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sabato, 15 Giugno 2024
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Bat – Covid, il nuovo farmaco per i pazienti fragili: le prime somministrazioni a Barletta

Anche nella Asl Bt da ieri è disponibile il nuovo anticorpo monoclonale intramuscolare anti Sars-CoV-2 Evusheld per dare una ulteriore forma di protezione ad alcune categorie di pazienti fragili

Con le prime somministrazioni effettuate ieri all’ospedale Dimiccoli di Barletta, anche nella Asl Bt da ieri è disponibile il nuovo anticorpo monoclonale intramuscolare anti Sars-CoV-2 Evusheld (composto da tixagevimab e cilgavimab) per dare una ulteriore forma di protezione ad alcune categorie di pazienti fragili.

Il farmaco – a seguito dell’autorizzazione dell’AIFA – trova indicazione nella profilassi primaria delle persone immunodepresse non responsive ai vaccini anti Covid. Gli studi condotti indicano che Evusheld riduce dell’83% il rischio di sviluppare la malattia in forma sintomatica per almeno sei mesi dopo una sola dose. Questo nuovo monoclonale rappresenta un ulteriore strumento innovativo da affiancare alla campagna vaccinale.

A ricevere il farmaco per prima è stata la signora Sabatina, 80 anni di Minervino. “Ho fatto le tre dosi di vaccino e ora su indicazione dei miei medici sto facendo questa somministrazione – ha raccontato – ho sempre avuto molta fiducia nei loro confronti. Mi hanno chiamata e ho subito accettato, dobbiamo difenderci dal Covid con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione”. 

La Asl Bt, grazie al lavoro congiunto delle unità operative di Malattie infettive, Laboratorio analisi ed Ematologia con Trapianto, sta studiando le risposte anticorpali dei pazienti immunocompromessi per valutare la possibilità di somministrare Evusheld.

Essendo un farmaco preventivo, Evusheld risulta utile per chi non può vaccinarsi o per coloro i quali il vaccino potrebbe non aver generato una sufficiente risposta immunitaria.
È il caso di soggetti adulti ed adolescenti di età pari o superiore a 12 anni con un controllo sierologico completamente negativo (anticorpi IgG anti-Spike negativi) che presentano dei fattori di rischio quali ad esempio immunodeficienze combinate gravi, compromissione del sistema immunitario che ha determinato mancata sieroconversione, pazienti trapiantati e con malattia onco-ematologica in fase attiva.

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