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martedì, 16 Aprile 2024
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Laurea al tempo del Coronavirus: spinazzolese discute la tesi del Master in diretta da Londra

Lo scorso aprile, durante il lockdown, il ventiseienne spinazzolese, Fabio Ramundo, ha discusso in diretta da Londra la tesi a completamento del Master di II livello in Architettura Digitale dell’Università IUAV di Venezia.

Come progetto di tesi, ha realizzato un racconto di quella che era Spinazzola all’inizio del ‘900, utilizzando come spunto fotografie e cartoline storiche sopravvissute ai decenni e arrivate sino ai giorni nostri. Con un elaborato dal titolo “Rebuilding the unbuilt – Fotografie di inizio ‘900”, il neodottore ha utilizzato le immagini del passato come base per la ricostruzione di ciò che è stato demolito o modificato nel corso dei decenni.
Ad essere ricostruito in 3D è stato il centro di Spinazzola così com’era all’inizio del secolo scorso. La modellazione ha tenuto conto di particolari dettagli come i lampioni, le chianche della strada, le decorazioni della chiesa del Purgatorio e le campane della Torre dell’orologio, oltre agli edifici stessi, gli alberi e le ringhiere.

Successivamente, dal modello 3D sono state ricavate delle immagini digitali fotorealistiche che raffigurano, a colori e in alta definizione, quello che era il centro del paese all’epoca. Il lavoro prodotto dal laureato ha portato all’attenzione della commissione costumi e tradizioni del passato, alcune delle quali sono ancora presenti nella vita cittadina spinazzolese, come la storica processione per la Madonna del Bosco.
“Il pubblico che ho scelto per la storia che voglio raccontare è composto principalmente dagli spinazzolesi e da chi ha un legame con Spinazzola, persone in cui le immagini che ho prodotto possono suscitare maggiormente delle emozioni e riportare a galla ricordi di infanzia o comunque del passato” – ha espresso Fabio.

Infatti, una storia d’altri tempi ha preso vita con lo sfondo di Piazza Ferrer (così era chiamata l’attuale Piazza Plebiscito): una famiglia che, in seguito a problemi finanziari, è costretta a lasciare il paese, i contadini che espongono sulle loro bancarelle i prodotti di giornata, il “beccaio” ossia il macellaio che lavora nella sua bottega, alcuni uomini che hanno comprato il giornale in edicola e passeggiano sulla piazza, le donne che stendono il bucato sul terrazzo, il prete che si affaccia da quella che tutt’ora è conosciuta come la casa del clero.
Tutto avviene sotto la supervisione della possente statua di Garibaldi, che oggi si trova nella Villa Cappuccini. Le immagini presentate in videoconferenza sono state accuratamente descritte e particolarmente apprezzate dai professori che hanno giudicato il lavoro “più che eccellente”.

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