Un confronto aperto e strutturato con tutti gli attori del settore, una riforma organica della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro e lo sblocco immediato delle procedure ferme da mesi.
È questa la posizione di ASSOAFOP, l’Associazione degli Organismi Formativi Accreditati per la Formazione Professionale, che interviene nel dibattito sul futuro del comparto in Puglia.
L’associazione, che rappresenta oltre 60 organismi di formazione e Agenzie per il Lavoro, condivide le preoccupazioni per i ritardi amministrativi e le difficoltà che stanno interessando il settore.
Allo stesso tempo, invita a evitare “allarmismi, semplificazioni e contrapposizioni”, sostenendo che l’attuale situazione sia il risultato di problemi strutturali accumulati nel tempo e non soltanto delle vicende amministrative più recenti.
Secondo ASSOAFOP, uno dei principali nodi irrisolti riguarda la mancata riforma del sistema di accreditamento degli enti di formazione e del repertorio delle figure professionali.
Negli anni, evidenzia l’associazione, la Regione Puglia non avrebbe aggiornato in modo organico le regole dell’accreditamento, né introdotto il sistema di rating previsto dalla normativa regionale per valutare le performance degli organismi formativi. A ciò si aggiunge la mancata valorizzazione degli indicatori di qualità dell’offerta.
Il risultato sarebbe stato un aumento progressivo del numero degli enti accreditati, a fronte di risorse pubbliche europee, nazionali e regionali sempre più limitate.
Per ASSOAFOP, un sistema caratterizzato da numerosi soggetti attuatori, ma privo di efficaci criteri qualitativi di selezione e valutazione, era destinato a mostrare rapidamente i propri limiti.
L’associazione ricorda inoltre che mantenere l’accreditamento comporta investimenti significativi, spesso superiori ai 150 mila euro l’anno tra personale, strutture, attrezzature e adempimenti amministrativi. Per questo motivo ritiene che la Regione avrebbe dovuto introdurre per tempo criteri selettivi basati su trasparenza, controlli, rating e valorizzazione degli enti maggiormente qualificati.
Tra le cause delle difficoltà del comparto viene indicata anche l’organizzazione amministrativa regionale.
Secondo ASSOAFOP, negli anni si sono accumulati rallentamenti burocratici, duplicazioni di procedure, tempi amministrativi incompatibili con le esigenze del mercato del lavoro e una frammentazione delle risorse, distribuite tra numerosi programmi con un impatto limitato.
L’associazione riconosce comunque l’impegno dei funzionari e dei dirigenti regionali, che avrebbero continuato a operare con professionalità nonostante un contesto complesso. Le difficoltà, secondo ASSOAFOP, sarebbero state aggravate da indirizzi politici mutevoli, sovrapposizioni decisionali e priorità spesso condizionate dalla ricerca del consenso elettorale.
Per questo la formazione professionale, sostiene l’associazione, non può essere gestita attraverso interventi emergenziali, ma richiede una programmazione pluriennale, procedure semplificate e tempi certi.
Nel documento trova spazio anche una riflessione sul modello dei voucher formativi.
ASSOAFOP ritiene che questo strumento abbia favorito negli anni un mercato eccessivamente deregolamentato, orientato più alla ricerca della domanda che alla qualità dell’offerta formativa.
Tra le criticità segnalate figurano le difficoltà nel monitoraggio della spesa pubblica, nella verifica dei risultati e la concentrazione di consistenti risorse economiche in pochi soggetti attuatori. Il rischio, secondo l’associazione, è quello di trasformare la formazione in uno strumento di competizione commerciale anziché in un percorso di crescita professionale e sociale.
Un altro tema riguarda il coinvolgimento delle associazioni di categoria nei processi decisionali.
ASSOAFOP osserva che sindacati e organizzazioni datoriali partecipano stabilmente ai tavoli del Partenariato Economico e Sociale e dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro, mentre le associazioni maggiormente rappresentative degli organismi di formazione continuano a non essere pienamente coinvolte.
Per questo l’associazione propone l’istituzione di una sede tecnica permanente che riunisca Regione Puglia, organismi formativi, organizzazioni sindacali, associazioni imprenditoriali, Agenzie per il Lavoro, ARPAL e gli altri soggetti istituzionali interessati, con l’obiettivo di definire una riforma complessiva del sistema.
L’associazione parla apertamente della necessità di un “New Deal” per la formazione professionale pugliese.
La proposta punta a una revisione complessiva dei processi amministrativi, delle regole di accreditamento, del repertorio delle qualifiche professionali, della programmazione, della rendicontazione, della formazione autofinanziata, della formazione a distanza, dei controlli e dei criteri di valutazione.
Secondo ASSOAFOP, questa riforma dovrà però procedere senza bloccare le attività già in corso né aggravare la situazione degli operatori.
Per questo chiede di sbloccare rapidamente le graduatorie degli avvisi pubblici ancora ferme, definire i procedimenti amministrativi pendenti e avviare tutte le attività già programmate.
Nel corso dell’incontro del 1° luglio 2026 con l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio, ASSOAFOP ha consegnato le proprie Linee Programmatiche 2026-2030, indicando alcune priorità immediate.
Tra le richieste figurano:
- la pubblicazione e lo scorrimento delle graduatorie ancora sospese;
- la conclusione dei procedimenti amministrativi bloccati e il pagamento delle somme già maturate;
- l’assegnazione tempestiva delle risorse disponibili;
- il rilancio della formazione autofinanziata, con particolare attenzione ai corsi per Operatore Socio Sanitario (OSS) e ai percorsi socio-sanitari;
- l’avvio di un confronto stabile con tutte le rappresentanze del settore.
ASSOAFOP condivide l’obiettivo di rendere efficaci gli investimenti pubblici, ma ritiene riduttivo valutare gli enti di formazione esclusivamente in base all’inserimento lavorativo degli allievi.
Secondo l’associazione, il placement dipende infatti anche dall’azione di altri soggetti, come ARPAL, Centri per l’Impiego, Agenzie per il Lavoro, imprese e servizi territoriali.
La valutazione degli organismi formativi dovrebbe invece considerare diversi elementi: la qualità della didattica, le competenze dei docenti, l’organizzazione, le dotazioni laboratoriali, l’innovazione metodologica, il gradimento degli utenti, la regolarità gestionale, la capacità di inclusione, la coerenza con i fabbisogni professionali e la corretta certificazione delle competenze.
ASSOAFOP auspica che il confronto con la Regione Puglia prosegua in modo concreto e inclusivo, evitando sia gli allarmismi sia le rassicurazioni di facciata.
Per l’associazione, l’obiettivo non deve essere la tutela di interessi di categoria, ma la costruzione di un sistema della formazione professionale capace di rispondere alle esigenze di giovani, lavoratori, disoccupati, imprese e persone in condizioni di fragilità.
La Puglia, conclude ASSOAFOP, ha bisogno di una formazione professionale più qualificata, accessibile ed efficace, fondata su responsabilità istituzionale, trasparenza amministrativa e coinvolgimento di tutti gli attori realmente rappresentativi del settore.







