{"id":189339,"date":"2025-10-02T12:57:01","date_gmt":"2025-10-02T10:57:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/?p=189339"},"modified":"2025-10-02T14:59:55","modified_gmt":"2025-10-02T12:59:55","slug":"andria-dove-abita-il-mostro-in-officina-san-domenico-torna-il-festival-di-svergognat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/2025\/10\/02\/andria-dove-abita-il-mostro-in-officina-san-domenico-torna-il-festival-di-svergognat\/","title":{"rendered":"Andria \u2013 \u201cDove abita il mostro?\u201d: in Officina San Domenico torna il festival di Svergognat*"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il mostro abita qui. E ha finalmente voce.<\/strong><br>Dal 3 al 5 ottobre torna in\u00a0<strong>Officina San Domenico<\/strong>\u00a0il festival transfemminista di\u00a0<strong>Svergognat*<\/strong>, con una seconda edizione che amplia l\u2019orizzonte e affonda le radici nel perturbante e nel meraviglioso:\u00a0<strong>\u201cHabito Mostro\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il festival \u00e8 organizzato dal collettivo Svergognat* di <strong>Capitalsud APS<\/strong>, ha il sostegno del Consiglio Regionale della Puglia, attraverso la concessione di un contributo nell\u2019ambito dell\u2019Avviso Pubblico <strong>&#8220;FUTURA&#8221;. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Puglia per la parit\u00e0<\/strong> \u2013 3^ edizione\u201d- anno 2025 e del\u00a0<strong>Comune di Andria<\/strong>, nella persona dell\u2019assessora\u00a0<strong>Viviana Di Leo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 realizzato con la complicit\u00e0 delle\u00a0<strong>Vecchie Segherie Mastrototaro<\/strong>. Con l\u2019obiettivo di coinvolgere in modo attivo la comunit\u00e0 scolastica, sono stati riservati <strong>posti gratuiti<\/strong> <strong>su prenotazione<\/strong> nei talk a <strong>studentesse, studenti e docenti <\/strong>(modalit\u00e0 di prenotazione in conclusione del comunicato). <\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>ticket<\/strong> sono acquistabili online al link: <a href=\"https:\/\/link.dice.fm\/z794787d6b9d\">https:\/\/link.dice.fm\/z794787d6b9d<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHabito Mostro\u201d \u00e8 una dichiarazione. Un invito a esplorare e risignificare la parola \u201cmostro\u201d con tutte le contraddizioni del suo significato antico: in latino \u201cmostrum\u201d \u00e8 \u201cprodigio\u201d ma anche \u201cpericolo\u201d, oracolo ed eresia. <\/p>\n\n\n\n<p>Il mostro \u00e8 capace di mostrare, e ci\u00f2 che \u00e8 conosciuto fa meno paura. L\u2019obiettivo del festival \u00e8 quello di riscoprire le parti mostruose di ognuno di noi: quelle che non rispettano la norma, quelle che eccedono; creare uno spazio di discussione attraverso talk, performance, laboratori, installazioni, musica e momenti comunitari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il programma ospita figure di primo piano della scena culturale e attivista italiana. Tra queste,&nbsp;<strong>Benedetta Barzini<\/strong>, icona internazionale della moda e femminista militante, sar\u00e0 protagonista di un talk e della proiezione del documentario \u201cLa scomparsa di mia madre\u201d, in cui si mette in discussione il potere dell\u2019immagine e la violenza dello sguardo pubblico sul corpo delle donne. A dialogare con lei, la giornalista e docente&nbsp;<strong>Stefania Seoni<\/strong>, art director attenta al linguaggio visivo e alla rappresentazione del mostruoso nel mondo dell\u2019arte e dell\u2019editoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 con noi anche&nbsp;<strong>Sabrina Cosentino<\/strong>, attivista e survivor, tra le prime donne in Italia ad aver denunciato la violenza digitale e la condivisione non consensuale di materiale intimo. La sua testimonianza, intima e potente, offre uno sguardo concreto e doloroso sulla realt\u00e0 del revenge porn, in dialogo con il giornalista&nbsp;<strong>Maurizio Di Fazio<\/strong>, che porter\u00e0 una riflessione sul ruolo dei media tra vittimizzazione secondaria e nuove narrazioni possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancher\u00e0 il contributo di&nbsp;<strong>Domitilla Pirro<\/strong>, autrice, editrice e formatrice, co-creatrice dell\u2019Osservatorio sulla Gender Equality under 18. Con il suo laboratorio \u201cSvergognarsi\u201d affronter\u00e0 i tab\u00f9 sulla salute riproduttiva e affettiva, a partire dalle narrazioni contenute nel suo libro \u201cUtero con vista\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Spazio anche alla salute mentale e ai disturbi del comportamento alimentare, con l\u2019intervento dello psichiatra&nbsp;<strong>Leonardo