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martedì, 14 Luglio 2026
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Schiaffi, umiliazioni e minacce ad un alunno 13enne con sindrome di Down: docente sotto inchiesta

Il tredicenne sarebbe stato ripetutamente colpito con schiaffi al volto, pizzicato alle braccia e in altre parti del corpo, nonché destinatario di espressioni offensive, mortificanti e intimidatorie

Una docente di sostegno barese, cinquantenne, è finita sotto inchiesta con l’accusa di aver posto in essere reiterati comportamenti vessatori, sia sul piano fisico sia su quello psicologico, nei confronti di un alunno tredicenne affetto da sindrome di Down.

Le accuse, formulate dalla Procura della Repubblica di Bari, riguardano fatti che risalirebbero al 2023 e che, secondo l’impianto investigativo, si sarebbero consumati all’interno dell’ambiente scolastico.

Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia Locale hanno notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che rappresenta uno snodo fondamentale dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa.

Alla docente viene contestato il reato di maltrattamenti aggravati, con l’ulteriore aggravante di aver agito nei confronti di un minore portatore di disabilità.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’insegnante avrebbe giustificato i propri comportamenti sostenendo di voler spronare il ragazzo a mantenere maggiore concentrazione durante le lezioni e ad applicarsi con più impegno nelle attività scolastiche.

Tuttavia, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, tali finalità educative avrebbero assunto modalità del tutto incompatibili con il ruolo ricoperto e con la funzione pedagogica affidata a un docente di sostegno.

Le contestazioni delineano infatti un quadro particolarmente grave. Il tredicenne sarebbe stato ripetutamente colpito con schiaffi al volto, pizzicato alle braccia e in altre parti del corpo, nonché destinatario di espressioni offensive, mortificanti e intimidatorie.

In alcuni episodi, stando agli atti dell’indagine, il ragazzo sarebbe stato persino colpito alle gambe con i tacchi delle scarpe della docente. Le presunte condotte si sarebbero verificate talvolta anche in presenza degli altri compagni di classe, amplificando così la portata umiliante delle azioni contestate.

Tra gli episodi finiti al vaglio della magistratura vi sarebbe anche uno schiaffo che avrebbe provocato la caduta degli occhiali del ragazzo. Agli atti compaiono inoltre frasi ritenute denigratorie e minacciose, pronunciate, secondo gli inquirenti, durante il rapporto quotidiano con l’alunno.

L’indagine ha preso avvio a seguito di una segnalazione proveniente direttamente dall’istituto scolastico frequentato dal minore. Da quel momento la Procura ha avviato gli accertamenti necessari per verificare la fondatezza delle circostanze emerse, raccogliendo elementi che hanno portato alla contestazione formale del reato nei confronti della docente.

La docente, come previsto dall’ordinamento, avrà ora la possibilità di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa, depositando memorie, producendo documentazione a proprio favore oppure chiedendo di essere interrogata per fornire la propria versione dei fatti.

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