È una richiesta dai toni netti, dettata dalla necessità di fare chiarezza prima che una situazione potenzialmente complessa possa assumere contorni ancora più delicati. Le Segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali del comparto Istruzione e Ricerca della BAT, insieme alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, hanno chiesto al Prefetto della Provincia di Barletta-Andria-Trani un incontro urgente sulla situazione venutasi a creare nell’area del Liceo Scientifico “Riccardo Nuzzi” di Andria.
Al centro della vicenda vi è l’avvio dei lavori del progetto comunale “T.E.R.R.A. – Trasformazioni Edilizie, sostenibilità, Ruralità, Rinaturalizzazione Aree Verdi, per Andria Sud – ERP”, finanziato attraverso fondi PNRR/PINQUA.
Le organizzazioni sindacali, pur riconoscendo l’importanza degli interventi di riqualificazione urbana e l’opportunità rappresentata dalle risorse europee, manifestano forti perplessità rispetto alle ricadute che il cantiere potrebbe avere sulla comunità scolastica. La richiesta avanzata al rappresentante del Governo sul territorio comprende anche la possibilità di una sospensione cautelativa dei lavori, in attesa di un confronto istituzionale capace di verificare nel dettaglio criticità e soluzioni.
Secondo quanto evidenziato nella nota trasmessa al Prefetto, una delle principali questioni riguarderebbe il coordinamento delle attività sotto il profilo della sicurezza.
I sindacati sostengono che l’avvio del cantiere sarebbe avvenuto senza la preventiva redazione e condivisione del Verbale di cooperazione e coordinamento richiamato dall’articolo 26 del D.Lgs. 81/2008. Una circostanza che, secondo la rappresentazione contenuta nella richiesta, esporrebbe quotidianamente studenti, docenti e personale ATA a polveri, rumori e vibrazioni.
Non si tratterebbe, dunque, soltanto di un problema legato al disagio prodotto dalla presenza del cantiere, ma di una questione che viene ricondotta direttamente alla tutela della salute e della sicurezza all’interno e nelle immediate vicinanze dell’istituto.
Particolare apprensione viene manifestata anche per il transito continuativo di mezzi pesanti a ridosso delle aule e per la presenza di profondi scavi stradali nelle immediate adiacenze dell’edificio scolastico e della piscina coperta.
Sono proprio questi elementi ad alimentare le preoccupazioni espresse nella nota sindacale circa la tenuta statica delle strutture, l’inquinamento acustico e atmosferico e la possibile propagazione delle polveri negli ambienti scolastici.
Altro capitolo particolarmente sensibile è quello della viabilità. La nota sottolinea infatti la possibile sovrapposizione tra le aree di manovra dei mezzi pesanti e degli autobus e gli accessi utilizzati dalla popolazione scolastica. Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, potrebbe determinare rischi per la sicurezza dei pedoni, con particolare attenzione agli studenti più fragili.
La questione viene collegata anche alla possibilità di compromettere la continuità del servizio scolastico e le condizioni necessarie allo svolgimento regolare dell’attività didattica.
I sindacati sollevano inoltre il problema della sottrazione di spazi all’istituto, richiamando gli standard dimensionali previsti per l’edilizia scolastica e sottolineando l’impatto che l’attuale configurazione dei lavori potrebbe avere sulla continuità didattica.
Ed è proprio qui che la vicenda assume una dimensione ancora più articolata.
A chiedere al Prefetto di intervenire è anche il dirigente scolastico del Liceo “Riccardo Nuzzi”, che nella comunicazione trasmessa alle istituzioni ricostruisce l’iter dell’ampliamento dell’edificio scolastico e pone l’accento su una possibile sovrapposizione tra l’intervento comunale e quanto già programmato e avviato dalla Provincia BAT.
Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, l’iniziativa comunale finalizzata alla sistemazione della viabilità retrostante l’edificio scolastico, con la realizzazione di una rotatoria e di una rete viaria destinata ai terminal bus, si sovrapporrebbe all’intervento di ampliamento del liceo attualmente in corso.
Il progetto di ampliamento dell’istituto, viene ricordato nella nota, affonda le proprie radici oltre un decennio addietro. La Provincia approvò con deliberazione di Giunta n. 70 del 28 settembre 2012 il progetto definitivo dei lavori relativi al primo stralcio funzionale, per un importo complessivo di 4,2 milioni di euro. Successivamente, con determinazione dirigenziale n. 309 dell’11 febbraio 2013, venne indetta la gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori.
Il documento ricorda inoltre che il progetto definitivo generale fu redatto dagli architetti Arturo Cucciolla e Marcello Petrignani su incarico della Provincia di Bari e che, dopo la costituzione della Provincia di Barletta-Andria-Trani, le competenze relative all’edilizia scolastica passarono alla nuova amministrazione provinciale.
La ricostruzione del dirigente scolastico prosegue ricordando che già nel 2011 la Giunta Provinciale aveva approvato una variante urbanistica relativa all’ampliamento dell’edificio, mentre nel 2012 il Consiglio Comunale di Andria aveva approvato il progetto preliminare dell’ampliamento anche ai fini urbanistici, con l’apposizione del vincolo espropriativo sulle aree interessate.
Secondo il documento, quella volontà amministrativa non sarebbe stata successivamente modificata. Ed è proprio questo il punto sul quale il dirigente scolastico richiama l’attenzione del Prefetto: l’odierno intervento comunale, nella sua configurazione attuale, entrerebbe in conflitto con quanto già progettato, contrattualizzato, approvato e in corso di esecuzione da parte della Provincia BAT per l’ampliamento del liceo.
Un passaggio che trasforma la questione da semplice problematica di cantiere a una più ampia esigenza di coordinamento istituzionale e progettuale tra enti pubblici.
Alla luce delle criticità segnalate, le organizzazioni sindacali chiedono formalmente un incontro urgente con il Prefetto, eventualmente allargato al Comune di Andria, alla Provincia BAT, alla dirigenza scolastica e ai tecnici responsabili del procedimento.
L’obiettivo dichiarato è quello di valutare anche una sospensione cautelativa dei lavori e, contestualmente, istituire un tavolo di confronto capace di individuare eventuali modifiche o varianti progettuali che possano conciliare le esigenze di trasformazione infrastrutturale della zona con la salvaguardia della comunità scolastica.
Una richiesta analoga, sotto il profilo istituzionale, arriva dalla dirigenza del “Nuzzi”, che sollecita un incontro presso la stessa sede del liceo, così da consentire una verifica in loco e de visu dello stato dell’arte.
Il caso, dunque, si trova ora sul tavolo della Prefettura. La partita non riguarda soltanto la prosecuzione di un’opera finanziata con risorse PNRR/PINQUA, ma investe contemporaneamente sicurezza, viabilità, continuità didattica, spazi scolastici e compatibilità tra interventi pubblici.







