HomeTraniTrani – Il Sindaco Galiano si dimette: la crisi scuote Palazzo di...

Trani – Il Sindaco Galiano si dimette: la crisi scuote Palazzo di Città. Cosa succede ora?

Il Testo unico degli enti locali prevede un periodo di venti giorni dalla presentazione delle dimissioni durante il quale il sindaco può eventualmente ritirarle

Trani si ritrova nuovamente al centro di una delicata fase politica e istituzionale. A poco più di tre mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, il sindaco Marco Galiano ha formalizzato le proprie dimissioni, aprendo una crisi destinata a incidere profondamente sul prosieguo della consiliatura.

Una decisione maturata al culmine di giorni caratterizzati da tensioni e difficoltà all’interno della maggioranza. Il punto di maggiore attrito è emerso attorno al dimensionamento della rete scolastica cittadina, tema particolarmente sensibile per famiglie, studenti e istituzioni scolastiche. La questione avrebbe fatto emergere divergenze politiche nonostante, sul piano tecnico, fosse stata raggiunta una sostanziale convergenza sui contenuti del provvedimento.

La riunione della Giunta prevista per affrontare il dossier è così diventata il momento nel quale sono affiorate, con maggiore evidenza, le difficoltà nel trovare una sintesi tra le diverse componenti della coalizione. Le contrapposizioni interne hanno progressivamente complicato l’attività amministrativa, fino alla scelta del primo cittadino di compiere il passo indietro.

Le dimissioni, tuttavia, non producono nell’immediato lo scioglimento del Consiglio comunale. Il Testo unico degli enti locali prevede infatti un periodo di venti giorni dalla presentazione delle dimissioni durante il quale il sindaco può eventualmente ritirarle. Trascorso inutilmente tale termine, le dimissioni diventano definitive e si avvia la procedura per lo scioglimento dell’assise cittadina.

In questo intervallo la macchina amministrativa prosegue la propria attività nei limiti consentiti dalla situazione istituzionale. Qualora la decisione dovesse diventare irrevocabile, il Prefetto sarebbe chiamato ad attivare le procedure previste dalla normativa, fino alla nomina di un commissario destinato a guidare l’ente sino alle nuove elezioni.

Sul piano politico, intanto, sono arrivate le prime reazioni. Il Centrodestra di Trani, dai banchi dell’opposizione, ha definito le dimissioni un elemento di forte preoccupazione, sottolineando come l’amministrazione avrebbe dovuto utilizzare i primi cento giorni per imprimere una direzione chiara all’azione di governo. La coalizione ha richiamato proprio le difficoltà emerse sulla riorganizzazione scolastica come esempio delle divisioni interne alla maggioranza.

Una posizione analoga è stata espressa dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Andrea Ferri, che ha invitato a non considerare la crisi come motivo di esultanza, evidenziando i possibili riflessi dell’instabilità sulla programmazione amministrativa, sugli investimenti e sulla realizzazione delle opere pubbliche.

La vicenda, dunque, va ben oltre il destino politico del sindaco. Sullo sfondo restano le esigenze quotidiane di una città chiamata a confrontarsi con questioni amministrative, servizi, progettualità e scelte strategiche.

Per Trani si apre ora una fase sospesa e delicata: venti giorni nei quali potrebbe ancora consumarsi un ripensamento, oppure prendere definitivamente forma il percorso verso lo scioglimento del Consiglio e il ritorno alle urne.

spot_img
- Pubblicità -spot_img
spot_img

ATTUALITA'

Leggi anche

spot_img