Andria – Raccolta rifiuti, altro sciopero dei dipendenti: “Mezzi non sanificati, cantiere senza illuminazione”

Hanno scioperato anche oggi, lunedì 5 dicembre, i lavoratori della aziende della raccolta rifiuti della città di Andria che continuano a denunciare la precarietà delle condizioni di lavoro nelle quali operano

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Anche oggi, lunedì 5 dicembre, in sciopero i lavoratori impegnati nel servizio di raccolta rifiuti della città di Andria, delle ditte SI.ECO s.p.a. e GIALPLAST s.r.l., in presidio davanti alle porte del cantiere di via Corato.

Principale pomo della discordia dello sciopero, indetto dall’organizzazione sindacale Federazione Italiana Libera, proprio la condizione di lavoro all’interno del cantiere che, individuato come sede provvisoria, è tuttora attivo ma sembrerebbe essere completamente privo degli elementi essenziali indispensabili per la salute e l’incolumità dei lavoratori.

Prima sul banco degli imputati è la sede dell’azienda, ritenuta inadatta al ricovero dei mezzi in quanto sprovvista di adeguata illuminazione: “Quando arriviamo in cantiere, alle 5 del mattino, siamo costretti a far luce con i nostri mezzi privati” – denunciano i lavoratori.
Per di più, lo spiazzale adiacente il cantiere è ricco di numerose pozze ripiene di percolato, estremamente dannoso per la salute.

I dipendenti denunciano anche la difficoltà nell’accendere al cantiere stesso: “L’accesso al cantiere avviene dal parcheggio circostante, per mezzo di uno stretto varco aperto con cesoie al reticolato metallico installato per proteggere il cantiere. Considerato che i turni di lavoro iniziano alle prime ore del giorno, quando l’alba è ancora lontana, e che non esistono fari ad illuminare l’entrata, l’accesso al cantiere diventa l’attraversamento di un labirinto irto e buio in cui inciampare è probabile ed eventualmente rovinoso”.

Altro anello debole messo allo scoperto è la mancata sanificazione dei camion adibiti alla raccolta: “Non esiste un impianto di lavaggio dei mezzi a fine lavoro. Ci vengono consegnati dei gettoni e dobbiamo provvedere autonomamente al lavaggio dei suddetti presso un autolavaggio rapido”.
Anche gli spogliatoi non sarebbero a norma, infatti “sono allestiti in angusti container senza l’acqua”. A loro dire anche gli orari di lavoro e i turni sarebbero “davvero massacranti”.

Inoltre i dipendenti non disporrebbero di adeguati dispositivi di protezione individuale: “Stiamo usando felpe e giacche della precedente azienda”.

Inadempienze che perdurano da tempo e che sono sfociati nell’ennesimo sciopero di oggi che, comunque, non ha causato disagi alla città in quanto è stato garantito parte del servizio di raccolta rifiuti.

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