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venerdì, 5 Marzo 2021
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Andria – La guerra degli ambulanti: a San Riccardo c’è il mercato, ma non la Festa Patronale

Monataruli (Unibat): "Commissario Straordinario venuto da lontano che probabilmente, per forza di cose, non conosce il senso di quella Festa"

Ad Andria è guerra tra gli Ambulanti.
“Il lunedì di San Riccardo il mercato sì, la Festa Patronale invece no.
Una Festa soppressa nonostante i fondi regionali stanziati proprio per il suo svolgimento e l’emanazione delle linee guida regionali”.

Non va giù la decisione del commissario straordinario di sopprimere la festa commerciale di San Riccardo che, per tradizione, rappresenta anche un importante momento economico per l’indotto che riesce a sviluppare. Nei tre giorni di Festa Patronale la città federiciana, infatti, diventa il fulcro dell’eccellenza enogastronomica con in testa i Maestri dell’Arte dolciaria, del torrone. Famiglie che sono diventate punto di riferimento in tutta Italia ma che si vedono negare il Diritto al Lavoro nella loro città.

Sono adirati da CasAmbulanti. L’Associazione Autonoma maggiormente rappresentativa dichiara: “Il commissario straordinario dichiari espressamente quale sia la differenza tra il mercato con quasi 600 operatori e la Festa Patronale commerciale in corso Cavour. Sarebbe stato semplicemente un prolungamento delle bancarelle in perfetta continuità. Una scelta penalizzante ma anche umiliante per tutti gli Ambulanti che hanno maturato presenze quindi diritti acquisiti che ad Andria vengono violati.

E non si venga a parlare di assembramenti perché in questo periodo elettorale, che per fortuna è alle nostre spalle viste le televendite politiche pubbliche che si sono consumate in una città declassata a masseria, oltre i recinti è accaduto di tutto e quasi tutti hanno fatto finta di niente. Pare che il Virus sia razzista: ostile con gli Ambulanti ma simpatico e compiacente con i politicanti”.

Il Presidente UniBat, Savino Montaruli aggiunge: “Far svolgere la Festa Patronale commerciale, in continuità con il mercato settimanale, sarebbe stato un bel gesto di vicinanza da parte delle Istituzioni ad una Categoria che è ferma da novembre scorso. Ma cosa può capirne un commissario straordinario venuto da lontano che probabilmente, per forza di cose, non conosce il senso di quella Festa, di quella Tradizione così come credo non possa lontanamente immaginare quanto fortissima possa essere l’umiliazione subita da questi Artisti dell’Arte dolciaria e del commercio su aree pubbliche.

Non sentivamo proprio il bisogno che venisse qualcuno a mettere tensione tra la Categoria e creare dissidi tra Ambulanti dei mercati ed Ambulanti delle Feste e Fiere. Siamo davvero delusi e sconfortati, avviliti. Evidentemente in questa città ci si è troppo abituati a frequentare i salotti nemmeno tanto buoni e il fatto che anche gli aspiranti alla carica di sindaco e quasi tutti gli oltre seicento pretendenti al trono di Palazzo San Francesco e loro galoppini polisindacalisti non abbiano speso una sola parola per approfondire la delicata tematica, la dice lunga di quanto questa città sia diventata un vero teatrino dove ad ognuno è stata assegnata una parte.

Una misera, becera particina pur di stare sul palcoscenico dell’effimero e spesso del nulla” – ha concluso Montaruli nel suo appassionato ma durissimo intervento.

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