È arrivata nella mattinata di oggi, giovedì 13 agosto 2026, la svolta nelle indagini sull’omicidio di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto dopo essere stato accoltellato durante una violenta colluttazione avvenuta nella notte a Trani.
A presentarsi spontaneamente in caserma è stato un ragazzo di 17 anni, accompagnato dal proprio avvocato, che ha ammesso di essere stato lui a colpire il giovane, precisando però di non aver avuto l’intenzione di ucciderlo.
La tragedia si è consumata nella piazza Giovanni Paolo II, la zona conosciuta a Trani come la “pinetina” di via Andria. Era da poco passata la mezzanotte quando una serata che avrebbe dovuto essere all’insegna della convivialità è degenerata in una violenta aggressione. In quel momento, secondo le prime ricostruzioni, alcuni giovani erano riuniti per una grigliata e stavano preparando carne e pesce sulla brace.
Da una discussione si sarebbe passati rapidamente alle mani. Il gruppo di ragazzi provenienti da Andria sarebbe entrato in contatto con altri giovani presenti nella piazza e, nel giro di pochi istanti, la situazione sarebbe sfociata in una rissa. A far scattare il confronto potrebbero essere stati precedenti dissapori, ma l’esatta origine del litigio è ancora oggetto di accertamento.
Nel caos, Cosimo Quagliarella sarebbe stato raggiunto da più fendenti alla schiena. Le ferite si sono rivelate gravissime. Il 18enne è stato soccorso e trasportato inizialmente al presidio sanitario di Trani, quindi trasferito all’ospedale di Bisceglie, dove è morto poco dopo. Ogni tentativo dei sanitari di salvargli la vita si è rivelato purtroppo inutile.
A rendere ancora più drammatico il quadro è il fatto che l’episodio si sarebbe verificato in una piazza frequentata anche da famiglie e bambini.
Gli investigatori stanno acquisendo testimonianze e immagini delle telecamere di videosorveglianza che inquadrano la zona e che potrebbero contribuire a ricostruire con precisione ogni fase dell’accaduto. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Trani e dalla Procura per i minorenni di Bari.
Il giovane sospettato, già individuato dagli investigatori, ha scelto di presentarsi in caserma insieme al proprio difensore. Qui avrebbe ammesso la responsabilità materiale dell’accoltellamento, escludendo tuttavia la volontà di provocare la morte di Quagliarella.
Una versione che il suo legale, l’avvocato Enrico Alvisi, ha ribadito pubblicamente, sottolineando come il minorenne sia profondamente scosso da quanto accaduto.
Secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, il 17enne non avrebbe cercato lo scontro e avrebbe reagito dopo essere stato aggredito da più persone. L’avvocato parla di una situazione nella quale il suo assistito sarebbe stato sottoposto a una “pesante aggressione” e sostiene che la sua condotta debba essere valutata alla luce di una possibile reazione difensiva.
La difesa esclude quindi che dietro l’episodio vi fossero quelli che giuridicamente vengono definiti futili motivi e prospetta una condotta maturata in un momento di forte concitazione. Secondo il legale, la posizione del ragazzo si collocherebbe sul piano giuridico tra l’ipotesi della legittima difesa e quella di un evento non voluto nelle sue conseguenze più gravi.
Resta però compito degli investigatori e, successivamente, della magistratura stabilire cosa sia realmente accaduto e quale sia stata l’effettiva dinamica dell’aggressione.
Sul movente rimangono ancora diversi interrogativi. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero precedenti attriti tra alcuni dei ragazzi coinvolti e anche una possibile questione sentimentale legata a una ragazza. Si tratta, tuttavia, di un aspetto che dovrà essere verificato dagli investigatori e che al momento non può essere considerato come causa definitivamente accertata della tragedia.
L’attenzione degli inquirenti è ora concentrata sulla ricostruzione dettagliata della rissa: chi abbia iniziato l’aggressione, chi fosse presente, quale ruolo abbiano avuto i diversi giovani e soprattutto in quale momento sia stato sferrato il colpo risultato fatale per Cosimo.
La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha definito l’accaduto una vicenda che “rasenta l’inverosimile”, evidenziando il dolore per la perdita di un giovane concittadino e la gravità di una violenza esplosa in un contesto apparentemente ordinario.







