Con l’arrivo delle prime giornate torride e dopo le precipitazioni che nella serata di giovedì 11 giugno 2026, hanno interessato la città, un odore acre, persistente e particolarmente sgradevole è tornato ad avvolgere ampie porzioni della zona nord di Trani, alimentando il malcontento e la preoccupazione di centinaia di residenti.
L’epicentro del fenomeno sembrerebbe localizzarsi nell’area di via Andria, nei pressi del cimitero comunale, ma il tanfo, sospinto dalle correnti d’aria e favorito dall’aumento delle temperature, si estende ben oltre il perimetro interessato, raggiungendo anche il quartiere Sant’Angelo e diverse strade limitrofe.
Da settimane, infatti, numerose famiglie denunciano una situazione che definiscono ormai “insostenibile”. Le segnalazioni si moltiplicano e descrivono un olezzo nauseabondo che, soprattutto nelle ore serali e nelle prime ore del mattino, rende difficoltosa persino la permanenza all’aperto.
Balconi e finestre vengono chiusi per tentare di arginare l’invasione di quell’aria pesante e maleodorante che sembra insinuarsi ovunque.
Le ipotesi sull’origine dei miasmi sono numerose e, allo stato attuale, nessuna può essere considerata accertata. Sebbene alcuni cittadini abbiano inizialmente associato il fenomeno alla vicinanza del cimitero comunale, diversi residenti e osservatori invitano alla prudenza, sottolineando come non vi siano elementi concreti che consentano di attribuire con certezza la provenienza delle esalazioni all’area cimiteriale.
Al contrario, tra le possibilità maggiormente discusse in queste ore vi è quella che riconduce il cattivo odore ad altre fonti presenti nel territorio. L’attenzione di molti si concentra infatti sul depuratore e su alcune attività produttive o aziende ubicate nella zona periferica della città, strutture che, in particolari condizioni meteorologiche, potrebbero favorire la diffusione di odori percepibili anche a notevole distanza.
L’intensità del fenomeno registrata dopo il temporale di giovedì 11 giugno e il successivo aumento delle temperature alimenta ulteriormente tali interrogativi. Non è raro, infatti, che la combinazione tra elevata umidità, ristagni atmosferici, venti deboli e caldo estivo possa accentuare la propagazione di esalazioni provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue, aree industriali o altre sorgenti di natura organica.
Proprio per evitare conclusioni affrettate e attribuzioni improprie, i residenti chiedono che vengano effettuati accertamenti tecnici approfonditi, monitoraggi ambientali e verifiche puntuali sulle possibili fonti emissive presenti nell’area. Solo un’indagine rigorosa potrà stabilire con esattezza l’origine del fetore che da giorni avvolge via Andria, il quartiere Sant’Angelo e le zone circostanti.
Fino a quel momento, il mistero dei miasmi resta irrisolto, mentre cresce il disagio di una popolazione che reclama risposte, trasparenza e interventi concreti per restituire aria salubre e serenità a interi quartieri della città.







