“50 autorizzazioni rilasciate dalla ZES ad Andria suscitano un mare di parole pro o contro, ma ancora nessuna vera analisi di ciò che accade davvero nella nostra economia, e di quello bisogna fare per dargli una svolta di qualità e sviluppo”.
Ad intervenire è Vincenzo Caldarone, commercialista ed ex Sindaco di Andria, relativamente alle autorizzazioni rilasciate dalla ZES nel Comune di Andria.
“Vediamo le cose e i fatti. Una indagine sui progetti reali, 34 su 50, porta a questi risultati:
La metà circa dei progetti sono ampiamenti o ristrutturazioni di attività esistenti (frantoi, aziende agricole, o piccole attività commerciali).
I nuovi insediamenti sono tutti di piccole dimensioni, e concentrati nel Piano per gli Insediamenti produttivi, le cui aree cominciano ad essere disponibili dopo anni e anni. Unico investimento “esterno” è il MC DONALD’S.
Non ci sono motivi né di trionfo né di catastrofismo. Si possono trarre alcune conclusioni:
- L’impatto occupazionale atteso appare complessivamente limitato e l’impatto territoriale contenuto, anche in ragione della concentrazione degli interventi nelle aree produttive già destinate all’insediamento.
- Non emerge un significativo fenomeno di attrazione di investimenti esterni: la dinamica osservata è essenzialmente endogena. Il sistema locale ha una sua vitalita’ che bisogna sostenere e potenziare.
- La capacità di investimento delle imprese già presenti e la capacità di un territorio di attrarre nuovi investimenti sono due cose diverse. La prima esiste e va sostenuta; la seconda va ancora costruita.
Servono:
- opportunità di insediamento con Infrastrutture, tutela ambientale e servizi avanzati che nessuna ZES potrà mai realizzare.
- iniziative proattive di attrazione di investimenti e di innovazione in campo ambientale, energetico, tecnologico.
- Sostegni a centri di competenze e imprese innovative giovanili per fermare la emorragia di persone e saperi.
- una rete territoriale per turismo, ambi ente e industria pubblica.
Sono processi che richiedono partecipazione attiva di imprese, enti locali, istituzioni regionali e provinciali, associazioni e reti. Sono necessari e urgenti.
Se fronteggiamo celebrazioni da un lato e paure dall’altro, se facciamo prevalere propaganda e apparenza, il mondo va vanti per conto suo e ci lascia indietro.
Si confrontano toni trionfali con allarmi di catastrofe del territorio” – conclude Vincenzo Caldarone.