Mendolicchio<\/strong>, voce autorevole a livello nazionale, che porter\u00e0 una riflessione cruda e necessaria sulle radici culturali e sociali del malessere, in dialogo con l\u2019artista&nbsp;<strong>Agenda dei Buoni Propositi<\/strong>, autore del concept album \u201cPrima Danza\u201d, nato da un\u2019esperienza personale di disordine alimentare e trasformato in racconto sonoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il festival ospiter\u00e0 anche&nbsp;<strong>Val\u00e9rie Taccarelli<\/strong>, attivista transfemminista e storica figura del movimento LGBTQ+ italiano, protagonista di due documentari \u2013 \u201cValery Alexanderplatz\u201d e \u201cEssere Val\u00e9rie\u201d \u2013 che saranno proiettati e discussi in un dialogo con l\u2019artista e attivista&nbsp;<strong>Marylou Di Martino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli appuntamenti pi\u00f9 attesi anche i workshop esperienziali: un\u2019esplorazione di emozioni e relazioni con il sessuologo\u00a0<strong>Michele Laforgia<\/strong>\u00a0, \u201cIl Fessario\u201d con\u00a0<strong>La Fessa<\/strong>, ironico bestiario femminista in cui le partecipanti potranno creare la propria figura mostruosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Non mancher\u00e0 una tavola filosofica e anatomica con\u00a0<strong>Alex Impedovo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Isa Di Pasquale<\/strong>, tra pratiche corporee e pensiero critico, e due momenti musicali imperdibili:\u00a0<strong>La Danza delle Streghe<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>La Couture<\/strong>\u00a0e Questa notte \u00e8 ancora mostra con <strong>Agenda dei buoni propositi<\/strong> e\u00a0<strong>Tinygore<\/strong>, artista e dj queer che intreccia sonorit\u00e0 latine, afro e bass.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l\u2019artista&nbsp;<strong>Martina Marasciuolo<\/strong>&nbsp;presenter\u00e0 l\u2019installazione&nbsp;<strong>Orphica<\/strong>, ispirata al tarantismo come rito di guarigione queer, in cui il corpo spezzato si trasforma in veicolo di liberazione politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni per costruire una comunit\u00e0 mostruosamente viva.<br>Perch\u00e9 i mostri non spaventano pi\u00f9, quando si raccontano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei una studentessa, uno studente o un* docente?<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019obiettivo di coinvolgere in modo attivo la comunit\u00e0 scolastica, abbiamo scelto di <strong>riservare gratuitamente<\/strong> <strong>15 posti per studenti e studentesse e 10 posti per docenti<\/strong>per ciascun <strong>talk del festival<\/strong> (fino a esaurimento disponibilit\u00e0), <strong>su prenotazione<\/strong> via email o telefono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Modalit\u00e0 di prenotazione:<br><\/strong>Gli studenti e i docenti interessati sono invitati a inviare una email all\u2019indirizzo <a href=\"mailto:capitalsudaps@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>capitalsudaps@gmail.com<\/strong><\/a> oppure un messaggio al numero <strong>351 371 9877<\/strong>, indicando:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nome e cognome<\/li>\n\n\n\n<li>Titolo del talk o dei talk a cui ci si prenota<\/li>\n\n\n\n<li>Scuola di provenienza<\/li>\n\n\n\n<li>Recapito telefonico<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Talk interessati da questa iniziativa di gratuit\u00e0 sono <em>\u201cIl mostro che ci abita: disturbi alimentari e rivolte quotidiane\u201d, \u201cLa musa segreta di Alexanderplatz: tra Cohen e Battiato\u201d, \u201cIl mostruoso femminile nelle immagini della storia\u201d, \u201cIl mio corpo non \u00e8 un link: sopravvivere allo sguardo di tutti\u201d, \u201cMostri che hanno ragione\u201d, \u201cLa bugia dell\u2019immagine: il ritratto di donne in rivolta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci teniamo a sottolineare che in seguito alla prenotazione, il mancato preavviso in caso di assenza comporta una <em><u>notevole problematica per l\u2019organizzazione<\/u><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ecco il programma completo:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>03 Ottobre 2025 &#8211; CHI HA PAURA DELLE FANTASIE?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Workshop con Michele Massimo Laforgia<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dalle 15:00 alle 17:00<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Desiderare \u00e8 un atto creativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure ci insegnano che \u00e8 meglio non dire troppo, non volere troppo, non immaginare troppo. Che le fantasie sono infantili, pericolose, impresentabili. Ma cosa succede se proviamo, almeno per un pomeriggio, a non averne paura?