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sabato, 5 Dicembre 2020
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Canosa – Festa di San Sabino senza bancarelle. Montaruli: “Siamo estenuati. Sventato anche tentativo di suicidio di un ambulante”

Lo ha dichiarato il leader sindacale pugliese Savino Montaruli, sempre presente in tutte le manifestazioni, dopo le tantissime iniziative sindacali a difesa anche di questo Comparto

La Festa Patronale a Canosa parte con luminarie, maxi schermo in piazza, struscio e passeggio ma senza bancarelle.
Non va giù agli Ambulanti delle Feste Patronali la decisione del sindaco di Canosa, Roberto Morra, di non concedere l’apertura delle tradizionali bancarelle in occasione della Festa Patronale, nonostante le linee guida della Regione Puglia lo consentano e il Governo abbia dato da tempo il via libera anche a queste attività tradizionali.

Una manifestazione di disagio che è stata rappresentata proprio nel corso dello svolgimento della Festa Patronale. Mentre in piazza un enorme maxi schermo, a volume altissimo attirava l’attenzione di tantissima gente; mentre l’area pedonale era gremita di passeggiatori gli Ambulanti della Festa, con le loro famiglie, genitori anche anziani, bambini al seguito hanno esposto dei cartelli con su scritto: “Festa Patronale senza Bancarelle, pregate anche per noi e per le nostre famiglie. Non siamo Invisibili”, hanno poi dialogato con i cittadini che sono stati solidali con loro.

“Un messaggio eloquente e chiaro rivolto alle Istituzioni in cui nessuno più crede e le quali chiudono gli occhi di fronte ad eventi privati ma anche alle pubbliche dimostrazioni di assembramenti mentre stanno facendo delle Fiere e delle Feste commerciali un capro espiatorio, procurando enormi danni economici e morali ad una Categoria che vive esclusivamente di quel sostentamento e che non lavora da novembre dello scorso anno”.

Lo ha dichiarato il leader sindacale pugliese Savino Montaruli, sempre presente in tutte le manifestazioni, dopo le tantissime iniziative sindacali a difesa anche di questo Comparto.
“Siamo davvero estenuati, sfibrati e delusi da questo atteggiamento persecutorio esclusivamente nei confronti di questa Categoria storica e antica.
Maestri dell’arte del torrone, dei dolciumi, dei giocattoli e articoli tradizionali messi alla gogna e fatti passare quali untori del contagio.

Una vergogna di cui le istituzioni devono prenderne atto. Un fallimento che riguarda l’intera società ed anche quel mondo politico e polisindacale asservito che non ha speso una sola parola nei confronti di questa Categoria, tranne che qualche isolato messaggio privato. Un tentativo di distruzione di un intero settore commerciale che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio. Un atteggiamento delle istituzioni disumano e sconcertante e di questo ci lamentiamo ufficialmente e formalmente con quelle stesse Istituzioni che rispettiamo ma nelle quali non crediamo più.

Come CasAmbulanti e UniPuglia continueremo a stare vicini alla Categoria ed a formulare proposte risolutive. Se a Canosa e negli altri comuni – continua Montaruli – avessero almeno avuto il buon senso e l’umiltà di ascoltarci avremmo dimostrato che lo struscio incontrollato di migliaia di persone sul corso principale a San Sabino di Canosa sarebbe stato molto più sicuro con i nostri presidi e la nostra organizzazione, contemperando il diritto alla salute con quello al lavoro.
Siamo delusi e amareggiati ma per nulla sconfitti né rassegnati.
Nei prossimi giorni, dopo Barletta, dopo Trani, dopo Margherita di Savoia e Canosa sarà la volta di Bisceglie dove si sta consumando un’estrema illegittimità con un bando di concordo pubblico già espletato, i posteggi già assegnati e il diniego del diritto al lavoro.

Non escludiamo denunce alle Autorità giudiziarie, anche alla luce del gesto estremo tentato da un nostro amico ambulante, che fortunatamente grazie all’intervento dei colleghi e degli agenti della Polizia di Stato è stato sventato a Canosa.
Un tentativo di suicidio rispetto al quale, anche in questo caso, le Istituzioni se ne sono altamente fregate” – ha concluso Montaruli, il quale ha trasmesso la presente nota stampa anche alla Prefettura affinché rappresenti questo dramma al Ministro dell’Interno Lamorgese, perché non si pianga dopo, dopo l’irreparabile.

Proprio al Prefetto, tramite il Commissario di P.S. di Barletta, era stato chiesto un incontro di conforto che neppure è mai stato concesso. “Aggiungere altro è superfluo ed inutile”.

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