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Frodi olio – Qualche furbo vuole depenalizzare?

15 Dicembre, 2015 | scritto da Redazione
Frodi olio – Qualche furbo vuole depenalizzare?
Economia
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Niente depenalizzazione( PER ORA ?) per le frodi nel settore dell’olio d’oliva. In questi giorni è infatti apparso, dal nulla, uno schema di decreto legislativo alle Commissioni Giustizia e Agricoltura di Camera e Senato per portare alcuni reati di rilevanza penale (come è previsto oggi) a semplici sanzioni amministrative, comprese alcune frodi nel settore dell’olio d’oliva.La norma, se approvata, rischierebbe di annacquare pesantemente il quadro di norme a tutela della qualità dell’olio introdotte in particolare con la cosiddetta “legge salva olio”. Con buona pace di coloro che le inchieste penali ci indicano come i responsabili di colossali frodi dell’olio extravergine consumatesi in questi anni ora tra i grandi marchi, ora tra commercianti e confezionatori del Sud (tra Andria, Monopoli, Grumo Appula, Calabria, Campania,etc.).
Cosa dice la prima firmataria di quella legge salva olio, una foggiana? “La legge approvata 2 anni fa – dice il vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, Colomba Mongiello (Pd) – è tuttora operativa ed è molto utilizzata da parte dei magistrati. Ma nonostante ciò ora scopriamo che le sanzioni penali rischiano di diventare in sanzioni amministrative. Un ridimensionamento non da poco. Se pensiamo che l’ultimo sequestro di Bari di olio contraffatto che vale 10 milioni di euro, farebbe scattare una multa di 9.500 euro. Una riduzione che difficilmente potrebbe scoraggiare i falsari. Inoltre se sei già stato sanzionato con l’ammenda non puoi subire un’altra sanzione penale. Nei prossimi giorni cercheremo di far capire che questo provvedimento è inopportuno e di convincere il Ministero a ritirarlo”. Il Governo però minimizza. “Il testo dello schema di decreto legislativo – si legge in una nota congiunta dei due dicasteri della Giustizia e delle Politiche Agricole – che detta alcune disposizioni sanzionatorie relative all’olio d’oliva non prevede alcuna depenalizzazione in materia di etichettatura e indicazione dell’origine: al contrario, aumenta fortemente le sanzioni amministrative e prevede ulteriori sanzioni per fattispecie nuove oggi non punite. Inoltre – si legge ancora nella nota – la prevalenza della norma penale verrà assicurata in ogni caso e senza dubbi anche chiarendo ulteriormente che, nel caso di individuazione di illeciti penali, le sanzioni amministrative non verranno applicate, in attesa degli esiti delle indagini penali”. Insomma almeno sulla carta il Governo “vuole integrare e irrobustire la “legge Mongiello”.
Vedremo.

Vincenzo Rutigliano
Agrisole/Il Sole24Ore

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