Due ore di musica, emozioni autentiche e un viaggio sentimentale attraverso oltre trent’anni di carriera.
La seconda serata pugliese di “Unplugged 2026”, andata in scena ieri sera, mercoledì 22 luglio 2026, nell’incantevole cornice dell’Anfiteatro Romano di Lucera, ha confermato ciò che il debutto aveva già lasciato intuire: Biagio Antonacci continua ad essere uno dei più grandi narratori della musica italiana, capace di trasformare ogni concerto in un incontro intimo con il proprio pubblico.
Il cantautore milanese resterà nella città federiciana fino al 2 agosto, con dieci appuntamenti complessivi che rendono Lucera il cuore pulsante del suo tour estivo “Unplugged 2026”.
L’atmosfera era quella delle grandi occasioni. L’antico anfiteatro, immerso nella magia della notte pugliese, si è vestito di luce e suggestione, diventando il palcoscenico ideale per uno spettacolo volutamente essenziale, dove protagonisti assoluti sono stati la voce, gli arrangiamenti acustici e la straordinaria intensità interpretativa dell’artista.
L’ingresso in scena è stato accolto da un’ovazione. Antonacci ha aperto il concerto con “Le cose che hai amato di più”, regalando fin dalle prime note un’ondata di nostalgia e poesia. Da quel momento è iniziato un susseguirsi di brani che hanno scritto la storia della musica italiana e accompagnato intere generazioni.
Il pubblico ha cantato senza esitazione “Mi fai stare bene”, “Quanto tempo e ancora”, “Buongiorno bell’anima”, “Se è vero che ci sei”, “Pazzo di lei”, “Sognami”, “Iris (Tra le tue poesie)”, “Non vivo più senza te”, “Se fosse per sempre”, fino a “Non ci facciamo compagnia”, trasformando ogni canzone in un grande coro collettivo.
La scaletta ha saputo alternare momenti di delicata introspezione a esplosioni di entusiasmo, mantenendo costantemente alta la tensione emotiva dello spettacolo.
Non sono mancati momenti di leggerezza e simpatia, con Antonacci che ha scherzato più volte con gli spettatori, instaurando quel dialogo spontaneo e diretto che da sempre caratterizza i suoi concerti. Siparietti divertenti, sorrisi e improvvisazioni hanno reso la serata ancora più autentica, dimostrando quanto il cantautore sappia sentirsi a casa sul palco e quanto il pubblico ricambi questo affetto con una partecipazione calorosa.
Particolarmente toccante è stato il momento in cui Biagio Antonacci ha voluto ricordare il profondo legame che lo unisce alla Puglia. Con emozione ha raccontato le proprie radici familiari, ricordando che suo padre era originario di Ruvo di Puglia, sottolineando come tornare in questa terra rappresenti ogni volta un ritorno alle proprie origini, un viaggio nella memoria e negli affetti più autentici. Parole accolte da un lungo applauso, che hanno rafforzato ulteriormente il legame emotivo tra l’artista e il pubblico pugliese.
L’idea di un tour “Unplugged” trova proprio nella cornice dell’Anfiteatro Romano la sua massima espressione. Nessun artificio scenografico eccessivo, nessuna ricerca dello spettacolo fine a sé stesso: soltanto musica, strumenti, voce e sentimento.
Una scelta artistica raffinata che restituisce nuova luce ai grandi classici del repertorio, impreziositi da arrangiamenti più intimi e da una narrazione musicale capace di mettere in primo piano il significato delle parole.
La chiusura del concerto è stata affidata ad alcune delle canzoni simbolo della rinascita artistica di Antonacci, quei brani che negli ultimi anni hanno confermato la sua straordinaria capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità, suggellando una serata destinata a rimanere nella memoria dei presenti.
Biagio Antonacci, ancora una volta, ha dimostrato che il talento non conosce età e che la vera grandezza di un artista risiede nella capacità di emozionare con semplicità. A Lucera, sotto il cielo della Puglia tanto cara alla sua famiglia, quella magia si è compiuta ancora una volta.




































