Il cielo di agosto prepara per oggi, mercoledì 12 agosto 2026, un appuntamento davvero speciale.
Nel giro di poche ore si potranno osservare due fenomeni astronomici molto diversi ma accomunati da un unico invito: alzare gli occhi verso il cielo.
Prima l’eclissi parziale di Sole, visibile in Italia nelle ore del tramonto; poi, durante la notte, lo spettacolo delle Perseidi, le celebri “Lacrime di San Lorenzo”, che raggiungeranno proprio in queste ore il loro periodo di massima attività.
L’eclissi del 12 agosto è totale soltanto lungo la fascia che attraversa alcune zone dell’Artico, la Groenlandia, l’Islanda e parte della penisola iberica. Dall’Italia, invece, sarà osservabile soltanto come fenomeno parziale. L’INAF sottolinea inoltre una difficoltà particolare per gli osservatori italiani: l’eclissi avverrà molto vicino al tramonto, quando il Sole sarà ormai estremamente basso sull’orizzonte.
Per chi si trova in Puglia, la parola d’ordine è orizzonte libero verso ovest. Il Sole comincerà a essere oscurato dalla Luna intorno alle 19.30, ma la fase più interessante coinciderà con gli ultimi minuti prima del tramonto. Proprio per questo non sarà sufficiente trovarsi in un luogo buio: sarà fondamentale scegliere una posizione dalla quale il Sole possa essere visto senza ostacoli come palazzi, alberi, colline o altri elementi del paesaggio.
In Puglia la copertura sarà maggiore spostandosi verso il nord della regione, mentre procedendo verso il Salento l’effetto dell’eclissi diminuirà sensibilmente.
I dati astronomici disponibili consentono di fare un confronto significativo tra alcune delle principali città pugliesi. Ad Andria, per esempio, la copertura teorica del disco solare raggiungerà circa il 23,3%, con il primo contatto alle 19.32.53 e il massimo calcolato alle 19.50.32. Tuttavia, a quell’ora il Sole sarà appena un grado sopra l’orizzonte e sarà quindi già prossimo al tramonto.
Ancora più favorevole, in termini di percentuale di oscuramento, appare la zona di Foggia, dove la copertura teorica arriva a circa il 30,2%. L’inizio è previsto intorno alle 19.32.46, mentre il massimo matematico sarebbe alle 19.53.57, con il Sole ormai praticamente sull’orizzonte. Anche in questo caso, quindi, soltanto una parte del fenomeno potrà essere effettivamente osservata prima del tramonto.
Più a sud, invece, il fenomeno sarà progressivamente meno evidente. A Bari la copertura massima teorica è intorno al 18,8%. Ancora più contenuta la copertura prevista nel Salento: a Lecce il valore arriva a circa il 7,3%, mentre a Brindisi è intorno al 9,8%. Anche in queste località il tramonto interromperà l’osservazione prima della conclusione del fenomeno.
Alla luce di questi dati, chi vuole provare a fotografare o osservare l’eclissi dalla Puglia dovrebbe privilegiare la parte settentrionale della regione, soprattutto le aree con un orizzonte occidentale particolarmente aperto.
La zona di Foggia e del Gargano, in termini di percentuale di oscuramento, è tra quelle pugliesi più interessanti. Anche la BAT, e in particolare l’area di Andria, offre condizioni migliori rispetto al Salento. Naturalmente, più che il nome della località, conterà il punto esatto scelto per l’osservazione: un luogo panoramico, libero verso il tramonto e lontano da ostacoli visivi può fare la differenza.
C’è un aspetto che non deve essere assolutamente sottovalutato: non bisogna mai guardare direttamente il Sole a occhio nudo durante un’eclissi. Il fatto che una parte del disco solare sia coperta dalla Luna non rende innocua la radiazione solare.
Per osservare il fenomeno servono appositi occhiali per eclissi conformi agli standard di sicurezza, oppure strumenti dotati di filtri solari specificamente progettati per l’osservazione del Sole. Non sono adatti, invece, normali occhiali da sole, pellicole, vetri affumicati o altri sistemi improvvisati.