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi ha paura delle fantasie?\u201d \u00e8 un laboratorio per attraversare, con coraggio, ironia e consapevolezza, i luoghi pi\u00f9 sensibili del nostro immaginario sessuale. \u00c8 uno spazio per capire come nascono i nostri desideri, quanto contano le parole con cui li raccontiamo e cosa succede quando proviamo a dar loro voce, forma, attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un viaggio tra corpo, mente e rappresentazione, per superare gli stereotipi che ci raccontano da sempre che il desiderio ha un solo modo giusto di esistere.<\/p>\n\n\n\n<p>A guidarci sar\u00e0 Michele Massimo Laforgia, psicoterapeuta e sessuologo clinico, che da anni lavora con le persone (e le famiglie, e le scuole, e le equipe) per restituire libert\u00e0 e legittimit\u00e0 al piacere. Con una formazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale, sessuologia clinica e psicosessuologia, il suo approccio unisce rigore scientifico e delicatezza relazionale, rendendo ogni incontro uno spazio di ascolto e possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il laboratorio \u00e8 aperto a tutt\u0259: non si giudica nessun desiderio. Si decostruisce ci\u00f2 che ci \u00e8 stato insegnato a temere. Si lavora per ritrovare il piacere di avere fantasia, senza chiedere scusa. Perch\u00e9 le fantasie non sono pericolose. Lo \u00e8 la vergogna.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Gratuito<\/em><em> <\/em><em>con<\/em><em> <\/em><em>prenotazione<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL MOSTRO CHE CI ABITA: DISTURBI ALIMENTARI E RIVOLTE QUOTIDIANE<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Con<\/em><em> <\/em><em>Dr.<\/em><em> <\/em><em>Leonardo<\/em><em> <\/em><em>Mendolicchio<\/em><em> <\/em><em>e<\/em><em> <\/em><em>Agenda<\/em><em> <\/em><em>dei<\/em><em> <\/em><em>buoni<\/em><em> <\/em><em>propositi<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 18.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Allo specchio non sempre c\u2019\u00e8 un volto, a volte c\u2019\u00e8 un mostro. O ci\u00f2 che ci hanno fatto credere sia un mostro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riflesso che mente, che rimpicciolisce o ingigantisce, che pesa troppo o troppo poco, che taglia pezzi, che giudica. Quel riflesso nasce dentro, ma \u00e8 fatto anche di fuori: di sguardi, di parole, di cultura, di aspettative. Di fame e di silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonardo Mendolicchio, psichiatra, psicoanalista ed esperto di disturbi alimentari, incontrer\u00e0 la testimonianza di Tiziano Parente, in arte Agenda dei buoni propositi, per aprire una conversazione collettiva su cosa accade quando il corpo diventa campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dialogo tra psiche e corpo, tra scienza e vissuto, per raccontare il mostro che ci abita e per scoprire che, forse, con cura e verit\u00e0, pu\u00f2 diventare qualcosa d\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>5<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>LA MUSA SEGRETA DI ALEXANDERPLATZ TRA COHEN E BATTIATO<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Talk<\/em><em> <\/em><em>+<\/em><em> <\/em><em>proiezione<\/em><em> <\/em><em>documentari<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con Val\u00e9rie<\/em><em> <\/em><em>Taccarelli<\/em><em> <\/em><em>e Mario\/Marylou<\/em><em> <\/em><em>Di<\/em><em> <\/em><em>Martino<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 20.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una canzone che tutt\u0259 conoscono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlexanderplatz\u201d, cantata da Milva, scritta da Battiato, entrata nell\u2019immaginario italiano come un classico. Ma pochi sanno che quel brano \u00e8 l\u2019adattamento di una canzone precedente: \u201cValery\u201d, scritta da Alfredo Cohen nel 1978. E che Valery era una ragazza trans, un\u2019attivista, una voce troppo grande per essere contenuta in una sola canzone. Questa serata \u00e8 per lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Val\u00e9rie Taccarelli, figura storica del movimento LGBTQ+ italiano, attivista transfemminista, narratrice ironica e militante lucida, che sar\u00e0 in dialogo con Mario\/Marylou Di Martino, attivista e direttore artistico, in un confronto tra generazioni, storie, e memorie ribelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Verranno proiettati due cortometraggi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cValery Alexanderplatz\u201d di Silvia Maggi<\/p>\n\n\n\n<p>Girato tra Berlino e la celebre piazza Alexanderplatz, racconta con sguardo sperimentale la storia dimenticata dietro la canzone. Tra immagini, voci e memoria, il film ricostruisce la presenza sovversiva e poetica di Val\u00e9rie<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEssere Val\u00e9rie\u201d di Simone Cangelosi<\/p>\n\n\n\n<p>Un archivio vivente. Voci del movimento lesbico, gay e trans degli anni Ottanta e Novanta, con la testimonianza di Val\u00e9rie come filo conduttore. Politica, corpo, marginalit\u00e0 e intelligenza radicale che scardina ogni discorso dominante.