E’ accaduto stamattina, mercoledì 15 aprile 2026, a Bisceglie. Un dramma consumatosi nell’intimità domestica, ma destinato a riverberarsi con forza nella coscienza collettiva: un uomo di 61 anni avrebbe ucciso la moglie, di 54, spingendola dal balcone della loro abitazione, per poi togliersi la vita lanciandosi nel vuoto pochi istanti dopo.
Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio degli inquirenti, alla base dell’episodio vi sarebbe una relazione ormai logorata, giunta al capolinea di una separazione imminente. La tensione, probabilmente accumulatasi nel tempo, avrebbe trovato un epilogo tragico e irreversibile.
A raccontare gli attimi drammatici è stata una vicina di casa, testimone indiretta ma decisiva: avrebbe udito le urla della donna poco prima della caduta.
I corpi senza vita dei coniugi sono stati rinvenuti l’uno accanto all’altro, sulla rampa dei garage del palazzo in cui vivevano. Una scena che restituisce, nella sua crudezza, la simultaneità di un gesto estremo: prima l’omicidio, poi il suicidio, in una sequenza che lascia sgomenti per la sua rapidità e ferocia.
I carabinieri, giunti sul posto, hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e chiarire eventuali dettagli ancora oscuri, sebbene l’ipotesi prevalente resti quella dell’omicidio-suicidio.
La coppia lascia due figli, entrambi lontani da casa: uno residente a Trani, l’altro all’estero, in Svizzera.