Anche macchine fotografiche, binocoli e telescopi non devono essere utilizzati per puntare il Sole senza adeguati filtri solari: il rischio di danneggiare seriamente la vista è concreto.
Terminata la corsa del Sole verso l’orizzonte, il cielo di agosto offrirà un secondo appuntamento decisamente più facile da osservare.
La notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto sarà infatti una delle migliori dell’anno per cercare le Perseidi, lo sciame meteorico più famoso dell’estate, conosciuto popolarmente come “Lacrime di San Lorenzo”.
L’INAF indica proprio la notte tra il 12 e il 13 agosto come periodo di picco delle Perseidi nel 2026 e segnala condizioni di osservazione eccezionalmente favorevoli, perché il 12 agosto coincide con la Luna nuova. L’assenza del chiarore lunare permetterà quindi di avere un cielo molto più scuro e di distinguere con maggiore facilità anche le meteore meno luminose.
Secondo l’International Meteor Organization, le Perseidi sono attive indicativamente dal 17 luglio al 24 agosto, raggiungendo il massimo proprio intorno al 12-13 agosto. In condizioni ideali, lo sciame può arrivare a una frequenza teorica di circa 100 meteore all’ora, anche se il numero effettivamente osservabile da una singola persona sarà normalmente inferiore e dipenderà dalla qualità del cielo, dall’inquinamento luminoso e dalla posizione del radiante.
Il nome popolare è suggestivo, ma scientificamente non si tratta di stelle che precipitano sulla Terra.
Le Perseidi sono meteore prodotte da minuscoli frammenti di materiale lasciati lungo l’orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa nube di particelle, alcuni frammenti entrano nell’atmosfera a velocità elevatissima e, interagendo con i gas atmosferici, producono le caratteristiche scie luminose che vediamo nel cielo.
Il radiante, cioè il punto della volta celeste dal quale sembrano provenire le meteore, si trova nella zona della costellazione di Perseo, da cui deriva il nome dello sciame.
Per cercare le Perseidi non serve un telescopio. Anzi, per godersi davvero lo spettacolo è preferibile avere una visuale ampia del cielo e lasciare che siano gli occhi ad abituarsi progressivamente al buio.
Il consiglio è quello di allontanarsi il più possibile dalle luci delle città, scegliendo campagne, zone collinari, aree costiere poco illuminate o altri luoghi con un’ampia porzione di cielo visibile. Le ore più interessanti saranno quelle della seconda parte della notte, quando il radiante salirà maggiormente sull’orizzonte.
In Puglia le condizioni possono essere particolarmente interessanti proprio grazie alla presenza di numerose aree rurali e costiere lontane dai grandi centri urbani. Per chi si trova nella BAT, ad esempio, può essere conveniente spostarsi in una zona periferica o rurale, lontano dall’illuminazione diretta di Andria, Barletta, Trani e degli altri centri abitati.
Il vero fascino della giornata sta dunque nella successione di due fenomeni completamente diversi.
Nel tardo pomeriggio sarà la Luna a passare davanti al Sole, regalando un’eclissi parziale difficile ma possibile da osservare dalla Puglia, con le province settentrionali della regione più favorite in termini di oscuramento. Poi, una volta calato il buio, sarà la Terra a entrare nel tratto della propria orbita attraversato dai detriti della cometa Swift-Tuttle, dando vita alla pioggia di meteore delle Perseidi.
Una combinazione rara e suggestiva: prima il Sole che lentamente scompare dietro la Luna, poi il cielo notturno che si accende di scie luminose.
Per gli appassionati di astronomia, ma anche per chi semplicemente ama osservare il cielo, quella tra il 12 e il 13 agosto 2026 potrebbe dunque diventare una delle notti più spettacolari dell’estate. L’importante sarà scegliere con attenzione il luogo, avere pazienza e, soprattutto, per l’eclissi, non dimenticare mai la protezione adeguata per gli occhi.







