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martedì, 14 Luglio 2026
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Discoteca senza licenza: sigilli al locale “Sacro” di Molfetta. Anche “La Savorita” sospende gli eventi

La struttura avrebbe operato con modalità riconducibili a un'attività di pubblico spettacolo e intrattenimento danzante senza le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa di settore

Un provvedimento destinato a far discutere e a produrre effetti sull’intero comparto dell’intrattenimento estivo pugliese.

Il locale “Sacro”, situato sul litorale tra Molfetta e Giovinazzo e diventato negli ultimi anni uno dei punti di riferimento della movida dell’area metropolitana barese, è stato sottoposto a sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Trani al termine di una serie di accertamenti condotti dalla Questura di Bari.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, la struttura avrebbe operato con modalità riconducibili a un’attività di pubblico spettacolo e intrattenimento danzante senza le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa di settore.

L’ipotesi contestata riguarda infatti l’esercizio di attività senza licenza, mentre gli accertamenti avrebbero evidenziato una presenza di pubblico nettamente superiore ai limiti autorizzati.

Il “Sacro” aveva inaugurato la stagione 2026 già nelle festività pasquali, attirando fin da subito un notevole afflusso di persone. Nato formalmente come attività di ristorazione e club all’aperto, con offerta gastronomica basata su pizze, carne alla brace e somministrazione di bevande, il locale ospitava regolarmente dj set, eventi al tramonto e serate musicali che richiamavano centinaia di giovani provenienti non solo da Molfetta e Giovinazzo ma dall’intera provincia di Bari.

Proprio la dimensione raggiunta dagli eventi avrebbe attirato l’attenzione degli organi di controllo. Le indagini avrebbero infatti rilevato una sostanziale differenza tra l’attività dichiarata e quella effettivamente svolta durante alcune serate, nelle quali il locale avrebbe assunto caratteristiche assimilabili a una discoteca all’aperto.

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda il numero di presenze registrate durante gli eventi.

Le autorizzazioni ottenute attraverso la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) avrebbero consentito lo svolgimento di manifestazioni con una partecipazione massima limitata. Tuttavia, secondo quanto emerso dai controlli della Polizia Amministrativa, in alcune occasioni il pubblico presente avrebbe raggiunto numeri considerevolmente superiori, arrivando a diverse centinaia di persone. Anche immagini e video diffusi sui social network sarebbero stati acquisiti nell’ambito delle verifiche investigative.

Gli investigatori avrebbero inoltre contestato la mancanza delle autorizzazioni necessarie per attività riconducibili al pubblico spettacolo, circostanza che ha portato la Procura a richiedere il sequestro preventivo della struttura.

Il caso del “Sacro” si inserisce in una più ampia attività di monitoraggio avviata dalle autorità in vista della stagione estiva.

Negli ultimi mesi la Questura di Bari ha intensificato i controlli sui luoghi di aggregazione e sulle attività di intrattenimento, con particolare attenzione agli aspetti legati alla sicurezza, alla capienza autorizzata e alle vie di fuga. Lo stesso provvedimento adottato nei confronti del locale di Molfetta viene interpretato dagli addetti ai lavori come un segnale di rigore destinato a interessare l’intero comparto.

Nei giorni scorsi, sempre nell’area costiera tra Molfetta e Giovinazzo, altre attività sarebbero finite sotto la lente degli organi di vigilanza per presunte irregolarità legate alle misure di sicurezza e alle uscite di emergenza.

Le conseguenze del caso stanno già producendo effetti concreti sul mondo della ristorazione e dell’intrattenimento locale.

Alcuni operatori hanno infatti scelto di sospendere temporaneamente eventi musicali, dj set e format serali in attesa di comprendere con maggiore precisione il quadro normativo applicabile alle rispettive attività.

Tra questi vi è anche la struttura “La Savorita” di Giovinazzo, che ha comunicato la decisione di limitare momentaneamente la propria offerta alle attività di bar e ristorazione, rinunciando agli appuntamenti musicali programmati fino a quando non saranno definiti in maniera più chiara i confini tra semplice somministrazione con accompagnamento musicale e attività di pubblico spettacolo.

Una scelta che testimonia il clima di prudenza diffusosi tra gli imprenditori del settore, preoccupati dalle possibili conseguenze amministrative e penali derivanti da interpretazioni non uniformi delle norme vigenti.

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