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mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Trani – 3° Circolo D’Annunzio, la replica del Dirigente Scolastico alle critiche

Numerose le attestazioni di vicinanza al dirigente scolastico Citino.

“Quello che è successo presso il 3° C.D. Gabriele D’Annunzio è una semplice sostituzione dei due collaboratori del Dirigente Scolastico con altri due docenti.

Queste le parole del dirigente scolastico Salvatore Citino in replica alle dichiarazioni di alcuni genitori rimasti anonimi, pubblicate da Batmagazine la scorsa settimana.

In realtà erano stati in tanti i genitori a mostrare attestazioni di stima verso il lavoro del dirigente scolastico, subito dopo la pubblicazione dell’articolo.

“Non tutti sanno che il ruolo di Vicario e facente funzioni – continua Citino – del DS è stato abolito da anni, così come è stato abolito anche l’esonero dalla cattedra per un collaboratore del Dirigente scolastico. Ancora in molte scuole si sente parlare di vicepreside, addirittura c’è chi firma atti amministrativi, ordini di servizio e circolari con il timbro di vicedirigente scolastico. È utile sapere che i termini vicario, vicepreside e vicedirigente scolastico, non esistono più: dall’ entrata in vigore del Decreto Legislativo 165/2001 il D.S. nomina due collaboratori che hanno pari dignità e/o grado, e che per lo stesso motivo possono essere ‘dimissionati’ dallo stesso D.S. quando venga meno la fiducia nei loro confronti.

Da che cosa è scaturita quindi la perdita di fiducia? E quale l’oggetto del contendere?

“Non certo ci sono problemi di professionalità! Infatti i due collaboratori del D.S., così come tutti i docenti che lavorano presso il 3° Circolo, sono docenti competenti con alto livello di professionalità e di esperienza. Il problema è un altro, paradossalmente ho preso la distanza dalla coerenza delle due collaboratrici (si dovrebbe dire collaboratori) per codesto motivo: in qualche circolare redatta per dare la possibilità di scelta alle famiglie fra didattica in presenza o didattica a distanza, le due docenti collaboratori dell’ufficio di Presidenza si attenevano scrupolosamente al limite esplicitato dalla circolare e non volevano derogare a tale limite, per cui chi non avesse risposto non avrebbe avuto più diritto di scelta. Io, viceversa, rendendomi anche conto dell’utenza: extra-comunitari di recente o di vecchia immigrazione ma anche famiglie disagiate come a volte agiate; taluni individui rivendicavano una modificazione della situazione in un periodo successivo alla validità della circolare, ed io desideravo poter effettuare delle deroghe e accettare le suddette domande. 

Praticamente pur mantenendoci tutti, sia io che le due ‘collaboratrici’, all’interno del perimetro normativo, loro, in sostanza negando le deroghe, favorivano la didattica a distanza, io, invece, volevo facilitare la didattica in presenza; ovviamente da parte delle due collaboratrici vi è sempre stata la convinzione che la didattica a distanza funzionava egregiamente. Io, al contrario ho sempre nutrito dubbi sulla validità della DAD/DID. (La prima viene effettuata solo con tutti gli alunni a distanza, la seconda quando qualcuno è in presenza e l’insegnante deve seguire contemporaneamente entrambi i gruppi).

È chiaro che non discuto la validità della didattica digitale nelle due forme suddette, solo che non raggiungono totalmente l’efficacia della didattica in presenza. Al massimo, secondo il mio parere, nel migliore dei casi raggiunge l’80%, o poco più, di quella fatta interamente in classe. È chiaro che in presenza di fragilità o di svantaggio, quella percentuale scende, probabilmente anche di molto.

Pertanto, avvalendomi delle  mie prerogative dirigenziali, ho provveduto alla loro sostituzione. Tra l’altro entrambe mantengono tuttora altri incarichi di non poco conto all’interno del sistema organizzativo della scuola. Giova, a mia difesa, ricordare tutto ciò che ho fatto nella scuola dal 1 settembre. Faccio presente che nella struttura del 3° Circolo non era presente un sistema Wi-Fi in nessun plesso e mancavano perfino i telefoni. “

Queste le azioni svolte:

  1. Installazione di un sistema Wi-Fi presso la D’Annunzio;
  2. Installazione di un sistema Wi-Fi presso il plesso di via Stendardi;
  3. Installazione di un impianto telefonico presso il plesso della scuola d’infanzia di ‘Madre Teresa di Calcutta’;
  4. A breve telefono e Wi-Fi nel plesso della scuola d’infanzia di via Grecia;
  5. Ho smontato un laboratorio informatico, non funzionante da un anno, o forse anche di più, e ho utilizzato i computer distribuendoli uno per classe nella scuola primaria di via Stendardi e di via Pedaggio Santa Chiara;
  6. Ho acquistato una decina di Smart TV di circa 60 pollici da sistemare uno per aula di scuola primaria, saranno montati entro una decina di giorni;
  7. Ogni Smart TV sarà collegato a un PC e a una Web-cam, in modo da rendere più efficiente la DID;
  8. Nel caso di un rientro totale in presenza, la stessa didattica tradizionale ne verrebbe agevolata;
  9. Organizzazione della G-Suite, che molti chiamano ‘G-classroom’, ovvero registro elettronico idoneo anche alla didattica digitale;
  10. Acquisto di libri, con creazione di biblioteca di plesso, per facilitare la stesura di PDP, PEI  e la programmazione dei casi certificati.

Finora nessun bambino è andato via, anzi nelle ultime 3 settimane, sono arrivate altre iscrizioni, una decina fra scuola d’infanzia e primaria e coloro che si sono iscritti hanno scelto il 3^Circolo perché il corpo docente è meritevole.Inoltre un’ultima chiosa a quanto criticato dall’articolo, vorrei sottolineare che la ricorsa alle poltrone non c’è stata, da un lato c’è stata una sana rotazione, dall’altro un ampliamento delle figure di sistema. Che si traduce in un modello di “leadership” condivisa, contro un modello verticistico fuori moda e superato per una migliore gestione di un sistema complesso come è la scuola.

In ultimo devo ammettere che ho un ‘DIFETTO’, sono per una scuola dell’inclusione e dell’integrazione e se serve, sono disposto a stracciare le mie circolari, se questo serve a garantire una più efficace inserimento di un bambino fragile o in difficoltà, e questo mio ‘Principio’ non lo discuto con nessuno, neanche con il Ministro.

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