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Elia Aggiano domina la “Gran Fondo” città di Andria

12 Giugno, 2018 | scritto da Nicola Liso
Elia Aggiano domina la “Gran Fondo” città di Andria
Sport
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Festa dello sport e del ciclismo su strada sulle vie della Murgia. È questo in estrema sintesi il carattere distintivo della 2^ Gran Fondo Città di Andria, la tappa del Giro dell’Arcobaleno organizzata dal team MM Bike di Giuseppe Muraglia e Michele Maggese e dedicata alla memoria del Cavalier Leonardo Sanguedolce.

In 400 si sono presentati ai nastri di partenza della gara, confermando il trend della prima edizione, trovando un percorso perfettamente presidiato e messo in sicurezza dallo staff della MM Bike, anche nelle zone più lontane dell’Alta Murgia raggiunte dal tracciato (come Montegrosso e Minervino). 107 i km per complessivi 1255 metri di dislivello su e giù per le colline murgiane di Montegrosso, Minervino e Spinazzola, un percorso altimetricamente mosso, sul quale, come sempre, il livello effettivo di difficoltà è stato dettato dai ciclisti e non (solo) dai metri di dislivello. Assente eccellente (per fortuna) il vento.

Dal punto di vista agonistico la gara ha preso sin da subito una svolta decisiva. Sulla prima ascesa, composta di tre strappi intervallati da brevi falsopiano, Giuliano Gaeta e Andrea Tritto hanno forzato i tempi, allungando e sgretolando il folto gruppo. La loro azione si è dimostrata decisiva per risucchiare altri 7 elementi subito dopo lo scollinamento, raggiunti poco dopo da Elia Aggiano e Antonello Cardone, che con un’azione di forza si sono portati sulla fuga.

Il gruppo risultava così composto da 11 unità, due a testa per il Pedale Elettrico(Lucarelli e Garofalo), Ciclo sport 2000 (Cardone e Zizzi), F.lli Losacco Magaletti(Tritto e Cazzolla) e Piconese Melendugno (Curto e Quaranta), uno per MM Bike(Campanile) e Ciclo Sport Modugno (Gaeta). Tutti gli ingredienti per procedere di buon accordo, intesa che è decisamente mancata tra gli inseguitori, sia per il percorso difficile da interpretare, sia anche per la presenza di troppi galli nel pollaio (Maggese, Greco, Larossa), ottimi velocisti per i quali il traguardo di via Castel del Monte calzava a pennello. Così km dopo km il distacco si è dilatato, sino a cristallizzarsi sui tre minuti, invariato anche dopo l’ascesa più lunga di giornata, l’afosa salita del Cavone dove nemmeno le alte pareti di roccia hanno potuto offrire un sollievo dal caldo estivo.

Con questi presupposti ci si è giocato tutto allo sprint. Ad essere decisiva la secca curva a destra ai 300 metri da traguardo. Elia Aggiano la prende in testa, osando una traiettoria al limite. È il momento decisivo, si crea un buco, Valerio Garofalo (M1) spinge sui pedali per rientrare, ma i metri di gara sono finiti. La 2^ GF di Andria è di Elia Aggiano (M4). Leggermente staccati giungono gli altri componenti della fuga, regolati da Antonello Cardone (ELMT) su Bartolomeo Lucarelli (M1). Media della corsa: 38,07 km/h. Una gara tiratissima, dunque, conclusasi con una volata magistrale. Per Elia Aggiano, che torna all’appuntamento con il gradino più alto del podio, una vittoria nel tuo stile, una vittoria da velocista consumato. Degli atleti di casa in evidenza Nicola Campanile (MM Bike Andria), che non essendo un velocista si è dovuto accontentare della 7^ piazza. Fuori dalla fuga decisiva, arrivato con il secondo gruppo inseguitore, Michele Maggese.

Tra le ragazze prova di forza di Elena Cairo (Terùn Scalea), per gran parte della gara in fuga con il gruppo dei ragazzi in testa alla gara. Ma la sua non è stata una passeggiata, visto che nell’ultimo terzo di gara è stata riagganciata dalla tenace Caterina Bello (Cicli sport 200 focus), autrice di un formidabile inseguimento. Le due se la sono giocata in uno sprint serrato e per un soffio l’ha spuntata la Cairo. Terzo gradino del podio per Cinzia Tarantini (Pedale Elettrico).

