Un altro assalto fulmineo, orchestrato con modalità tipiche delle bande organizzate, ha preso di mira, sempre questa mattina, lunedì 6 luglio 2026, dopo quello compiuto ai danni di un portavalori, un autoarticolato carico di tabacchi lavorati, lungo la Statale 655.
Il colpo è avvenuto nel territorio di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, dove il mezzo è stato intercettato da un gruppo di malviventi che, con azione rapida e determinata, hanno bloccato il tir.
Il mezzo pesante, partito dalla Campania, aveva imboccato l’uscita autostradale di Candela e stava percorrendo la Strada Statale 655 quando la sua marcia è stata improvvisamente interrotta da un camion carico di rotoballe di fieno, utilizzato per sbarrargli il passaggio.
In quei concitati momenti sarebbe entrato in azione un gruppo di malviventi con il volto coperto, giunti sul posto a bordo di diverse autovetture, che avrebbero sequestrato l’autista e i vigilantes incaricati della scorta.
Il conducente dell’autoarticolato è stato ritrovato in seguito nelle campagne del territorio di Ascoli Satriano. A prestargli i primi soccorsi è stato un agricoltore, che lo ha poi accompagnato nuovamente lungo la Statale 655, dove sono intervenute le forze dell’ordine.
L’uomo non ha riportato conseguenze fisiche e le sue condizioni sono risultate buone. Agli investigatori avrebbe inoltre raccontato che, nel corso dell’assalto, non sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco.
Il carico, costituito da tabacchi lavorati, è stato sottratto e fatto sparire nel nulla, mentre il mezzo è stato abbandonato e le indagini si sono attivate immediatamente su vasta scala. Le forze dell’ordine, in particolare i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, hanno avviato un’imponente attività investigativa sin dalle prime ore successive al raid, seguendo ogni possibile traccia lasciata dai rapinatori.
La svolta è arrivata poche ore dopo: i due vigilantes della società di sicurezza, con sede in provincia di Avellino, sarebbero stati rilasciati nelle campagna di Minervino. Ai due vigilantes, a quanto si apprende, sarebbero state sottratte le divise e le armi in dotazione.
Il bottino invece è stato rinvenuto ad Andria, all’interno di un capannone situato nella periferia cittadina. Un luogo apparentemente anonimo, trasformato però in deposito occulto della refurtiva.
Nonostante la violenza dell’azione e il sequestro subito dalle vittime, la vicenda si è conclusa senza conseguenze fisiche per gli ostaggi, liberati dopo il blitz. Resta tuttavia alta l’attenzione delle forze dell’ordine, impegnate a risalire agli autori dell’assalto e a chiarire eventuali collegamenti con analoghi episodi avvenuti nella zona.







