Ad Andria si spegne una luce discreta ma costante, un presidio di quotidianità che per oltre quarant’anni ha accompagnato la vita di intere generazioni. L’edicola storica di Piazza Sannazzaro, punto di riferimento per centinaia di cittadini, è ormai chiusa definitivamente.
La ragione è tanto semplice quanto dolorosa: a causa della morte del suo titolare, Vito Prasti, l’attività non riaprirà più. Con lui scompare non solo un lavoratore instancabile, ma l’anima stessa di quel piccolo chiosco che, giorno dopo giorno, aveva saputo trasformarsi in luogo di incontro, di scambio, di memoria.
Accanto al noto “Lall’c delle biciclette” (officina storica per la riparazione delle bici), quell’edicola era un rito. Era il profumo della carta fresca al mattino, le mani dei bambini che sfogliavano curiosi fumetti e figurine, gli adulti che cercavano tra le pagine del giornale una chiave per interpretare il mondo.
E dietro il banco, sempre presente, Vito: discreto, gentile, instancabile.
La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo, colmato solo in parte dal ricordo condiviso che in queste ore si rincorre tra le voci della città. “Un pezzo della nostra infanzia se ne va”, scrive qualcuno. “Non era solo un giornalaio, era una presenza familiare”, aggiunge un altro.
Ora la serranda resta abbassata, immobile, come a custodire silenziosamente una storia che non potrà più continuare. Non si tratta soltanto della chiusura di un’attività commerciale, ma della fine di un piccolo mondo fatto di abitudini, sorrisi e quotidiana dedizione.
L’edicola di Piazza Sannazzaro è chiusa per sempre. E con essa si chiude un capitolo prezioso della memoria collettiva andriese.