Nelle singole categorie hanno trionfato Andrea Di Bisceglie (All Bike Ruvo – JMT), Gianluca Farano (Team Fieramosca Barletta – M2), Domenico Sporteli (Amatori Putignano – M3), Angelo Giornetta (Daunia Cycling – M5), Giorgio Bartolomeo (F.lli Losacco Magaletti Bike 2000 – M6), Antonio D’Aversa (Carbinia Bike – M7), Michele Moscarelli (Team Fieramosca Barletta – M8), Rosa Colasuonno (Pedale Elettrico – W2).

Al termine della gara è arrivato il momento dell’attesa festa, con le ricche premiazioni allestite grazie all’ampio parterre dei sponsor e il pasta party dedicato anche ad accompagnatori e famiglie. L’occasione buona, davanti a un buon bicchiere di vino, per raccontarsi a vicenda le imprese della corsa, gli inseguimenti vani e le sfide in salita. E perché no, darsi appuntamento al prossimo anno sulle strade della Murgia.

Elia Aggiano (Airone Leo Construction – vincitore): «È stata una bela manifestazione anche perché l’ha organizzata il mio amico Giuseppe Muraglia, quindi è una vittoria che vale doppio. La dedico a lui e tutti gli organizzatori, perché è difficile oggi organizzare gran fondo con tutti i problemi che ci sono sulle strade. La gara è andata bene, perché siamo andati in fuga e collaboravamo di buona lena, poi da ultimo chi è più forte, più fortunato vince. Oggi è toccato a me e sono felice».

Valerio Garofalo (Pedale Elettrico – secondo): «Oggi un po’ meno fortunato di Foggia, sono partito in ritardo perché l’ultima curva era viscida, ho perso un po’ il controllo della ruota e ho perso quei metri che si sono rivelati decisivi. La rimonta era quasi riuscita sulla linea d’arrivo ma va benissimo così, dietro un ottimo amico di fuga e un gran corridore. Oggi è stata una gara all’attacco, abbiamo onorato al meglio la gara di oggi con me e Bartolo davanti. La gara è andata in porto, ma resta l‘amaro in bocca per il secondo posto. Che dire, sarà per la prossima».

Antonello Cardone (Ciclisport 2000 focus – terzo): «Gara dura sin dall’inizio. Sono andati via i primi quasi da subito, dopo con Aggiano siamo riusciti a rientrare su uno strappo duro e ci siamo accodati. Abbiamo collaborato, gli ultimi dieci km sono stati scatti e controscatti, ho provato a far vincere il mio compagno di squadra perché nell’ultima gara mi ha lasciato la vittoria e oggi toccava a lui. Ma all’ultima curva si è creato un piccolo buco che non sono riuscito a ricucire. È stata una prova di tenacia, oggi, è stata comunque una giornata all’insegna del coraggio e della tenacia, perché per rientrare sulla fuga, essendoci già il mio compagno di squadra, ho dovuto attendere l’iniziativa di qualcuno. E per fortuna ci ha provato Elia Aggiano».

Michele Lopetuso (assessore allo sport Città di Andria): «Oggi Andria ha dimostrato meravigliosamente che si può ospitare una gran fondo di ciclismo con tanti partecipanti e tanto senso civico. Eravamo certi, anche perché siamo alla seconda edizione, non possiamo dimenticare il cav. Leonardo Sanguedolce, imprenditore da sempre vicino alla bicicletta. Già l’anno scorso abbiamo dato il nostro supporto e non potevamo mancare quest’anno e per le gare future. Un gran bel percorso che ha attraversato la nostra Murgia e i cittadini continuano a essere disponibili. Il legame della città di Andria con le due ruote è importante, anche per il fuoristrada, questo tipo di manifestazione alza un po’ il livello perché arrivano ciclisti da tutte le parti d’Italia e noi siamo ben lieti che scoprano il nostro territorio e i nostri percorsi».

Luca Sanguedolce (figlio del cav. Leonardo e manager Caseificio Sanguedolce): «Grande emozione la gara dedicata alla memoria di mio papà. Questa è la seconda edizione, ho la pelle d’oca. Il legame con il ciclismo è nato scherzando una decina di anni fa, quando ho iniziato a pedalare. Mi sono innamorato della bici, anche se mio padre era già vicino al settore da molto più tempo di me».

Giovanni Sardone (MM Bike – presidente onorario): «Lo spirito di squadra e l’efficienza di questi ragazzi ci proietteranno nel futuro a fare grandi cose. Abbiamo grandi programmi, desideriamo fare sempre meglio e tanto. E grazie alla città di Andria per la collaborazione all’iniziativa. Oggi nonostante il percorso attraversasse le popolose campagne e una parte strategica della cittadina ho visto molto senso civico e rispetto delle regole, collaborando con chi fa il servizio d’ordine. Tutto bello, una grande festa».

 

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