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Bari – Studentessa picchiata da ex marito

2 Febbraio, 2019 | scritto da Alessandra Zaccagni
Bari – Studentessa picchiata da ex marito
Cronaca
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Si chiama Megane Deutou, classe 1995, origini camerunensi.

Da un anno studia lingue straniere all’Università di Bari il 31 gennaio è stata picchiata dal suo ex marito, coetaneo 24enne di origini baresi, anch’egli studente.

Il ragazzo, testimonia Megane, non si sarebbe rassegnato alla fine della loro storia e ieri, dopo ripetuti attacchi fisici e psicologici e dopo esser stato denunciato dalla ex moglie per molestie, sarebbe scoppiato in un exploit d’ira: la studentessa ha subito un pestaggio a cielo aperto, la sua testa è stata sbattuta ripetutamente contro la portiera dell’automobile dell’ex marito, il suo viso tumefatto da pugni e schiaffi.

Ho finito mio compito. La polizia si occuperà del tuo caso ora” questo il messaggio di Megane all’uomo che diceva di amarla e che ha rischiato invece di ucciderla, prendendo possesso del suo corpo e facendone un oggetto su cui sfogare le proprie frustrazioni con violenza, rabbia, disumanità.

Megan, mostrando una dose di coraggio ben fuori dal comune, ha postato le foto post-violenza sui social, incontrando la solidarietà di tante associazioni studentesche dell’ateneo barese e non soltanto.

Una scelta indubbiamente controversa, ma che mostra la volontà di una donna di non nascondersi al mondo, di non nascondere neanche dinanzi alle autorità giudiziarie la sua volontà di riscatto, di giustizia.

Un presidio davanti alla sede del Comune di Bari è stato organizzato dagli amici di Megane per chiedere risposte concrete da parte delle autorità, che poco o nulla hanno fatto a seguito della denuncia sporta dalla studentessa in merito ad atti persecutori dell’ex marito.

Una sequenza di eventi che ormai sembra essere diventata prassi quella che vede le donne vittime di violenza da parte di ex compagni, fidanzati o mariti che tentano, in modo discutibile e violento, di rivendicare il loro amore. Una prassi la cui ombra incombe anche sulle autorità giudiziarie che quasi sempre archiviano ufficialmente ed ufficiosamente le ormai migliaia di denunce che donne vittime di violenze fisiche e piscologiche sporgono nei confronti di questi individui che non possono essere chiamati uomini, ma soltanto banali ometti.

 

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