<\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019epoca che ancora fatica a riconoscere le soggettivit\u00e0 trans come parte essenziale della storia collettiva, questa serata \u00e8 un atto di restituzione. Un\u2019occasione per riscrivere le note della memoria<\/p>\n\n\n\n<p><em>> Ticket 5 euro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA DANZA DELLE STREGHE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Selezione musicale di La Couture <\/em><em>Con<\/em><em> <\/em><em>Leonardo<\/em><em> <\/em><em>Persico<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 22.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>C\u2019era un tempo in cui le streghe danzavano per liberarsi. E poi sono venuti i roghi, le diagnosi, le cure forzate, i silenzi. Ma le streghe non sono sparite. Hanno solo messo i tacchi pi\u00f9 alti, i glitter pi\u00f9 sfacciati, i bassi pi\u00f9 profondi. E hanno aspettato il momento giusto per tornare a ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>La Couture \u2013 al secolo Leonardo Persico \u2013 \u00e8 l\u2019artefice di questa evocazione sonora.<\/p>\n\n\n\n<p>DJ, ma anche stylist e performer, a Milano cura un archivio di abiti e da oltre sei anni personalizza outfit, trasformando i vestiti in pezzi unici che raccontano storie. Si esibisce in diversi spazi, dai bar ai club, dove la musica crea atmosfere e dialoga con l\u2019energia del momento. La sua selezione \u00e8 fluida, carnale, esplosiva: dalla disco al baile funk, fino all\u2019electroclash da club.<\/p>\n\n\n\n<p>La Couture non mette solo musica: attiva uno spazio. Uno spazio queer, transfemminista, notturno. Uno spazio dove il desiderio smette di chiedere il permesso. Uno spazio dove il corpo, finalmente, non deve spiegarsi. Deve solo muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p>La danza delle streghe \u00e8 la chiusura rituale del primo giorno del festival. \u00c8 un richiamo. Un sabba.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>7<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>04 Ottobre 2025 &#8211; IL FESSARIO<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em>Workshop con collettivo La Fessa<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 10:00<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Cosa succede quando i Bestiari medievali incontrano la cultura pop e il femminismo intersezionale? Nasce Il Fessario: un laboratorio mostruosamente creativo per ribaltare stereotipi, inventare nuove creature, celebrare donne e corpi non conformi come \u201cmostri sacri\u201d. Ospite dell\u2019incontro sar\u00e0 La Fessa, progetto grafico che con ironia e profondit\u00e0 smonta proverbi sessisti e narrazioni tossiche sulla figura femminile. Il suo lavoro d\u00e0 forma a un immaginario nuovo, potente e liberatorio, e lo fa con inchiostro, matite, linoleum, carta \u2013 e una buona dose di disobbedienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il workshop prende spunto dai Bestiari del Medioevo, quei libri illustrati in cui venivano rappresentate creature fantastiche per ammonire chi si allontanava dalla norma. Ma nel Fessario, a essere ritratte sono donne che la norma l\u2019hanno superata. E non per essere punite, ma per essere ammirate. Ogni partecipante potr\u00e0 creare la propria creatura mostruosa personale: una figura<\/p>\n\n\n\n<p>doppia, potente e simbolica, che diventer\u00e0 una cartolina illustrata. Potrai anche scrivere la tua storia o lasciare che a parlare sia il disegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, riceverai cartoline speciali create in esclusiva da La Fessa, e se vorrai, potrai ricevere una versione digitale della tua creatura, pronta per diventare sfondo, manifesto, ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Gratuito<\/em><em> <\/em><em>con<\/em><em> <\/em><em>prenotazione<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Scuola Jannuzzi (Andria)<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>REVENGE PORN E CONSENSO. CAMBIARE LE REGOLE SI PU\u00d2<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Con<\/em><em> <\/em><em>Sabrina<\/em><em> <\/em><em>Cosentino<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 09.