari, mentre le forze dell’ordine hanno avviato i primi rilievi per ricostruire con precisione la dinamica e individuare i responsabili.
Ma l’episodio, lungi dall’essere isolato, si inserisce in un quadro più ampio che desta forte preoccupazione. Sempre più frequentemente, infatti, si registrano in città episodi che travalicano i confini della cosiddetta microcriminalità, assumendo contorni ben più gravi e allarmanti.
A rimarcare la gravità della situazione è intervenuto Savino Montaruli, presidente dell’associazione di impegno civico “Io Ci Sono!”, giunto sul luogo dell’aggressione. Le sue parole risuonano come un monito severo: «Tutti i limiti sono stati superati. Continuare a sottovalutare fenomeni che sono veri e propri atti di criminalità è ormai insopportabile».
Montaruli denuncia una escalation che non può più essere ignorata, parlando di una città «in fortissimo pericolo», dove persino i cittadini iniziano a provare timore nel percorrere le strade, incluse le aree pedonali un tempo considerate sicure. Un clima di insicurezza diffusa che rischia di minare il tessuto sociale e la fiducia collettiva.
Nel suo intervento, l’attivista chiama direttamente in causa le istituzioni: il Prefetto della provincia Barletta-Andria-Trani, il Questore, la Sindaca, il Vescovo, invitandoli a un’assunzione di responsabilità concreta e immediata.
Da mesi, sottolinea, viene richiesta l’organizzazione di un incontro pubblico, da tenersi nella sala consiliare del Comune, dedicato alle tensioni economico-sociali che attraversano il territorio. Un confronto aperto alla cittadinanza e al mondo associativo, per affrontare con lucidità e determinazione le radici del disagio.
Il j’accuse si estende anche alla politica locale, descritta come ripiegata su sé stessa e incapace di offrire punti di riferimento chiari, mentre l’amministrazione comunale appare, a tratti, assente o inefficace di fronte a una crisi che richiederebbe invece presenza, visione e interventi strutturali.
L’aggressione di via Duca di Genova diventa così il simbolo di una città che chiede risposte urgenti. Non solo sicurezza, ma anche ascolto, prevenzione e coesione sociale. Perché quando la violenza irrompe in pieno giorno, nel cuore pulsante della vita urbana, non è più soltanto cronaca: è il segnale di un equilibrio che si sta incrinando.












