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martedì, 5 Marzo 2024
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Il colonnello Andrei al comando del gruppo della Bat, gli auguri di buon lavoro della Cgil

Biagio D'Alberto: "Avanti su questa strada per completare la nostra eterna incompiuta. La politica rivendichi ciò che manca"

Nella Bat si sta istituendo il Gruppo dei Carabinieri provinciale al capo del quale è stato nominato il tenente colonnello Alessandro Andrei che si è insediato nei giorni scorsi.

Una bella notizia che fa il paio con un altro arrivo tanto atteso, quello cioè del nuovo Questore ad Andria, il dott. Roberto Pellicone.
“Al comandante Andrei vanno innanzitutto gli auguri di buon lavoro da parte del nostro sindacato, una presenza che dà una risposta ad una necessità che il territorio esprime perché per troppo tempo dipendente da altri territori in termini di rappresentanza. È chiaro che, dopo Pellicone e Andrei possiamo cominciare a dire che la strada imboccata sembra essere quella giusta e a sperare sul fatto che l’eterna incompiuta possa cominciare ad essere veramente completata” – commenta Biagio D’Alberto, segretario generale Cgil Bat.

“Ora manca all’appello la Guardia di Finanza, per completare l’assetto delle forze dell’ordine, oltre naturalmente a tutta una serie di altri uffici periferici dello Stato che di volta in volta ricordiamo, un elenco lungo che (pur di passare per noiosi) vogliamo ripercorrere: non c’è il Provveditorato alle Opere Pubbliche, la Ragioneria provinciale dello stato, l’Ufficio Scolastico Provinciale, l’Ispettorato Provinciale del Lavoro e neanche la Motorizzazione civile.

Ricordiamo tutto ciò che manca per il semplice motivo che siamo convinti dell’importanza di tenere acceso un faro sull’idea della rivendicazione. Non c’è ma non è detto che non ci debba essere, anzi. I cittadini della Bat hanno bisogno al pari dei cittadini di tutte le altre provincie italiane di questi servizi importanti. La più giovane delle province pugliesi ha ormai più di 15 anni, è davvero il caso di completarla così come è il caso che la politica se ne accorga e dia il suo contributo” – conclude D’Alberto.

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