Veloce e ideale per un pubblico giovane.
Stiamo parlando dello spettacolo “Il Gobbo del Califfo”, in scena al Teatro Petruzzelli di Bari dal 19 al 28 maggio 2026 anche in doppia fascia oraria mattutina per le scolaresche.
Uno spettacolo colorato e non impegnativo, di 40 minuti all’incirca, più altrettanti di introduzione affidati alternatamente a Gianrico Carofiglio e Giordano Bruno Guerri.
Tratto dalla raccolta di novelle “Le Mille e una notte”, l’opera di Franco Casavola da libretto di Arturo Rossato ci mette esattamente settant’anni per tornare in scena al Petruzzelli, ma lo fa con stile e spensieratezza, senza cercare di replicare l’imponenza degli spettacoli che hanno inaugurato la stagione 2026 della storica cornice barese.
L’opera infatti è forse meno strutturata di Falstaff e probabilmente adatta ad un pubblico non esigente come quello de La Traviata, ma non per questo non degna dell’attenzione dei numerosi presenti che hanno fatto registrare il tutto esaurito per ognuna delle date in programma.
La regia di Mariano Dammacco è dinamica e la trama è semplice e divertente.
Ma la parte interessante è la sotto trama etica e religiosa.
La storia narra di uno “scaricabarile” generale, in cui in un primo momento nessuno vuole prendersi la responsabilità di aver ucciso il gobbo del Califfo, ma poi, aldilà del proprio credo religioso, tutti i protagonisti della novella fanno mea culpa e accettano il proprio destino.
Fino a quando il Barbiere Deus Ex Machina scopre che il gobbo è vivo, scagionando tutti i presunti colpevoli, che quindi vengono premiati per aver detto la verità senza incolpare “le altre religioni” per le proprie responsabilità.
Bella la musica (che abbandona lo stile futurista originale) diretta dal maestro Matteo Dal Maso, mentre le scene di Angelo Linzalata e i costumi di Franca Squarciapano meritano da soli il costo del biglietto.








Foto di Clarissa Rapolla.