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo \u2013 e c\u2019\u00e8 ancora \u2013 in cui l\u2019intimit\u00e0 di una donna diventava oggetto di baratto tra uomini. Sui social e nelle chat foto e video rubati. Il corpo di lei ridotto a link, il consenso cancellato con un tap.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 una storia di abuso, ma soprattutto di sopravvivenza e giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sabrina Cosentino ha vissuto il pi\u00f9 grande spu***namento della sua vita. Oggi lo chiamiamo \u201crevenge porn\u201d e costituisce reato, ma lei ha denunciato quando una legge ancora non c\u2019era. Quando la vergogna si appiccicava alla pelle della vittima, mai all\u2019aguzzino. 10 anni di battaglia giudiziaria e una condanna per l&#8217;ex compagno, ma la lotta di Cosentino \u00e8 appena cominciata. Oggi \u00e8 attivista e divulgatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 solo una storia di sguardi ma soprattutto di potere. E ci riguarda tutt\u0259.<\/p>\n\n\n\n<p><em>> Gratuito<\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL MOSTRUOSO FEMMINILE NELLE IMMAGINI DELLA STORIA<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Lectio di Stefania Seoni <\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 18.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>In una rivista patinata appare il volto della donna ideale: perfetta, levigata, assente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dietro quel viso c\u2019\u00e8 un altro racconto: deformato, tormentato, perturbante.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefania Seoni, giornalista, art director e voce libera dell\u2019immaginario visivo, ci guider\u00e0 in un viaggio antropologico nel \u201cmostruoso dell\u2019immagine\u201d, dentro le pieghe dell\u2019editoria, della moda, dell\u2019arte visiva: dove cosa significa essere \u201cmostro\u201d cambia a seconda di chi guarda, chi racconta, chi nasconde.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMostro\u201d \u00e8 un\u2019etichetta che ha oscurato corpi che non valgono, che eccedono, che disturbano. Ma \u00e8 anche chi mostra, chi interroga, chi disturba con la propria presenza. Il mostro pu\u00f2 ammonire, rivelare, svelare bellezze che non ci volevano visibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Seoni ci parler\u00e0 di come i media, le riviste, le sfilate, i portfolio hanno plasmato il mostro femminile e queer: quando hanno ridotto il corpo a oggetto, quando l&#8217;hanno definito troppo magro, troppo grasso, troppo vecchio, troppo nudo, troppo poco. Ma anche di momenti in cui hanno respirato sensibilit\u00e0 nuova, raccontato ribellioni viste e invisibili, cambiato linguaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa serata, l\u2019immagine mostruosa non \u00e8 errore: \u00e8 spazio critico, \u00e8 soglia, \u00e8 resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>5<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL MIO CORPO NON \u00c8 UN LINK. SOPRAVVIVERE ALLO SGUARDO DI TUTTI<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Con<\/em><em> <\/em><em>Sabrina<\/em><em> <\/em><em>Cosentino<\/em><em> <\/em><em>e<\/em><em> <\/em><em>Maurizio<\/em><em> <\/em><em>Di<\/em><em> <\/em><em>Fazio<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 20.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo \u2013 e c\u2019\u00e8 ancora \u2013 in cui l\u2019intimit\u00e0 di una donna diventava oggetto di baratto tra uomini. Sui social e nelle chat foto e video rubati. Il corpo di lei ridotto a link, il consenso cancellato con un tap.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 una storia di abuso, ma soprattutto di sopravvivenza e giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sabrina Cosentino ha vissuto il pi\u00f9 grande spu***namento della sua vita. Oggi lo chiamiamo \u201crevenge porn\u201d e costituisce reato, ma lei ha denunciato quando una legge ancora non c\u2019era. Quando la vergogna si appiccicava alla pelle della vittima, mai all\u2019aguzzino. 