Una tragedia che lascia senza respiro, che lacera una comunità intera e che ora chiama in causa responsabilità precise.
La morte della giovanissima Alicia Amoruso, appena dodicenne, travolta da un pino improvvisamente crollato, si trasforma da fatalità apparente a vicenda giudiziaria complessa e delicata: sono cinque, infatti, le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.
L’incidente, avvenuto nei giorni scorsi in un’area frequentata della città, ha immediatamente suscitato sgomento e dolore. La ragazza si trovava all’aperto quando l’albero, un pino di grandi dimensioni, ha ceduto all’improvviso, schiacciandola senza lasciarle scampo. Inutili i soccorsi: per Alicia non c’è stato nulla da fare.
Ma dietro quella che inizialmente poteva sembrare una tragica fatalità, emergono ora elementi che impongono approfondimenti rigorosi. La Procura ha deciso di iscrivere cinque persone nel registro degli indagati, tutte riconducibili, a vario titolo, sono dirigente, funzionari tecnici e istruttori della Ripartizione Pianificazione, Programmi ed Infrastrutture del Comune di Bisceglie e dello Sportello Patrimonio Demanio e Attività Manutentive.
Un atto dovuto, necessario per consentire lo svolgimento di accertamenti irripetibili, a partire dall’autopsia sul corpo della giovane vittima che sarà eseguita alle ore 14.30 di oggi, mercoledì 15 aprile 2026, presso il Policlinico di Bari.
Proprio l’esame autoptico, disposto nelle ore successive al dramma, rappresenta uno snodo cruciale dell’inchiesta: servirà a chiarire con precisione le cause del decesso e a fornire ulteriori elementi utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Parallelamente, saranno fondamentali le verifiche tecniche sull’albero crollato: il suo stato di salute, eventuali segni di deterioramento, la presenza di controlli precedenti e la loro efficacia.
Al centro delle indagini vi è dunque la questione, tanto delicata quanto decisiva, della manutenzione del verde pubblico. Ci si interroga se quel pino fosse monitorato, se fossero stati effettuati controlli periodici e se vi fossero segnali premonitori di cedimento trascurati o sottovalutati. Interrogativi pesanti, che ora attendono risposte puntuali.
L’iscrizione nel registro degli indagati non implica responsabilità accertate, ma rappresenta un passaggio tecnico indispensabile per garantire il diritto alla difesa e la piena trasparenza delle indagini. Tuttavia, il numero degli indagati e il contesto in cui maturano i fatti delineano uno scenario che va ben oltre la casualità.
Nel frattempo, la città si stringe attorno alla famiglia di Alicia, travolta da un dolore indicibile. Il lutto si mescola alla rabbia e alla richiesta di verità: perché una giovane vita è stata spezzata in un luogo che avrebbe dovuto essere sicuro? E soprattutto, si poteva evitare?











