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Obesità infantile in Puglia: lo è un bambino su quattro

14 Marzo, 2016 | scritto da Nicola Liso
Obesità infantile in Puglia: lo è un bambino su quattro
Attualità
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Parte da Bari “Costruiamo il Futuro”, progetto articolato in 10 tappe che attraverserà l’Italia con l’obiettivo di supportare i pediatri nel loro compito di consulenti nutrizionali per i soggetti in età evolutiva. Circa 250 pediatri hanno discusso a Villa Romanazzi sull’eccesso ponderale infantile, ossia il peso fuori controllo, sulle sue inevitabili conseguenze a carico della salute, ma anche sulle possibili strategie per arginare questa minaccia, anzitutto attraverso un’alimentazione adeguata. L’iniziativa è stata organizzata in partnership dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e dalla Presidenza della Società Italiana di Pediatria (SIP).

La figura del pediatra è di importanza strategica, perché è in grado di orientare le scelte alimentari del neonato e del bambino e quindi di incidere sull’educazione alimentare di tutta la famiglia. Per questo i pediatri possono giocare un ruolo cruciale nella prevenzione dell’obesità infantile, patologia che secondo i dati più recenti interessa solo in Puglia 100.000 bambini”, dichiara il Dr Ruggiero Piazzolla, pediatra di famiglia di Barletta e referente Nazionale Area Nutrizione della Fimp. “Per far fronte a questa vera emergenza sanitaria – aggiunge – occorre ripensare all’educazione alimentare nel suo complesso, ma è assodato, solo per proporre qualche esempio concreto, che un eccesso di proteine rispetto ai quantitativi consigliati, il consumo di bevande zuccherate e la scarsa presenza di frutta e verdura nella dieta sono sicuramente i principali ‘accusati”.

Per un approccio globale al problema dell’obesità infantile e per implementare strategie di prevenzione davvero efficaci, è fondamentale ricordare che l’alimentazione durante i primi mesi di vita del bambino può influenzare il suo futuro rapporto col cibo”, evidenzia il professore Fabio Mosca, Direttore Unità Operativa di Neonatologia e TIN della Fondazione IRCCS Ca’ Grande Ospedale Maggiore-Policlinico, Università degli studi di Milano. “Persino le abitudini alimentari della madre in gravidanza e del bambino nei primi mesi di vita possono influenzare la salute futura, interferendo con la suscettibilità allo sviluppo di numerose malattie in età adulta, aprendo la strada a potenziali nuovi approcci preventivi e/o terapeutici. Pertanto – conclude Mosca – occorre porre un’attenzione continua all’alimentazione dei bambini ed i primi 1000 giorni di vita sono fondamentali per lo sviluppo evolutivo”.

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