C’è un’immagine che oggi, ad Andria, pesa come un presagio. Una fotografia semplice, quasi ordinaria, scattata in una stazione di servizio appena due ore prima dell’impatto fatale.
La sua moto lucida, il serbatoio illuminato dalle luci del sole, il viaggio ancora tutto davanti.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che quello sarebbe stato l’ultimo frammento di quotidianità di Michele Monterisi, il 31enne andriese che ieri sera ha perso la vita in un drammatico incidente stradale su via Castel del Monte ad Andria.
Una tragedia improvvisa, feroce, consumatasi alle porte della città, nei pressi dello svincolo con la SP231, dove il destino del giovane motociclista si è intrecciato fatalmente con quello di un furgone. L’impatto, violentissimo, non gli ha lasciato scampo.
I sanitari del 118, giunti sul posto con due équipe provenienti da Andria e Barletta, hanno tentato a lungo di strapparlo alla morte. Manovre di rianimazione protratte per interminabili minuti, nel silenzio attonito di una strada improvvisamente trasformata in teatro di dolore. Ma ogni sforzo si è rivelato vano.
Michele, agricoltore di professione, volto conosciuto e stimato nella comunità andriese, non ce l’ha fatta. Un ragazzo descritto da amici e conoscenti come solare, riservato ma autentico, animato da una profonda passione per le moto e per quel senso di libertà che soltanto la strada, il vento e il rombo di un motore sanno restituire.
Aveva fatto del motociclismo non soltanto un hobby, ma una vera estensione della propria identità. Chi lo conosceva racconta di un giovane educato, disponibile, legato agli affetti familiari e capace di coltivare amicizie sincere.
Ed è proprio quella motocicletta, compagna delle sue giornate, simbolo di evasione e adrenalina, ad accompagnare oggi il ricordo più struggente.
L’ultima storia pubblicata sui social, la foto condivisa poche ore prima della tragedia in una stazione di servizio cittadina, assume ora i contorni di un doloroso commiato inconsapevole. Uno scatto apparentemente banale, diventato in poche ore il simbolo di una vita spezzata troppo presto.
La notizia della morte di Michele si è diffusa rapidamente in città, lasciando sgomenta l’intera comunità. Sui social si moltiplicano messaggi di cordoglio, fotografie, ricordi condivisi da amici increduli e conoscenti devastati dalla notizia.
“Un ragazzo d’oro”, scrive qualcuno. “Aveva sempre il sorriso”, aggiunge un altro. Parole semplici, ma intrise di quella malinconia che accompagna le perdite più incomprensibili.
In una sera di maggio che avrebbe dovuto avere il sapore lieve della normalità, Andria si ritrova invece a fare i conti con l’ennesima giovane vita spezzata sull’asfalto.
E mentre le indagini proseguono per fare luce sull’accaduto, resta il vuoto immenso lasciato da Michele Monterisi: un ragazzo di appena 31 anni, i sogni ancora addosso e una strada che sembrava avere ancora molto da raccontare.








