Cinque giorni di cultura, tradizioni e autentiche eccellenze enogastronomiche hanno trasformato la città di Orazio nella capitale del gusto del Sud Italia.
Tra i protagonisti più ammirati, la Burrata di Andria IGP ha conquistato visitatori e appassionati, divenendo simbolo della straordinaria ricchezza agroalimentare pugliese.
Si è conclusa con un successo di pubblico, partecipazione e consenso la Fiera dei Sapori del Sud Italia, la manifestazione che dal 29 maggio al 2 giugno 2026 ha animato il cuore storico di Venosa, regalando ai visitatori un affascinante itinerario tra tradizioni gastronomiche, produzioni identitarie e patrimonio culturale del Mezzogiorno.
La kermesse, ospitata nella suggestiva cornice di Piazza Umberto I, ha celebrato l’inestimabile patrimonio enogastronomico delle regioni meridionali attraverso degustazioni, incontri, percorsi culturali e momenti di approfondimento dedicati alle eccellenze territoriali.
Per cinque intense giornate, la città oraziana si è trasformata in un raffinato crocevia di sapori e saperi, accogliendo centinaia di visitatori desiderosi di intraprendere un viaggio sensoriale tra le più rappresentative specialità del Sud Italia. Dai vini di pregio alle preparazioni della tradizione, ogni stand ha raccontato una storia fatta di territorio, identità e passione.
Tra le numerose eccellenze presenti, particolare attenzione ha catalizzato lo stand della Puglia, autentico scrigno di prelibatezze regionali e punto di riferimento per gli amanti della grande tradizione casearia. Qui, a imporsi come vera protagonista è stata la Burrata di Andria IGP, ambasciatrice di una cultura gastronomica che affonda le proprie radici nella sapienza artigianale e nella valorizzazione delle materie prime.
Ad impreziosire ulteriormente il percorso espositivo è stata la straordinaria varietà di specialità regionali proposte negli stand, autentiche ambasciatrici delle tradizioni culinarie del Mezzogiorno.
I visitatori hanno potuto intraprendere un vero e proprio viaggio gastronomico tra i sapori più identitari del Sud Italia: dalle orecchiette pugliesi condite con cime di rapa e dai latticini freschi della Murgia ai celebri peperoni cruschi lucani, passando per le preparazioni a base di Aglianico del Vulture.
Grande apprezzamento hanno riscosso anche le specialità campane, tra cui mozzarella di bufala, pizza e prodotti della tradizione partenopea, così come le eccellenze calabresi rappresentate da salumi, formaggi e preparazioni tipiche dal carattere deciso.
Non sono mancate le proposte provenienti dal Molise, dall’Abruzzo e dalla Basilicata, con piatti della tradizione contadina, prodotti da forno, conserve, dolci tipici e pregiate produzioni artigianali che hanno raccontato la storia e l’identità di territori ricchi di cultura gastronomica.
Non è mancata la valorizzazione delle produzioni vitivinicole del Mezzogiorno, con degustazioni dedicate alle principali etichette del Sud, dall’Aglianico del Vulture al Primitivo, passando per Falanghina, Montepulciano d’Abruzzo e Tintilia, in un percorso che ha esaltato la biodiversità e la ricchezza enologica delle regioni meridionali.
Un mosaico di sapori, profumi e tradizioni che ha trasformato la seconda Fiera dei Sapori del Sud Italia in una straordinaria vetrina delle eccellenze agroalimentari meridionali, capace di esaltare la biodiversità culinaria e il patrimonio enogastronomico del Mezzogiorno.
L’evento venosino ha inoltre saputo intrecciare magistralmente gastronomia e cultura. Parallelamente agli stand enogastronomici, i visitatori hanno potuto partecipare a visite guidate, mostre, incontri tematici e alla quinta edizione di “Borgo d’Autore”, il festival letterario che ha ulteriormente arricchito il programma della manifestazione, contribuendo a valorizzare il patrimonio storico e artistico della città.
E se ogni regione ha contribuito a rendere speciale la manifestazione, la presenza della Burrata di Andria IGP nello stand pugliese ha rappresentato senza dubbio uno dei momenti più significativi e apprezzati dell’intera rassegna: un’eccellenza che, con la sua raffinata semplicità, ha saputo incarnare l’essenza stessa della migliore tradizione gastronomica italiana.



















