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lunedì, 20 Maggio 2024
HomeAmbienteAndria è la 4^ città più inquinata d'Italia: prima in Puglia

Andria è la 4^ città più inquinata d’Italia: prima in Puglia

La città federiciana si posiziona alle spalle di Milano, Torino, Cremona e prima di Alessandria, Modena, Monza, Asti, Lodi e Verona per quanto riguarda l'emissione di polveri sottili nell'aria

Una terribile notizia della quale ne avevamo già parlato e di cui ne eravamo consapevoli.
Secondo l’ultimo report di Legambiente, Andria è tra le 10 città italiane più inquinate, precisamente quarta, alle spalle di Milano, Torino, Cremona e prima di Alessandria, Modena, Monza, Asti, Lodi e Verona.

Circa 75mila auto circolanti in tutto il territorio andriese è un dato, tra i tanti, davvero preoccupante. E in effetti i livelli di inquinamento atmosferico sono ancora troppo alti.

Nel report “Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi”, redatto e pubblicato nell’ambito della Clean Cities Campaign, i parametri investigati sono le polveri sottili (PM10 e PM2.5) e il biossido di azoto (NO2), tre dei principali inquinanti rappresentativi della qualità dell’aria di un territorio.

Lo afferma proprio l’associazione ambientalista, secondo cui nel 2022, 29 città italiane su 95 hanno superato i limiti giornalieri di PM10. I parametri consentiti dalla legge infatti ammettono solo 35 giorni all’anno di sforamento della media giornaliera di emissione di 50 μg/mc e una media annuale di 40 μg/mc. Le situazioni peggiori a Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti.

Sempre per il PM10, l’analisi delle medie annuali ha mostrato come nessuna di esse abbia superato il limite previsto dalla normativa vigente, ma ciò non è sufficiente per garantire la salute dei cittadini, in considerazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030Per il PM10, sarebbero infatti solo 23 su 95 (il 24% del totale) le città che non hanno superato la soglia di 20 µg/mc. 72 città sarebbero dunque fuorilegge.

Andria, nonostante sia sotto i limiti, risulta anche la città più inquinata della Puglia: l’emissione annuale di polveri sottili per il 2022 si attesta infatti sui 34 μg/mc, Barletta “solo” 28 μg/mc. Perciò per Legambiente sarebbe necessaria una riduzione del 41% di produzione di PM10 per la città federiciana e del 29% per quella della Disfida.

Andria è maglia nera in Puglia anche per quanto riguarda il PM2.5, con una produzione media annuale di 16 μg/mc, comunque al di sotto del limite normativo indicato di 25 μg/mc. Barletta ne produce una media annuale di 11 μg/mc.

Per i dati relativi all’NO2, la città della burrata è la peggiore a livello regionale a “braccetto” con Bari: la media annuale di entrambi i capoluoghi è 22 μg/mc, male ma sempre al di sotto dei limiti. Barletta ne emette 17 μg/mc.

Per combattere l’inquinamento in ambito urbano, Legambiente propone una serie di interventi “a misura di città”:
Il passaggio dalle Ztl (zone a traffico limitato) alle ZEZ (Zone a zero emissioni). Come dimostra l’esperienza di Milano (con l’area B) e, soprattutto, dell’ultra Low Emission Zone londinese, le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti riducono le emissioni da traffico del 30% e del 40%.

LEZ anche per il riscaldamento. Servono un grande piano di riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e privata, e incentivare una drastica riconversione delle abitazioni ad emissioni zero grazie alla capillare diffusione di misure strutturali, come il Superbonus, opportunamente corretto dagli errori del passato come gli incentivi alla sostituzione delle caldaie a gas.

Potenziamento del Trasporto Pubblico e Trasporto Rapido di Massa (TRM) attraverso la quadruplicazione dell’offerta di linea e la promozione di abbonamenti integrati, come fece la Germania nell’estate del 2022. Sharing mobility. Incentivare la mobilità elettrica condivisa (micro, bici, auto, van e cargo bike) e realizzare e realizzare ulteriori 16.000 km di percorsi ciclabili.

Ridisegnare lo spazio pubblico urbano a misura d’uomo, “città dei 15 minuti”, sicurezza stradale verso la “Vision Zero”, “città 30” all’ora seguendo l’esempio di Cesena, Torino, Bologna e Milano. Tutto elettrico in città, anche prima del 2035, grazie alla progressiva estensione delle ZEZ alla triplicazione dell’immatricolazione di autobus elettrici e l’istituzione dei distretti ZED (Zero Emissions Distribution).

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