10 anni di battaglia giudiziaria e una condanna per l&#8217;ex compagno, ma lotta di Cosentino \u00e8 appena cominciata. Oggi \u00e8 attivista e divulgatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lei il giornalista Maurizio Di Fazio, penna acuta che si occupa di attualit\u00e0, inchieste, spettacoli, cultura e costume su L\u2019Espresso, Il Venerd\u00ec di Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Vanity Fair. Ha vinto vari premi giornalistici nazionali e premi letterari nazionali. Il suo ultimo libro si intitola \u201cItalian Job\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lui affronteremo il ruolo ambiguo del giornalismo: quando ha contribuito a umiliare le vittime, usando un linguaggio colpevolizzante, e quando, invece, ha saputo denunciare e farsi strumento di consapevolezza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 definirlo \u201cmostro\u201d non basta, anzi, crea un alibi. Come se l&#8217;uomo violento non possa essere &#8220;il ragazzo della porta accanto&#8221; o un &#8220;uomo perbene&#8221;, un fidanzato o un marito. Come se l&#8217;abusante fosse un&#8217;errore del sistema e non il prodotto quotidiano di una cultura che forma uomini incapaci di accettare un rifiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 solo una storia di sguardi ma soprattutto di potere. E ci riguarda tutt\u0259.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>5<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>QUESTA NOTTE \u00c8 ANCORA MOSTRA<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Live e Selezione musicale<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con Agenda dei Buoni propositi e Tinygore<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 22.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 chi balla per resistere. Per dare forma a un dolore che non trova parole. Per trasformare il disordine in battito. Il trauma in loop. Il corpo in grido.<\/p>\n\n\n\n<p>Agenda dei Buoni Propositi porta in scena Prima Danza: un concept album che \u00e8 gi\u00e0 un rituale, una creatura sonora che nasce da un disordine alimentare e si fa racconto elettronico, essenziale, scarnificato. \u00c8 la storia di Ellen West &#8211; paziente, mostro, pensiero fisso, figura che implode &#8211; ma anche quella di tutt\u0259 noi, quando il corpo ci stringe, quando la mente ci sbatte da un angolo all\u2019altro e la musica diventa l\u2019unico modo per tornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul palco: Tiziano Parente, classe 2002, creatura queer, suonatore di scheletri emotivi, reduce dalle notti di FARM Festival, Belgrado e Diagonal Club.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a lui, Massimo Graziano Barbuscia aka TinyGore, nata a Cuba, cuore Abruzzese, dal 2015 viaggia tra le sonorit\u00e0 della musica afroamericana, latina, bass e Jersey.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 Dj Resident a Pescara, dal 2015 al 2019 con Black Box Crew e dal 2021 insieme a Caption. Nel 2023 fonda a Torino insieme ad Id_jayy il collettivo CTRL+.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 2024 crea il progetto \u201ctinygore\u201d con l\u2019obiettivo di esplorare attraverso produzioni musicali e dj set le sonorit\u00e0 latin e bass.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo set \u00e8 una carezza acida, un abbraccio che fa tremare le ginocchia. Una chiamata per tutt\u0259 quell\u0259 che sono stat\u0259 esiliat\u0259 dal centro della pista.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>7<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>05 Ottobre 2025<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>SVERGOGNARSI<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Workshop<\/em><em> <\/em><em>con<\/em><em> <\/em><em>Domitilla<\/em><em> <\/em><em>Pirro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dalle 11:00 alle 13:00<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Come si fa a diventare adult\u0259? \u00c8 possibile preparsi o elaborarlo?<\/p>\n\n\n\n<p>Come si parla di rispetto, desiderio, confini, consapevolezza\u2026 senza diventare rigid\u025c? Svergognarsi \u00e8 un laboratorio che prende queste domande sul serio. Ma non si prende troppo sul serio. \u00c8 uno spazio per chi sente che alcune cose sono ancora da capire. O da riscrivere. \u00c8 un tempo per guardarsi attorno e capirsi meglio. Per indagare zone d\u2019ombra e allenare la capacit\u00e0 di comunicazione. Per costruire una societ\u00e0 solidale ma anche sciogliere nodi individuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si lavora con le parole. Con le storie. Con le domande che fanno rumore. Si guarda in faccia il genere, il consenso, la vergogna, l\u2019adultit\u00e0&#8230; e ci si gioca pure un po\u2019. Si svergogna insieme, perch\u00e9 da sol\u025c \u00e8 meno divertente.