HomeAttualitàNotte di San Lorenzo, il cielo si accende: ecco cosa sono davvero...

Notte di San Lorenzo, il cielo si accende: ecco cosa sono davvero le “stelle cadenti” e dove ammirarle nella BAT

Il 10 agosto torna uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate. Nel 2026 il momento migliore per osservare le Perseidi arriverà tra il 12 e il 13 agosto

C’è una notte dell’estate che, più di tutte, invita a fermarsi con il naso all’insù. È quella del 10 agosto, la notte di San Lorenzo, tradizionalmente legata alle cosiddette “stelle cadenti”, conosciute anche come Lacrime di San Lorenzo.

Una consuetudine antica, fatta di desideri espressi in silenzio, cieli stellati e attese condivise, che ogni anno torna a conquistare milioni di osservatori.

Ma dietro quella che sembra una magia c’è un fenomeno astronomico ben preciso. E, soprattutto, non sono stelle quelle che vediamo attraversare il cielo.

Il nome scientificamente corretto è meteore e, nel caso di agosto, si tratta delle Perseidi, uno dei più conosciuti e spettacolari sciami meteorici dell’anno.

Le Perseidi sono generate dai minuscoli frammenti di materiale lasciati nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle durante i suoi passaggi attorno al Sole. La cometa compie la propria orbita in circa 133 anni e l’ultimo passaggio ravvicinato al Sole è avvenuto nel 1992.

Nel corso dell’anno la Terra attraversa la scia di detriti lasciata dalla cometa. Quando queste particelle, spesso grandi appena quanto un granello di sabbia o poco più, entrano nell’atmosfera a velocità elevatissime, interagiscono con l’aria e producono le caratteristiche scie luminose che osserviamo dalla superficie terrestre.

È dunque più corretto parlare di meteoroidi quando sono ancora nello spazio e di meteore quando producono la scia luminosa nell’atmosfera.

La buona notizia è che, nella stragrande maggioranza dei casi, questi piccoli frammenti si consumano completamente nell’atmosfera e non arrivano al suolo. Non sono quindi “stelle” che precipitano sulla Terra e nemmeno, normalmente, meteoriti che raggiungono il terreno.

Il nome deriva dalla costellazione di Perseo, nella cui direzione sembra trovarsi il punto dal quale le meteore dello sciame paiono provenire. Questo punto viene chiamato radiante.

Attenzione, però: non significa che le meteore partano realmente dalla costellazione di Perseo. È un effetto prospettico, simile a quello che si osserva guardando i binari di una ferrovia che sembrano incontrarsi all’orizzonte. Le Perseidi possono infatti comparire in diverse zone del cielo.

Lo sciame è attivo per diverse settimane, generalmente dalla seconda metà di luglio fino alla fine di agosto. Il periodo più famoso coincide con il 10 agosto, ma la notte di San Lorenzo non corrisponde necessariamente al vero picco astronomico.

Per chi vuole assistere al maggior numero possibile di meteore, il calendario astronomico del 2026 offre un appuntamento particolarmente interessante.

Secondo il calendario dell’International Meteor Organization, il massimo delle Perseidi è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, con il picco indicato nelle prime ore del 13 agosto. In condizioni ideali, il tasso teorico può arrivare intorno alle 100 meteore all’ora, anche se il numero effettivamente osservabile da una singola persona è generalmente molto più basso e dipende da luminosità, posizione del radiante, condizioni atmosferiche e soprattutto dall’inquinamento luminoso.

Questo significa che anche il 10 agosto sarà possibile osservare le Perseidi, ma non bisogna pensare che quella sia necessariamente la notte migliore dell’anno.

Per il 2026, inoltre, le condizioni lunari saranno particolarmente favorevoli intorno al massimo, con una Luna molto poco luminosa: un vantaggio importante perché un cielo più scuro permette di distinguere anche le meteore meno brillanti.

Le prime meteore possono essere osservate già nelle ore successive alla serata, ma le condizioni generalmente migliori si verificano dalla tarda notte fino alle ore che precedono l’alba. La NASA indica proprio le ore precedenti il sorgere del Sole come uno dei momenti più favorevoli per osservare le Perseidi nell’emisfero settentrionale.

La Puglia, in questo senso, offre una straordinaria varietà di scenari: dalle foreste del Gargano alle campagne della Valle d’Itria, dalle spiagge del Salento agli altopiani dell’Alta Murgia.

