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sabato, 2 Marzo 2024
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Canosa – Lupara bianca, ergastolo in primo grado per 5 soggetti: ecco i nomi

L'Assessore Santangelo: "Canosa è stata liberata dalla fastidiosa ed ingombrante “cappa” che offuscava l’intera città"

L’Assessore al Contenzioso, Avv. Luigi Santangelo, avverte la necessità di ringraziare la Procura della Repubblica di Trani nella figura dirigenziale del Procuratore Capo dott. Nitti, della sost. Proc. dott. Vaira, della dott.ssa Silvestris, in forza alla DDA di Bari, nonchè i dirigenti della Polizia di Stato di Canosa di Puglia quali la dott.ssa Mennea ed il suo successore dott. Fiantanese ed infine, gli encomiabili collaboratori dello stesso Commissariato, Sost. Comm. Matteo Serio, Isp. Matteo Marinaro, Sovr. Raffaele Sollazzo, Ass.ti  Capo Roberto Guerrazzi e Mauro Casamassima, per l’esemplare impegno profuso, finalizzato alla individuazione dei responsabili di sì gravi reati, culminata oggi con la conclamata loro responsabilità e relativa condanna.

«Ricorderanno tutti i concittadini i casi delle “lupare bianche” susseguitesi negli anni ai danni di D’Ambra Sabino, Sabino Sasso, Sorrenti Alessandro e Vassalli Giuseppe. Ebbene, la compendiosa attività investigativa si è finalmente conclusa, nella fase del primo grado di giudizio, con la condanna all’ergastolo di Carbone Sanino, Campanella C. Damiano cl. 40, Campanella C. Damiano cl. 82, Boccuto Daniele e Zagaria Cosimo, rispetto alle scomparse di D’Ambra, Sasso, Sorrenti e Vassalli.

Boccuto Pasquale è stato invece condannato alla pena di anni 10 e mesi 6 di reclusione perché riconosciuto responsabile del reato di estorsione e porto abusivo di armi.

Per tutti i sodali è stata riconosciuta l’associazione a delinquere di stampo mafioso con l’aggravante, per i presunti omicidiari, della premeditazione. Dunque, “un dovuto plauso” agli artefici di sì pregevole lavoro – ribadisce l’Assessore Santangelo – perché Canosa di Puglia è stata liberata dalla spregevole scia di omicidi rimasti per lungo tempo nell’ombra, per i cui reati non ha esitato a costituirsi parte civile, così interpretando a pieno titolo il senso di giustizia rivendicato dall’intero consesso sociale cittadino, attività espletata con spiccata professionalità dall’Avv. Tullio Bertolino, già Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani.

Auguriamoci che ben presto si faccia luce sull’ulteriore scomparsa del concittadino Sabino Servarolo del quale, sappiamo, si continua ad indagare alacremente, affinchè la nostra Comunità non debba mai più subire simili efferati delitti deturpanti il sentimento umano che invade i Concittadini, piuttosto nutrito.

E’ pur vero – conclude l’Assessore Santangelo – che trattasi di pronuncia non definitiva. Infatti, gli avvocati degli imputati annunciano appello perché sia riconosciuto ai loro assistiti il giusto trattamento sanzionatorio, evidentemente in distonia con quanto deciso dal Tribunale della Corte d’Assise di Trani in persona dei giudici Buonvino (Presidente) e De Rosa (a latere); invero, nell’ottica del “diritto quale garanzia per i cittadini” è opportuno che i fatti delineati nella prima fase vengano ulteriormente e capillarmente riesaminati in sede di appello affinchè prevalga il principio della certezza del diritto “ben oltre ogni ragionevole dubbio” al fine di evitare false rappresentazioni della verità.

Dunque, con estrema prudenza attenderemo le motivazioni della ulteriore sentenza».

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