<\/p>\n\n\n\n<p>Domitilla Pirro, autrice e formatrice, guida questo workshop come chi apre un atlante per mostri e ci trova dentro anche il proprio nome. Da Chilografia a A Gambe Larghe, da Utero con vista al suo Osservatorio sulla Gender Equality under 18, Domitilla scrive come si alza la voce: con lucidit\u00e0, ironia e una feroce gentilezza. E in questo laboratorio condivide gli strumenti per comunicare meglio, vivere pi\u00f9 interi, e smettere, magari, di chiedere scusa per esistere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Gratuito<\/em><em> <\/em><em>con<\/em><em> <\/em><em>prenotazione<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>ANATOMIE DEL PENSIERO<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Pranzo collettivo e dialogo filosofico <\/em><em>Con Alex Impedovo e Isa di Pasquale <\/em><strong>Ore 13.30<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La mostruosit\u00e0 del vuoto della materia o il vuoto della materia mostruosa?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da questa domanda che parte il nostro tavolo: non per cercare risposte, ma per aprire bocche, ragionamenti, appetiti. A condurre questa tavolata non saranno chef stellat\u025c, ma due menti affilate.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pranzo. Ma anche una dissezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019analisi anatomica, filosofica e ironicamente mostruosa di ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che pensiamo di sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alex Impedovo \u2013 anatomista queer e disobbediente, crea spazi dove parlare di genitali non \u00e8 mai sconveniente ma necessario. Dopo anni nel Regno Unito a insegnare anatomia pelvica, oggi mescola scienza, quotidianit\u00e0 e corpi reali per rompere l\u2019immaginario normato: quello del corpo \u201cgiusto\u201d, bianco, cis, funzionale. Nei suoi incontri, l\u2019anatomia diventa un racconto collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Isa Di Pasquale \u2013 filosofa indipendente, formatasi tra Torino, Amsterdam e Roma, radicata ad Andria. Cresciuta con le parole di Michele Palumbo e le visioni delle filosofe italiane e francesi del Novecento. Il suo pensiero \u00e8 carne viva, mai astratto: attraversa corpi, citt\u00e0, genealogie, con uno sguardo radicale e appassionato.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme, daranno vita a un dialogo fatto di tagli e cuciture, per svelare quali norme hanno costruito i nostri saperi \u2013 anatomici, filosofici, politici \u2013 e come possiamo smontarle, riscriverle, rovesciarle.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Partecipazione<\/em><em> <\/em><em>su<\/em><em> <\/em><em>prenotazione<\/em><em> <\/em><em>con<\/em><em> <\/em><em>contributo<\/em><em> <\/em><em>volontario<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>MOSTRI CHE HANNO RAGIONE<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Talk<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con<\/em><em> <\/em><em>Domitilla<\/em><em> <\/em><em>Pirro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 18.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 chi parla di corpi come se fossero macchine.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ne scrive come fossero verit\u00e0 da addomesticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8 chi scrive di uteri, mestruazioni, aborti, mutazioni, orgasmi, IVG, ormoni, ablazioni, climaterio; e di cannibalismo, apocalisse adolescente, festival grotteschi, DCA e famiglie \u2014 \u00e8 il caso di dirlo \u2014 mostruose.<\/p>\n\n\n\n<p>Domitilla Pirro attraversa le pieghe dell\u2019inconfessabile e del distorto parlando di vergogna, desiderio, feticci, aspettative confermate o negate. Prova a farlo senza sconti: con dati, storie vere e inventate, risate e tab\u00f9 da smontare pezzo per pezzo. Attorno ai corpi mostruosi \u2013 nel senso pi\u00f9 sacro, pi\u00f9 scandaloso, pi\u00f9 politico del termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Un appuntamento per chi ha una storia di mostri da raccontare e per chi vorrebbe averla, ma non ce l\u2019ha. Per chi mostro ha temuto d\u2019esserlo, avrebbe voluto esserlo, l\u2019ha rifiutato, studiato, persino amato. Per chi vuole esorcizzarlo, soprattutto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>5<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>LA BUGIA DELL&#8217;IMMAGINE. IL RITRATTO DI DONNE IN RIVOLTA<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Talk<\/em><em> <\/em><em>+<\/em><em> <\/em><em>proiezione<\/em><em> <\/em><em>documentari<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con<\/em><em> <\/em><em>Benedetta<\/em><em> <\/em><em>Barzini<\/em><em>, introduzione di <\/em><em>Stefania<\/em><em> <\/em><em>Seoni<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 20.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Cos\u2019\u00e8 un\u2019immagine? Un ricordo, una trappola, una costruzione? Un ritratto fedele o un tradimento sottile?