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“Striscia” critica la giornalista Botteri. Hunziker risponde: “E’ solo satira!”. Chi ha ragione?

3 Maggio, 2020 | scritto da Angela Ciciriello
“Striscia” critica la giornalista Botteri. Hunziker risponde: “E’ solo satira!”. Chi ha ragione?
Attualità
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Un pezzo di satira, andato in onda lo scorso 24 aprile su Canale 5 durante il programma “Striscia la Notizia”, ha visto coinvolta la giornalista RAI Giovanna Botteri.

Rinomata per la sua semplicità nel presentarsi quotidianamente sugli schermi degli italiani come corrispondente RAI durante i collegamenti dalla Cina, la giornalista Giovanna Botteri è stata oggetto di satira proprio per la sua mise non proprio all’ultimo grido.

“Ad ogni collegamento dalla Cina, la corrispondente sfoggiava il medesimo abito nero”: queste le parole pronunciate da Michelle Hunziker durante il servizio di “Striscia”.

Il Tg satirico ha raccontato il body shaming subìto dalla Botteri sui social, ironizzando ulteriormente sul fatto che la giornalista non sia solita andare in onda con un trucco marcato ed un abbigliamento al passo coi tempi.

La risposta della Botteri non è tardata ad arrivare.

In un intervento pubblicato sul sito e sui social dell’Usigrai, la giornalista ha risposto così: “Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi. Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne”.

Ed è proprio su questo argomento che noi vogliamo porre l’attenzione.
Molto spesso i media, riflesso di ciò che la società attuale richiede e vuole vedere, selezionano le giornaliste anche per il loro aspetto fisico ed estetico, tralasciando talvolta anche il fattore principale, ovvero la professionalità.
Sempre più sottile è diventata la linea che separa il giornalismo dal mondo dello spettacolo, ma una giornalista non dev’essere necessariamente una presentatrice, così come una showgirl non può fare la giornalista dal momento che si tratta di un’altra professione con tanto di regole, controlli e tutele da parte di un Ordine nazionale.

A tal proposito viene spontaneo porre alcuni interrogativi.

“Il giornalista può essere anche un uomo/donna dello spettacolo?”
Si, sicuramente, ma i due profili possono anche non collimare.

Attualmente sono oggetto di scherno tutte quelle pochissime, ormai potremmo chiamarle “mosche bianche”, giornaliste non proprio vittime della moda e di un mondo dedito all’apparire.
Una giornalista è prima di tutto una professionista che deve saper svolgere il proprio lavoro.

Tra le figure femminili che svolgono questa professione si distingue anche Lucia Annunziata, altra donna che sicuramente non mette al primo posto l’essere piacente, non soltanto esteticamente, ma anche verbalmente; è una donna senza peli sulla lingua.

“Quante giornaliste oggi possono permettersi di essere se stesse e di mostrarsi come meglio credono?”
“Quante TV selezionano la figura femminile del giornalista a prescindere dal loro aspetto fisico, e valutano invece soltanto fattori legati alla preparazione, competenza e professionalità?”
“Qual è lo stato di salute del giornalismo oggi?”

E’ chiaro che “Striscia la notizia”, in quanto programma satirico non abbia detto né più né meno di quanto dica ad altri personaggi oggetto di satira durante la sua trasmissione, ma la risposta della Botteri dev’essere motivo di riflessione per quello che oggi la tv italiana trasmette e lancia ancora come messaggio e prototipo ideale di donna. La sua, forse, è anche una scelta per andare controtendenza rispetto ai canoni nazionali, forte della sua preparazione ed esperienza pluriennale sul campo.

La donna in quanto tale dev’essere libera di esprimersi nei diversi ambiti lavorativi e non necessariamente dobbiamo essere sempre donne piacenti!

Ecco perché alla domanda “Chi ha ragione?”, noi rispondiamo: “Entrambe, ognuna nel suo ambito!”.

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