E anche la BAT custodisce angoli particolarmente suggestivi per chi desidera trascorrere una notte diversa, immerso nel silenzio della campagna e sotto un cielo il più possibile lontano dalle luci urbane.

Ecco dunque 6 luoghi della BAT da prendere in considerazione per la notte delle stelle cadenti.

1. CASTEL DEL MONTE

È probabilmente uno dei luoghi più iconici dell’intera Puglia. Castel del Monte, immerso nel paesaggio dell’Alta Murgia, domina un territorio caratterizzato da grandi spazi aperti e dalla presenza relativamente contenuta dell’urbanizzazione rispetto ai centri abitati.

Il celebre maniero federiciano, patrimonio UNESCO, acquista dopo il tramonto una dimensione completamente diversa. Il paesaggio murgiano circostante offre ampie visuali del cielo e rende la zona particolarmente suggestiva per gli appassionati di astronomia e fotografia notturna. L’articolo originale di AndriaViva inserisce già Castel del Monte tra le dieci mete pugliesi consigliate per osservare le stelle cadenti.

2. MONTEGROSSO

A pochi chilometri da Andria, Montegrosso rappresenta una delle espressioni più autentiche del paesaggio murgiano. Qui la campagna lascia spazio a grandi distese, masserie, jazzi e pascoli.

È proprio l’ampiezza del paesaggio a rendere la zona interessante per chi desidera cercare un punto relativamente lontano dalle luci cittadine. Il territorio dell’Alta Murgia è inoltre teatro di numerose iniziative dedicate alla conoscenza del paesaggio e dell’ambiente naturale.

3. JAZZO ROSSO – SAN MAGNO – CASTEL DEL MONTE

Un’altra splendida possibilità è rappresentata dal comprensorio rurale compreso tra Jazzo Rosso, San Magno e Castel del Monte.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha realizzato e promosso proprio in quest’area un’importante rete ciclopedonale di circa 67 chilometri, articolata in diversi percorsi immersi nel paesaggio murgiano. Si tratta di un territorio caratterizzato da natura, masserie, jazzi e grandi spazi aperti.

Per una serata astronomica, la scelta dovrebbe ricadere esclusivamente su aree accessibili e sicure, evitando di avventurarsi lungo sentieri o strade rurali durante la notte.

4. SPINAZZOLA E L’ALTA MURGIA

Il territorio di Spinazzola è una delle aree più selvagge e suggestive dell’entroterra BAT. Le distese dell’Alta Murgia regalano panorami ampi e un paesaggio profondamente rurale.

La vocazione del territorio alle attività notturne e alla scoperta del cielo non è soltanto una suggestione: il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha promosso negli anni iniziative dedicate all’osservazione del cielo stellato e alla conoscenza del paesaggio murgiano.

Per questo, le campagne e le aree autorizzate dell’agro di Spinazzola possono rappresentare una valida alternativa ai luoghi maggiormente frequentati.

5. MINERVINO MURGE

Conosciuta anche per la sua posizione panoramica e per il rapporto privilegiato con il paesaggio dell’Alta Murgia, Minervino Murge offre numerosi scorci rurali nei quali il cielo può diventare protagonista.

Il territorio di Minervino è inserito nel sistema paesaggistico dell’Alta Murgia e presenta vaste aree agricole e collinari. Il Parco ha inoltre inserito Minervino tra i Comuni coinvolti nelle proprie iniziative dedicate alla scoperta della natura e dell’astronomia.

6. L’AGRO DI CANOSA DI PUGLIA

A chiudere questa speciale classifica è il territorio rurale di Canosa di Puglia, soprattutto nelle aree agricole più lontane dal centro abitato e dalle principali fonti di illuminazione.

Non si tratta di un osservatorio astronomico ufficiale, ma di una proposta legata soprattutto alla morfologia del territorio: campagne aperte, strade rurali e ampi orizzonti possono offrire condizioni migliori rispetto ai centri urbani, purché si scelgano luoghi accessibili, sicuri e senza arrecare disturbo alle attività agricole.

E così, anche nel 2026, la notte del 10 agosto conserverà tutto il suo fascino. Ma per chi vuole davvero puntare al massimo dello spettacolo, il consiglio degli astronomi è di non fermarsi a San Lorenzo: tra il 12 e il 13 agosto potrebbe essere il momento più interessante per alzare gli occhi e aspettare la prossima “lacrima”.

spot_img
- Pubblicità -spot_img
spot_img

ATTUALITA'

Leggi anche

spot_img