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giovedì, 14 Maggio 2026
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Barletta – “Voglio il Bari in C per giocarci contro”: il sindaco Cannito tra provocazione e scuse placa la “bufera”

Il messaggio del sindaco Cannito in merito al polverone mediatico alzatosi dopo le sue dichiarazioni, rilasciate all'indomani della promozione in serie C del Barletta, in cui auspicava la retrocessione del Bari per rendere possibile il derby

Nel fervore quasi febbrile che accompagna le grandi vittorie sportive, accade talvolta che l’entusiasmo travalichi i confini della prudenza istituzionale.

È quanto avvenuto a Barletta, dove la storica promozione della squadra cittadina in Serie C, dopo 11 anni di Purgatorio, ha innescato non solo festeggiamenti, ma anche un inatteso caso mediatico che ha scosso gli equilibri, seppur simbolici, del tifo pugliese.

Protagonista della vicenda è il sindaco Cosimo Cannito, le cui parole, pronunciate in un contesto dichiaratamente conviviale e goliardico, hanno generato un eco ben più ampio delle intenzioni originarie.

Nel video, diffusosi rapidamente e senza filtri, il primo cittadino aveva evocato, con tono scherzoso, l’auspicio di una retrocessione del SSC Bari, al fine di rendere possibile un derby acceso e suggestivo con il rinato Barletta.

Un’uscita che è stata percepita da molti tifosi baresi come una provocazione fuori luogo, scatenando un vero e proprio polverone mediatico. Tra indignazione, commenti al vetriolo e reazioni sopra le righe, la vicenda ha assunto contorni che hanno travalicato il semplice sfottò sportivo, arrivando, come denunciato dallo stesso sindaco, a sfociare in episodi di minacce personali.

Eppure, nel cuore del dibattito, permane una verità tanto semplice quanto spesso dimenticata: il calcio, con le sue rivalità e le sue passioni, vive anche di ironia e di sana competizione. Ed è proprio su questo terreno che Cannito ha tentato di riportare il confronto, intervenendo con un messaggio ufficiale volto a stemperare i toni e a ricostruire un clima di rispetto reciproco.

Di seguito, il testo integrale delle scuse del sindaco barlettano, pubblicate sui social:

“Cari tifosi del Bari,
a Barletta siamo euforici per la promozione del Barletta in Serie C.

Citare il Bari, come ho fatto ieri, in un clima esclusivamente goliardico — in un video la cui diffusione non era autorizzata e che avrebbe dovuto essere montato per intero, con altri passaggi, come precisato dal quotidiano online BarlettaViva.it — non era un augurio di sventura, ma il desiderio, da sindaco, di vedere la propria città protagonista di derby epici.

Le mie parole hanno sollevato un polverone, arrivando purtroppo anche a generare minacce personali. Chi mi conosce sa che parlo con il cuore in mano. La gioia per il ritorno del nostro Barletta in Serie C è tale che non vediamo l’ora di confrontarci con piazze prestigiose come la vostra, legate da una sana amicizia tra le due tifoserie.

Se il Bari raggiungerà la salvezza — e me lo auguro — sarò il primo a gioire, conoscendo bene le sofferenze e le difficoltà di questi ultimi mesi. Sofferenze che, in passato, abbiamo conosciuto anche a Barletta.

Forza Bari e forza Barletta,
uniti dai nostri splendidi colori”.

Parole che cercano di ricucire uno strappo, restituendo alla vicenda una dimensione più autentica. In fondo, tra Bari e Barletta non corre soltanto una sana amicizia calcistica, ma anche un filo sottile di identità territoriale e appartenenza comune.

E forse, proprio da questo episodio, il calcio pugliese può trarre una lezione: che l’ironia, per quanto pungente, deve sempre accompagnarsi alla responsabilità, soprattutto quando a pronunciarla è chi rappresenta un’intera comunità.

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