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Cantieri navali. “Uno storico settore dell’economia non può morire”

30 Giugno, 2016 | scritto da Antonella Loprieno
Cantieri navali. “Uno storico settore dell’economia non può morire”
Attualità
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Intervento dell’ex sindaco che ricorda la puntuale attività di ricognizione per la prima volta effettuata sulle aree proprio per individuare le criticità e porvi rimedio attraverso investimenti privati e pubblici

“Esprimo il mio dispiacere e la mia vicinanza agli operatori dei nostri cantieri navali che tra mille difficoltà tengono in piedi uno storico settore dell’economia cittadina”. Così l’ex sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, raggiunta dalla notizia del sequestro dell’area cantieri disposta dalla Asl. Il Comune di Molfetta con atto di indirizzo n. 58 del 19/03/2015 e poi con un incarico professionale aveva disposto la ricognizione e il censimento delle aree dei cantieri navali in località “Spiaggia Maddalena” sulle quali operano in concessione gli operatori, che devono provvedere alle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
“Non abbiamo mai girato la testa dall’altra parte. Per la prima volta nella storia cittadina il Settore Territorio ha censito e sistemato le concessioni cantieristiche, operatore per operatore, e ha avviato in collaborazione con l’ing. Francesco Samarelli una ricognizione dell’area cantieri, suppigna per suppigna, centimetro per centimetro, perfino attraverso l’uso di un drone, per valutare nel dettaglio le criticità ed eventuali interventi da fare. Il lavoro di ricognizione è terminato a febbraio 2016 e, a seguire, il settore Lavori Pubblici, ha programmato già i primi interventi sulle reti pubbliche di acqua e fogna, la cui copertura è assicurata da uno stanziamento in bilancio. Lo stesso studio è stato alla base del lavoro di riprogettazione del waterfront effettuato attraverso il concorso European, con l’intento di recuperare alcune strutture e restituirle alla città”.
“Costante – conclude Paola Natalicchio – è stato il dialogo con gli operatori, che si sono mostrati disponibili a collaborare nel ridurre i rischi e nel mettere in campo interventi di messa in sicurezza. Dopo decenni di inerzia sui cantieri era stato avviato un percorso virtuoso e proprio ora si decide di chiudere. E’ necessaria l’immediata attivazione di tutte le componenti istituzionali per lavorare, da subito, alla tempestiva riapertura e ripresa delle attività. I cantieri navali non possono morire”.

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