<\/p>\n\n\n\n<p>In questo incontro speciale, tra cinema e parola, proviamo a rispondere partendo da una figura che da sempre si muove tra rappresentazione e rottura: Benedetta Barzini. Prima grande modella italiana icona degli anni 60, musa di fotografi e artisti, ma soprattutto femminista militante, intellettuale, docente e dissidente dell\u2019immaginario, Barzini \u00e8 in continua lotta con un sistema di sfruttamento e oggettificazione femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>A seguire, la visione del documentario \u201cLa scomparsa di mia madre\u201d, realizzato dal figlio Beniamino Barrese. Un tentativo struggente di trattenere ci\u00f2 che la madre desidera cancellare: la propria immagine. A 75 anni, Barzini decide di scomparire, allontanarsi dal rumore, dai riflettori, dal mondo che l\u2019ha usata e idolatrata. Ma anche di lasciare un\u2019eredit\u00e0 di pensiero che fa tremare ogni cornice.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> <\/em><em>Ticket<\/em><em> <\/em><em>5<\/em><em> <\/em><em>euro<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>ORPHICA<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><em>Inaugurazione dell\u2019installazione di Martina Marasciuolo <\/em><em>Visitabile fino al 12 ottobre<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ore 23.30<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>&#8220;Orphica&#8221; nasce come un&#8217;indagine sul tarantismo, rito di guarigione collettiva in cui il dolore individuale veniva esorcizzato attraverso il movimento, la musica e la partecipazione della comunit\u00e0. In questa installazione, il tarantismo diventa una lente per interrogare il presente: il corpo \u00e8 posto al centro come veicolo di trasformazione, ma anche come creatura irregolare, spezzata, mostruosa. Le figure convulse, deformate e spasmodiche si rivelano come corpi queer, mostri necessari che si materializzano su tessuti e plastiche sospese, membrane semi trasparenti che diventano soglie tra visibile e invisibile, tra umano e inumano. Lo spazio si trasforma cos\u00ec in un organismo vivo, abitato da ombre e incubi corporei che reclamano dignit\u00e0 e ascolto. Non c\u2019\u00e8 inizio n\u00e9 fine: solo un eterno presente in cui la danza mostruosa diventa rituale politico, capace di trasformare la vergogna in potenza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Martina Marasciuolo costruisce un\u2019architettura fragile, in cui ogni frammento \u00e8 vivo. Formatasi tra Corato e l&#8217;Accademia di Carrara, la sua ricerca unisce scultura, video, suono e memoria rituale, esplorando il corpo come battaglia, come invocazione, come soglia da attraversare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&gt;<\/em><em> Ingresso gratuito<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Svergognat* Festival<\/strong>: <strong><em>la rivelazione del mostro<\/em><\/strong>, tre giorni di eventi, proiezioni, performance, talk, intorno alle varie sfumature di significato della parola \u201cmostro\u201d: il mostro visto in se stessi (disturbi alimentari; disforia di genere), il mostro visto nell\u2019altro (estetica, sessualit\u00e0, stampa e femminicidi).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Biglietteria<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per gli spettacoli gratuiti l\u2019accesso \u00e8 libero e non \u00e8 richiesta la prenotazione. Per gli spettacoli a pagamento, il biglietto online ha il costo di 5 euro, al botteghino il costo \u00e8 di 7 euro. I biglietti sono acquistabili con prevendita su <strong>DICE<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>In alternativa, sar\u00e0 possibile acquistare i biglietti in loco nel giorno dello spettacolo, a partire da un\u2019ora prima dell\u2019orario di inizio della rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"767\" data-id=\"189342\" src=\"https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-1024x767.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-189342\" srcset=\"https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-1024x767.jpeg 1024w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-300x225.jpeg 300w, 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size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"189343\" src=\"https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-189343\" srcset=\"https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-560x420.jpeg 560w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-80x60.jpeg 80w, https:\/\/www.batmagazine.it\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/I-edizione-2-150x113.jpeg 150w, 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