Una costa quasi completamente promossa, ma con una pesante eccezione che riporta Barletta al centro del dibattito ambientale pugliese.
È questo il quadro emerso dal monitoraggio 2026 di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata alla tutela del mare e delle coste italiane, che ha analizzato lo stato di salute delle acque lungo il litorale regionale.
I dati parlano chiaro: 27 punti di campionamento sui 29 esaminati in Puglia sono risultati entro i limiti di legge, mentre soltanto due hanno evidenziato criticità microbiologiche. Tra questi, il caso più grave riguarda proprio Barletta, dove il punto di prelievo situato nel mare antistante la foce del Canale H, sul litorale di Ponente, è stato classificato come “fortemente inquinato”, l’unico in tutta la regione a ricevere questa valutazione.
Nel dettaglio, in provincia di Barletta-Andria-Trani sono stati monitorati cinque punti. Sono risultati conformi ai limiti di legge:
- la foce del torrente Carmosina a Margherita di Savoia;
- la foce del fiume Ofanto;
- la spiaggia Colonna, in località Monastero a Trani;
- la spiaggia Ponte Lama di Bisceglie.
L’unica, pesante bocciatura riguarda invece Barletta, dove il tratto di mare prospiciente il Canale H continua a rappresentare una delle principali criticità ambientali dell’intera costa pugliese.
Il Canale H è da anni uno dei punti maggiormente osservati dagli ambientalisti e dagli enti di controllo. Le analisi di Goletta Verde si concentrano infatti soprattutto sulle foci di canali, torrenti e corsi d’acqua, considerate aree più esposte agli effetti di scarichi non adeguatamente depurati o di malfunzionamenti del sistema fognario.
Legambiente ricorda infatti che i risultati della campagna non rappresentano un giudizio complessivo sulla balneabilità dell’intero litorale cittadino, ma costituiscono una fotografia puntuale dello stato delle acque nel luogo in cui viene effettuato il campionamento.
Tuttavia, una classificazione come “fortemente inquinato” evidenzia una presenza di batteri fecali ben superiore ai limiti previsti dalla normativa e indica una criticità che merita interventi rapidi e strutturali.
Dopo la pubblicazione dei dati, Legambiente ha espresso forte preoccupazione per la situazione del Canale H, sottolineando come il problema sia noto ormai da molti anni e continui a ripresentarsi nonostante gli interventi annunciati nel tempo.
L’associazione ambientalista evidenzia che la classificazione assegnata al punto di campionamento non è una definizione giornalistica, ma una valutazione tecnico-scientifica basata su precise analisi microbiologiche. Secondo Legambiente, il persistere di valori così elevati dimostra che le misure adottate finora non sono state sufficienti a eliminare definitivamente le cause dell’inquinamento.
Gli ambientalisti ribadiscono inoltre che la questione non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente, ma coinvolge direttamente la salute pubblica, l’immagine turistica della città e il diritto dei cittadini a conoscere lo stato reale delle acque. Per questo motivo chiedono alle istituzioni competenti di rendere noti gli interventi programmati e i relativi tempi di realizzazione, affinché alle dichiarazioni seguano finalmente risultati concreti.
Nel presentare il monitoraggio regionale, Legambiente ha richiamato ancora una volta l’attenzione sul sistema della depurazione delle acque. Secondo l’associazione, le criticità riscontrate in prossimità delle foci rappresentano un segnale della necessità di migliorare il funzionamento degli impianti e delle reti di raccolta, soprattutto durante i periodi di maggiore pressione sul sistema.
L’organizzazione ha inoltre evidenziato una scarsa presenza di cartelli informativi sulla qualità delle acque e sui divieti di balneazione nei punti monitorati, un aspetto ritenuto fondamentale per garantire una corretta informazione ai cittadini e ai turisti.
Per Barletta il giudizio espresso da Goletta Verde rappresenta un nuovo campanello d’allarme. Se da un lato gran parte della costa pugliese conferma standard ambientali soddisfacenti, dall’altro il Canale H continua a essere un simbolo di una criticità irrisolta che si ripresenta ciclicamente.







