Entra nel vivo, con accenti sempre più vibranti e contorni già ben delineati, la campagna elettorale ad Andria.
Nella giornata di ieri, martedì 28 aprile 2026, si è consumato il primo confronto, seppur a distanza, tra i due principali contendenti alla carica di sindaco, in un suggestivo gioco di specchi che ha avuto per teatro due luoghi emblematici della città federiciana.
Una coincidenza tutt’altro che casuale, anzi carica di sottintesi politici e comunicativi: entrambi i candidati hanno scelto infatti il medesimo giorno per svelare ufficialmente il programma delle rispettive coalizioni. Una simultaneità che ha finito per trasformarsi in un confronto implicito, quasi coreografico, tra stili, linguaggi e visioni amministrative.
Da un lato, via Regina Margherita ha fatto da sfondo all’iniziativa del pediatra Sabino Napolitano, protagonista di un ingresso tanto informale quanto studiato nei dettagli simbolici: l’arrivo in bicicletta, gesto che richiama sobrietà e prossimità, seguito dall’immediata immersione tra la folla, senza filtri né barriere. Un approccio diretto, quasi empatico, che sembra voler incarnare un’idea di politica partecipata, orizzontale, in cui il contatto umano diventa cifra distintiva.
Dall’altro lato, in Largo Torneo, la sindaca uscente Giovanna Bruno ha optato per una messa in scena diametralmente opposta, costruita attorno a un’impostazione più istituzionale e scenografica.
Un vero e proprio evento, scandito da un’organizzazione rigorosa: posti a sedere ordinatamente predisposti, servizio di sicurezza con buttafuori a presidiare gli accessi e un impianto che rimanda a una dimensione più strutturata e, per certi versi, solenne.
Due modalità divergenti, dunque, che vanno ben oltre la semplice presentazione programmatica e si configurano come autentiche dichiarazioni di identità politica. Da una parte la spontaneità, dall’altra la formalità; da una parte la piazza vissuta come agorà, dall’altra la piazza concepita come platea.
Andria si ritrova così al centro di una contesa che, già nei suoi primi atti, si rivela densa di significati e sfumature. E se il buongiorno si vede dal mattino, la campagna elettorale promette di essere tutt’altro che prevedibile.























