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martedì, 21 Maggio 2024
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Castel dei Mondi – Shakespearology, il monologo che sa tenere accesa l’attenzione

Con continue citazioni, Woody Neri racconta la biografia di sir Will, intervistato dalle voci fuoricampo di Daniele Villa, Sara Bonaventura e Claudio Cirri

Inizio col botto quest’anno per il festival Castel dei Mondi che propone in Shakespearology, del Teatro Sotterraneo, una chiacchierata impossibile con William Shakespeare in persona.

Il Bardo entra in scena con giacca lunga nera e con la immancabile gorgiera al collo, anch’essa nera per l’occasione.
Sulla sedia una chitarra, inizia a strimpellare “Are you lonesome tonight”, perché “tutto il mondo è un palcoscenico e ciascuno deve recitare la sua parte”, verso che Elvis inserì nel suo brano, citando “Come vi piace”.

Con queste continue citazioni, Woody Neri, del Teatro Sotterraneo, racconta la biografia di sir Will, intervistato dalle voci fuoricampo dei suoi compagni di viaggio Daniele Villa, Sara Bonaventura e Claudio Cirri, riuscendo a balzare agilmente tra l’Inghilterra del Seicento ed i giorni nostri.

Così possiamo ascoltare il famoso drammaturgo raccontare la sua di storia, figlio di un venditore di guanti di Stratford che mette in cinta una donna più grande di lui – e che diventerà sua moglie – che parte alla volta di Londra e, grazie alle sue abilità diplomatiche ma soprattutto artistiche, riesce a fondare una compagnia teatrale, i Lord Chamberlain’s Men, fino a diventare lo scrittore più importante del tempo.

E durante il racconto-intervista, ironizza sul nostro di tempo, sulla differenza tra il suo di teatro e quello di oggi, sui rifacimenti delle sue opere, imitando Mercutio in Romeo + Juliet di Baz Luhrmann, strimpellando persino Exit Music, sempre dallo stesso film, in un caleidoscopio di citazioni e rimandi, anche inventati talvolta, perché l’importante è sempre intrattenere il pubblico e divertirlo.

Shakespearology è un monologo godibilissimo, che riesce a tenere sempre accesa l’attenzione del pubblico, con tutti i trucchi e gli insegnamenti che il Bardo in persona insegna, ma che riesce a cambiare registro in pochi attimi, diventando improvvisamente cupo e malinconico, senza mai diventare pesante, riprendendo la verve iniziale con la stessa facilità con la quale era stata interrotta.

Un monologo capace di farci sognare, catapultandoci tra passato e presente in un sapiente mix di realtà e finzione, perché, in fin dei conti, “siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”. E qual è, forse, il sogno più grande? Probabilmente non è altro che quello di un ragazzo di provincia, di Stratford, anche un po’ eccentrico e pieno di vizi probabilmente, figlio di un guantaio, senza studi particolari, che parte alla volta di Londra, perché ha un talento particolare nello scrivere, ed in poco tempo diventa lo scrittore più famoso di tutti (i tempi).
Perché il teatro, sebbene sovvenzionato da ricchi, come Lord Chamberlain prima e re Giacomo dopo, resta sempre un’arte del e per il popolo.

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