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martedì, 16 Giugno 2026
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Andria – Lo strano caso del Candidato al consiglio comunale nominato anche Presidente di Seggio

Tra le nomine della Corte d’Appello spunta il caso del candidato consigliere nominato pure Presidente di Seggio. Ma la legge, con insopportabile puntualità, rovina la magia

Un caso curioso, e per certi versi persino pittoresco, starebbe animando le ultime convulse ore della vigilia elettorale andriese.

Un candidato al consiglio comunale è stato nominato, in seconda battuta, Presidente di Seggio, nonostante il ruolo risulti incompatibile con la candidatura stessa.

Tra i 21 presidenti di seggio subentrati negli ultimi giorni, infatti, chiamati a sostituire altrettanti rinunciatari nell’elenco dei 110 nominati dalla Corte d’Appello di Bari, è infatti comparso anche un candidato al consiglio comunale di Andria.

Sì, esattamente: candidato e contemporaneamente Presidente di Seggio. Una sorta di figura mitologica della democrazia moderna, capace di concorrere alla competizione elettorale e, nel contempo, di sovrintendere alle operazioni di voto della medesima consultazione.

Una soluzione certamente innovativa, se non fosse che il legislatore, con deplorevole zelo guastafeste, abbia deciso da tempo di vietarla espressamente.

La normativa, infatti, non lascia spazio ad ardite interpretazioni creative. L’articolo 38 del D.P.R. 361 del 1957 e l’articolo 23 del D.P.R. 570 del 1960 stabiliscono chiaramente che i candidati alle elezioni non possano svolgere funzioni di Presidente di Seggio, scrutatore o segretario nelle medesime consultazioni.

Una incompatibilità scolpita nella legge per garantire l’imparzialità e la serenità delle operazioni elettorali, evitando che qualcuno possa trovarsi, per così dire, contemporaneamente giocatore, arbitro e custode del pallone.

Eppure il caso sarebbe nato nel vorticoso valzer delle sostituzioni resosi necessario dopo le numerose rinunce registrate tra i presidenti di seggio inizialmente designati dalla Corte d’Appello di Bari. Ben 21 subentri su 110 nomine complessive: un’autentica corsa contro il tempo per evitare sezioni scoperte e garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

Nel turbine delle convocazioni last minute, delle telefonate improvvise e degli elenchi aggiornati all’ultimo minuto, il Comune, evidentemente travolto dall’entusiasmo democratico, avrebbe dimenticato un dettaglio secondario: il presidente nominato risulterebbe anche candidato.

Naturalmente, al netto dell’ironia, la questione appare destinata a risolversi rapidamente.

Ovviamente siamo certi che, anche l’interessato, sia al corrente di quanto detto sopra, e che abbia già provveduto a dare le inevitabili dimissioni dall’incarico di Presidente di Seggio, soluzione che consentirà di riallineare la situazione ai dettami normativi ed evitare ulteriori imbarazzi istituzionali o di inaugurare un pericoloso precedente.

Meglio allora affidarsi alla sobria eleganza della legge, che talvolta, pur senza senso dell’umorismo, riesce ancora a ricordare che le elezioni dovrebbero essere amministrate da figure terze, imparziali e distanti dalla competizione politica.

Una banalità democratica, certo. Ma evidentemente non abbastanza da impedire ad Andria di regalarci, ancora una volta, un piccolo capolavoro di surrealismo civico.

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